Come comportarsi in caso di separazione | Non sprecare
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Come affrontare una separazione, cercando di contenere al massimo i danni per i figli

Non coinvolgere i figli nello scontro. Non demolire l’immagine dell’altro genitore. E innanzitutto provare fino all’ultimo a evitare la separazione

Una madre ci ha scritto una lunga mail per mettere in fila tutti i dolori, e tutte le sofferenze, dei suoi figli in seguito alla separazione con il marito. «Non me l’aspettavo una cosa così straziante, per loro …» scrive la ormai ex moglie con disarmante. Comprensibile. Una narrazione figlia del soggettivismo dilagante, di una morale e di un’etica sempre più fai-da-te, vorrebbe farci credere che le separazioni, specie quelle tra genitori civili, in fondo sono all’ordine del giorno.

COME COMPORTARSI IN CASO DI SEPARAZIONE

Non è più come una volta quando il fallimento di un matrimonio o di una convivenza con figli erano eventi straordinari. Dunque, è il ragionamento alla base di questa fake news, i figli non soffrono. O comunque non soffrono come una volta.

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COSA DIRE AI FIGLI QUANDO CI SI SEPARA

A questi rigattieri del pensiero debole, si aggiungono gli esperti, dallo psicologo al terapista familiare, che stilano le classifiche del dolore dei figli sulla base dell’età. E in sostanza teorizzano l’idea che le separazioni sono più o meno devastanti sulla base dell’età dei figli. Anche qui, quanta inutile retorica, e quanta sapienza fasulla.

Si teorizza, sulla base della carta d’identità dei figli, che quando i bambini sono molto piccoli, l’amore per i genitori è esclusivo. Per loro non c’è altro. E quindi le ferite della separazione colpiscono a tutto campo, senza alcuna arma di difesa. Viceversa, i figli adolescenti hanno già le loro pulsioni, i loro batticuore, la loro voglia di libertà, e tutto ciò attutisce l’onda d’urto della separazione. Che dire? Bah!

COME PROTEGGERE I FIGLI IN CASO DI SEPARAZIONE

In verità per noi di Non sprecare le separazioni sono comunque dannose. Molto dannose. E il fatto che una coppia ormai spogliata dell’amore, della reciproca tolleranza, una coppia che arriva finanche a scatenare l’odio di uno contro l’altro, faccia bene a separarsi, non è certo un’attenuante al male che si sta producendo. Innanzitutto ai figli.

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COME SI AFFRONTA UNA SEPARAZIONE

Piuttosto bisognerebbe partire da questo dato incontestabile, dimostrato dalle esperienze che abbiamo tutti i giorni sotto al naso, per capire come si affronta una separazione. Come si attutiscono i suoi colpi, e si prova a fare il meno male possibile a chi viene dopo di noi, ai nostri figli.

Per carità, non abbiamo alcuna intenzione di sostituirci agli esperti, e la letteratura sui metodi più indolori per separarsi è molto densa, e non ha bisogno di nuovi capitoli. Ma proviamo a mettere in fila qualche gesto semplice, efficace e comprensibile. Ispirandoci sempre alla legge del buonsenso e alla presa di distanza dal virus del narcisismo.

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SEPARAZIONE: COSA FARE

Innanzitutto sarebbe bene, fino all’ultimo istante prima dell’addio, capire se ci sono margini per una riconciliazione. Le nostre madri e le nostre nonne tolleravano molte cose, anche i tradimenti e l’arrotondamento della verità, pur di evitare ai figli il dolore e il trauma irreversibile della separazione. Erano ipocrite? Mortificavano l’autonomia della donna e la sua personalità? Può darsi, ma quasi sempre la spuntavano e riuscivano a tenere unita la famiglia riprendendosi il loro marito solo temporaneamente smarrito. E riuscivano in primo luogo ad evitare sofferenze. Adesso la legge della morale fai-da-te in tema di separazioni scolpisce un unico comandamento: se le cose non vanno bene, inutile sprecare tempo, e provare a rimediare i cocci. Meglio una veloce separazione. Ecco: è la parola sprecare che in questo caso non ci convince. Una prova di ragionevolezza, portata avanti con estrema fiducia e fino all’ultimo minuto possibile, non è mai uno spreco. Né di tempo né di energia.

Poi, se proprio separazione deve essere, allora è bene che i genitori, entrambi e senza distinzione di ruoli, facciano qualche sforzo. Non coinvolgano i figli nel loro conflitto. Non mascherino questioni di denaro con aspetti sentimentali, che poi comprendono gioco forza anche i figli. Tantomeno, non utilizzino mai, per alcun motivo al mondo, i figli per alzare il livello dello scontro e per provare ad ottenere di più. Non trascurino i figli e non si mettano a fare processi nei loro confronti, anche quando hanno la sensazione di vederli schierati dall’altra parte. E non pensino di sminuire, se non annullare, il ruolo dell’altro genitore agli occhi dei figli. Un padre è un padre e resta tale. Così una madre. E ci vadano piano con i riti della famiglia allargata, che spesso, in silenzio o tra qualche risata di circostanza, alimenta nuovi dolori. Ecco, se avete messo in fila queste proposte in caso di separazione, vi sarete accorti che non si traducano in grandi sacrifici. E potete almeno provarci.   

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