Il buonsenso vince sulla spazzatura. | Non Sprecare
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Il buonsenso vince sulla spazzatura.

CON la crisi economica diminuisce anche la spazzatura. Consumiamo e spacchettiamo meno, e cosi’ i cestini dei rifiuti, prima in casa e poi nelle strade, si sgonfiano. A Roma, per esempio, l’Ama segnala che nell’ultimo anno la produzione di spazzatura e’ scesa di circa il 5 per cento, pari a 6mila tonnellate. E nel 2009 la diminuzione sara’ ancora piu’ netta, anche perche’ nella capitale, specie nelle zone del centro, incidono molto i rifiuti prodotti dai turisti, anche loro in netto calo.
Bisogna stare attenti, pero’, a leggere con attenzione questi dati. Incrociandoli innanzitutto con una tendenza di lungo periodo, finora pienamente confermata, che vede le nostre citta’ sommerse dai sacchetti. Nel 1995 un cittadino italiano, in media, infilava nel cassonetti qualcosa come 460 chili di spazzatura l’anno; nel 2007 siamo saliti a 530 chili e nel 2020 dovremo fare i conti con un macigno di 680 chili. Come uscirne? La crisi economica puo’ essere un’opportunita’, anche nel campo dei rifiuti, per rivedere comportamenti e stili di vita. E per non sprecare. Servono gli impianti di smaltimento, che in Italia sono stati bloccati dal fuoco incrociato di un ambientalismo ideologico e ipocrita; serve il senso civico che induca tutti a procedere con la raccolta differenziata, un settore nel quale abbiamo ancora la maglia nera in Europa, con buona parte delle citta’ del Sud che non arrivano al 15 per cento dei rifiuti smaltiti con questo metodo. Ma serve anche una sterzata nelle abitudini quotidiane. Per esempio: e’ venuto il momento di ribellarsi alla dittatura dell’imballaggio. Le leggi del marketing, e il vizio dello spreco automatico, ci hanno indotto per anni a subire l’acquisto di prodotti con voluminose confezioni. Spesso inutili. Se non per aumentare i prezzi dei prodotti e ingolfare la raccolta dei rifiuti. Plastica, carta e cartone, infatti, valgono piu’ del quaranta per cento dell’immondizia che poi seminiamo nei cassonetti delle strade e talvolta direttamente sui marciapiedi. Una cifra assurda. Per contenerla non servono leggi impossibili o provvedimenti amministrativi, ma solo buon senso. E una reazione da cittadini attivi che riscoprono, per esempio, l’antica consuetudine della spesa sfusa per alcuni generi alimentari. Le nostre nonne, quando andavano dal droghiere, non avevano bisogno di un facchino per portare a casa montagne di scatole e di involucri: infilavano i loro acquisti in una busta portata da casa. Ecco, un piccolo passo indietro, uno sforzo di ordinaria saggezza, e l’incubo della spazzatura diventera’ meno opprimente. E non solo perche’ lo ha deciso la crisi economica.

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