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Ecovillaggi o Ecotopie

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Alcuni mesi fa, in Giappone per motivi di ricerca, ho avuto modo di visitare un ecovillage, costruito a Chiba, vicino a Tokyo, da una organizzazione non-profit giapponese, la Millenium City. Ideato nel 2003 grazie al genio di due architetti giapponesi, Iguchi Hiroshi e Ono Kazuki, l’eco-village Kurimoto occupa 1650 m2 di terreno e ha una popolazione di circa 300 membri ?non stanziali- che vivono come una grande famiglia: sono totalmente autogestiti, autosufficienti dal punto di vista alimentare – la terra e’ coltivata con sistemi biologici – e condividono valori come il rispetto per l’ambiente e per le persone. Lo scopo dell’ecovillage e’ quello di creare una sorta di societa’ ideale, un’alternativa alla vita frenetica delle metropoli giapponesi e alle case costosissime in cui vivono i giapponesi, quasi tutte senza giardino. Il progetto della Millennium City si basa su due concetti fondamentali: l’house-forestry e l’house-sharing.

I suoi abitanti condividono diversi spazi, mentre la privacy e’ affidata alle Co-Ya, letteralmente “piccoli tetti”, semplici strutture in legno della grandezza di due tatami, nelle quali possono dormire al massimo due persone. Arredate con piccoli materassi e sacchi a pelo, servono per brevi soggiorni. Le quattro strutture di Millennium City ospitano circa 30 Co-Ya (piccole unita’ abitative), di cui 25 appartengono ad alcuni membri della comunita’ che le prendono in affitto. Le Co-Ya sono tutte in legno; la parte chiusa, quella dove si dorme e’ accessibile con una scala, l’abitacolo poggia su quattro pilastri, mentre al piano inferiore c’e’ spazio per piccoli cuscini e per depositare i propri effetti personali.

L’ecovillaggio e’ formato da quattro ecostrutture, alte circa sette metri e ricoperte di vetro. La vegetazione intorno le protegge in estate, mentre d’inverno, quando le foglie cadono, lasciano arrivare calore e luce del sole. I pannelli solari sul tetto forniscono energia, mentre l’acqua calda e’ ottenuta grazie ad un sistema di bottiglie di plastica nera riscaldate dai raggi solari. L’eco-village si articola intorno a spazi comuni come la cucina e un grande spazio con sedie e tavoli, usato per pranzare e per riunirsi, aperto ad adulti e bambini Condividere gli spazi porta risparmi energetici – la CO2 viene abbattuta dell’80% – e soprattutto porta alla riscoperta di valori quali la condivisione, l’ascolto e il rispetto reciproco.

A novembre del 2009 e’ stata inaugurata una seconda comunita’, l’ASAHI Millennium City, un eco-villaggio con residenza permanente, ed esiste gia’ un progetto per un terzo eco-villaggio, una sorta di fattoria biologica che sorgera’ a Kichijoji, nell’area urbana di Tokyo. L’obiettivo finale della organizzazione non profit Millenium City, e’ quello di creare una rete di ecovillaggi che si fondino su 5 pilastri fondamentali: “costruire in autonomia e in modo sostenibile”, “cambiare stile di vita”, “coesistere pacificamente”, “rispettare la natura”, “porre le relazioni al centro della propria vita”.