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Business olio di palma, tanti soldi sfruttando manodopera femminile

L'Agenzia americana delle dogane sospende le importazioni del colosso malesiano FGV Holding Berhard. Nelle piantagioni si lavora come nell'epoca della schiavitù

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Nuove ombre sull’olio di palma. Se finora questo prodotto è sempre stato molto discusso per i danni che provoca alla salute e all’ambiente, adesso vengono a galla gli scandali che riguardano un altro spreco consumato attorno al business dell’olio di palma. Lo sfruttamento della manodopera, specie quella femminile e minorile.

BUSINESS DELL’OLIO DI PALMA

L’agenzia americana della Dogane, che ha anche un potere significativo sulla provenienza delle merci importate, ha bloccato gli arrivi dell’olio di palma della multinazionale malesiana FGV Holding Berhard. Tutto nasce da un’inchiesta molto documentata dell’Associated Press che ha spedito alcuni dei suoi inviati in Malesia e in Indonesia, dove si realizza l’85 per cento dell’intera produzione mondiale di olio di palma, con un giro d’affari pari a 65 miliardi di dollari all’anno.

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OLIO DI PALMA: SFRUTTAMENTO DELLA MANODOPERA

Che cosa viene fuori da questa inchiesta? Uno scandaloso sfruttamento delle lavoratrici nelle piantagioni dei due paesi. Stipendi da fame, pochi dollari al giorno. Nessuna garanzia di assistenza sanitaria e di copertura previdenziali. Orari fino a sedici-diciotto ore al giorno. Violenze e abusi sessuali. Mancanza di protezioni contro le sostanze chimiche pure vengono usate nelle piantagioni. Bambini minorenni al lavoro.

Il quadro descritto dal reportage dell’Associated Press sembra un film sullo schiavismo dei secoli scorsi, con i capisquadra che, coperti dai padroni delle piantagioni, sono i veri protagonisti di violenze e abusi. E nessuno parla, con la paura di perdere il posto.

L’olio di palma è vitale per le economie dei due paesi (non a caso nessuno dei due governi è mai intervenuto duramente contro il moderno schiavismo) e l’uso di questo prodotto è molto ampio e tocca diversi settori industriali. Dall’alimentare alla cosmetica, dai pesticidi al cibo per animali domestici.

GREENWASHING E OLIO DI PALMA

Infine, un retroscena significativo in materia di greenwashing e olio di palma.

Dal 2004 è stata creata la Roundtable on sustainable oil (Rspo), una sorta di tavola rotonda per certificare l’olio di palma sostenibile. Ovvero messo sul mercato sulla base di “una produzione etica e rispettosa dei diritti dei lavoratori”. Bene: tutti gli abusi denunciati dall’Associated Press, che hanno portato alla decisione americana di sospendere le importazioni della FGV Holding Berhard, erano garantiti e certificati dalla Rspo.

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