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Attenzione ai tatuaggi all’henné

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Un tatuaggio è per sempre. Un disegno temporaneo, invece, come quelli che vengono proposti dagli ambulanti d’estate sulle spiagge, dura un paio di settimane e poi scompare, senza lasciare tracce sulla pelle. Questo è vero, però, se il tatuaggio è eseguito solo con una tintura a base di polvere di henné, facilmente riconoscibile dal caratteristico colore rossastro. L’henné è un prodotto di origine naturale, ricavato dalle foglie della pianta dell’Henna. In Africa e in Asia il suo utilizzo per i tatuaggi tribali o per le celebrazioni delle fasi della vita (matrimonio, età adulta, eccetera) ha una storia millenaria. Invece i tatuaggi temporanei proposti sulle spiagge usano, nella maggior parte dei casi, una tintura che contiene anche un’altra sostanza, la  parafenilediamina (detta anche PPD): un colorante a ossidazione che può provocare reazioni allergiche, come la dermatite allergica da contatto. Questa sostanza è comunemente usata nelle tinture per capelli, ma la concentrazione nelle tinture per i tatuaggi è maggiore e questo provoca le reazioni allergiche, che stanno diventando sempre più frequenti.

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PRURITO E VESCICHE – Pochi giorni dopo l’applicazione della tintura, compare un forte prurito e il disegno si copre di vesciche. Nei casi più gravi si arriva a una sensibilizzazione permanente alla PPD e a composti chimici simili. L’allergia è verificabile con un semplice test cutaneo. Una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanita e l’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma ha evidenziato come le reazioni allergiche siano raddoppiate negli ultimi anni. Se nei tatuaggi veri sono le concentrazioni troppo alte di metalli come il nichel e il cobalto a provocare dermatiti, eczemi e desquamazioni, nel caso di quelli temporanei la colpa è del colorante. “Questa sostanza rende l’inchiostro più scuro (l’hennè dà una colorazione rossa) e allunga la persistenza sulla pelle” spiega Antonio Cristaudo, direttore dell’Unità Operativa di Dermatologia e Allergologia dell’Istituto San Gallicano.  Una ricerca svolta dai  dipartimento di dermatologia dell’Università di Dresda, in Germania, ha invece evidenziato la particolare reattività della pelle dei bambini al contatto con questa tintura. Per i più piccoli, quindi, è meglio utilizzare i simpatici “trasferelli”. Mentre per gli adulti vige la regola del buonsenso: evitare i tatuaggi improvvisati o almeno chiedere di poter leggere gli ingredienti della tintura. Nel caso non siano riportati sulla confezione (sulla quale, in ogni caso, non comparirebbe la concentrazione del colorante), è meglio lasciar perdere e rivolgersi a tatuatori professionisti.