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Sulle due ruote piu’ salute spendendo meno

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di Maria Laura Rodotà
Dire a un romano «non chiedere cosa la tua città può fare per te, chiediti cosa puoi fare per la tua città» non è in genere una buona idea, anche dal punto di vista dell’incolumità fisica. Dirgli «non chiedere cosa si può fare contro l’inquinamento che ti colpisce più degli altri se vai in bici, invece chiedi a più gente di pedalare, così diminuisce l’inquinamento» è anche peggio, se gira con la pompa può darla in testa. Ma vale la pena di correre il rischio, è una buona causa. Le centratine danno segnali minacciosi; l’ingorgo da giorni feriali è perenne; autobus strategici come il 490 e il 28o (e altri) passano sempre più di rado(mentre alle fermate sono sempre più frequenti battute tremende sulle politiche di assunzione delle municipalizzate). Così, anche chi lascia a casa l’auto non si fida dei mezzi; e prende il motorino, suo o dei suoi cari. E il motorino inquina ló stesso. In questo modo, si dice a Roma, siamo da capo a dodici. Tanto vale contare fino a tredici, e prendersi una bici. Per tutti i soliti motivi, con una ragione in più, seria, civica, e utilissima per la salute. Di tutti, ogni ciclista è un motore in meno. Del ciclista, ovviamente: che sia di destra o di sinistra, se si sposta,pedalando non avrà mai le terga flaccide. Del portafogli del ciclista: basto calcolare quanto si spende in benzina ed eventualmente in palestra (luogo sudaticcio che noi pedalatori non abbiamo bisogno di frequentare) e si capirà il potenziale risparmio. Della psiche del ciclista pedalare è uno dei migliori antidepressivi conosciuti (anche qui: non si spende in psicofarmaci e psicoterapeuti, volendo). Oltretutto, e son cose che contano, in una capitale politicamente polarizzata: pedalare non è più solo pratica da sciure democratiche col cestino in vimini, da ambientalisti estremisti. O in generale da quella che gli inglesi chiamano «etropolitan soci left», sinistra metropolitana mollacciona (nelle opinioni, non nelle terga). Si pedala in modo interclassista e bipartisan: femmine vendoliane e ragazzi dal core nero, sportivi ossessivi e immigrati, professori universitari e professionisti che vanno al circolo (domenica una mia amica che scendeva dal rione Monti con altre donne e uno striscione per la manifestazione è stata urtata da un ciclista che ha motivato il vile gesto professandosi di estrema destra; l’ho trovata una buona notizia, anche se lei non era tanto d’accordo). Insomma, è doveroso chiedere alle autorità competenti di trovare soluzioni anti-inquinamento: ma sarebbe bello poter contribuire all’abbattimento dello smog. In bici, chi può. «Evabbè, certo che tu puoi», mi ha attaccato il mio amico Giorgio. «Guarda caso tutti i fanatici della bicicletta che conosco abitano nel rione Prati». Che è piatto. Siamo fortunati. Ma non insensati. Continueremo nella nostra opera di proselitismo. Ma ci impegniamo a risparmiare: gli abitanti di Monte Mario, quelli del Portuense, quelli dell’Aurelio, quelli di Monteverde Vecchio e Nuovo (esclusi i monteverdini borghesi bohémien che affliggono tutti cantando nonstop_le lodi del loro quartiere, secondo loro l’unico veramente ganzo; provino ad arrivarci in bici, poi ci dicano). Quelli delle zone periferiche mal servite e senza metro (e prima o poi bisognerà permettere di portare in metro le bici vere, non pieghevoli, che diamine) Quelli dei Monti Pario-li, no, non verranno esonerati. Vorremmo costringerli a pedalare, ogni tanto, per sadismo (pedalano solo la domenica, su bici che costano come un bilocale, e così non vale, andia *** 13 Centratine È il totale degli impianti per il monitoraggio della qualità dell’aria nella Capitale. Fino a ieri e per 11 giorni consecutivi le centraline hanno registrato livelli di polveri sottili (Pm10) oltre i limiti massimi di legge consentiti 26 Superamenti E il totale dei giorni dall’inizio del 2011 che hanno fatto registrare episodi di sforamenti nelle centraline di monitoraggio dei livelli massimi di Pm10 consentiti. per legge (pari a 50 microgrammi per metro cubo) ano ‘Merli È il totale dei decessi l’anno che, secondo un recente studio, è imputato dagli esperti all’inquinamento ambientale, frutto in particolare dei gas di scarico dei veicoli a motore e delle emissioni delle industrie.