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Cibi senza glutine, una dieta pericolosa e senza senso. Servono solo ai celiaci. In Italia sono meno di 200mila, ma c’è la corsa al gluten free

Martellanti campagne di marketing per gonfiare un mercato che in Italia già vale 320 milioni di euro. E medici spregiudicati, dallo psichiatra al chiroterapeuta, che impongono prodotti che diventano uno spreco molto dannoso. Sono imbottiti di grassi e senza proteine

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RISCHI DIETA SENZA GLUTINE

Un bravo psichiatra ci scrive per raccontare una storia molto singolare, a proposito di sprechi e salute. Una paziente si rivolge a lui per la prima volta, e prima di iniziare la visita, gli racconta i medicinali che prende e la dieta che fa, su suggerimento di un altro strizzacervelli. A tavola mangia tutti cibi senza glutine. <Scusi, ma il collega le ha spiegato il motivo per il quale le farebbe bene, per la sua depressione, mangiare cibi senza glutine?> chiede lo psichiatra piuttosto imbarazzato. E lei: <No, mi ha solo detto che dovevo farlo. Ed io ho ubbidito, ma i miglioramenti non li ho visti>.

CONSUMO ALIMENTI SENZA GLUTINE IN ITALIA

La storia che abbiamo ricevuto in redazione non è un caso isolato. Il fenomeno al quale stiamo assistendo è il seguente: la celiachia è più o meno stabile nel mondo (riguarda circa l’1 per cento della popolazione) mentre la vendita dei prodotti gluten free è esplosa e continua a crescere senza freni. Spinta anche da medici, psichiatri, psicologi, podologi, chiroterapeuti (solo per citare alcune categorie) che sollecitano una dieta senza glutine, e quindi l’acquisto di questi prodotti. Soltanto in Italia, il mercato dei cibi senza glutine ormai rappresenta una spesa di 320 milioni di euro l’anno, con un aumento, soltanto nel 2018, del 20 per cento rispetto all’anno precedente. Numeri enormi, se tenete conto che i malati di celiachia in Italia, invece, sono appena 198.427 (due terzi donne, un terzo uomini) e nell’ultimo anno i nuovi casi sono stati 15.569.

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RISCHI DIETA GLUTEN FREE FAI DA TE

È chiaro che in questa sproporzione, nell’assoluta mancanza di un’epidemia di celiachia, c’è puzza di imbroglio, di consumi compulsivi e drogati di prodotti tra l’altro molto costosi. E c’è un doppio spreco: di salute e di soldi. Partiamo dal fatto che il glutine è una preziosa proteina per il nostro organismo, una delle più consumate al mondo, che tra l’altro consente di dare spessore e quindi qualità a diversi impasti, per esempio quelli del pane e delle pizze.

Il glutine si forma quando due molecole, la glutenina e la gliadina, entrano in relazione tra di loro, creano un contatto che si traduce in un legame chimico. Nel pane, il legame produce una membrana elastica che consente di dare al pane una consistenza gommosa, e mette i pizzaioli in grado di lanciare per aria l’impasto e di farlo roteare. Al contrario, il pane senza glutine è spesso molto simile alla plastica. Immangiabile. 

Quindi: il glutine serve per una dieta equilibrata. Per i malati di celiachia ne bastano appena 50 milligrammi e sono guai, anche molto gravi. Ma cosa c’entra questo limite con un terzo dei consumatori americani che si dichiara interessato ai prodotti gluten free? Quale sarebbe la relazione? Nessuna.

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MERCATO PRODOTTI SENZA GLUTINE IN ITALIA

La spinta allo spreco arriva dal mercato e dai tanti medici ignoranti e spregiudicati che lo gonfiano. Chi rinuncia al glutine in alcuni prodotti, senza un motivo, deve essere consapevole di che cosa rischia. Uno studio molto completo, sul confronto di 654 prodotti con e senza glutine (pane, pasta, biscotti, cereali), dell’Instituto spagnolo di Investigaciòn Sanitaria, dimostra in modo inequivocabile che nel pane senza glutine la concentrazione dei grassi è doppia rispetto al pane normale, con il glutine. Quindi, mangiandolo senza un motivo, non solo non si ottiene alcun beneficio per la salute, ma c’è anche il pericolo molto concreto di ingrassare, e di aumentare i fattori che portano al crinale delle malattie cardiovascolari. Allo stesso tempo i prodotti gluten free hanno un numero di proteine tra le 2 e le 3 volte inferiori a quelli con il glutine. Qui il danno è di svuotare un serbatoio di risorse preziose per il nostro benessere. 

Stiamo, dunque, parlando di diete inutili e malsane. Qualcosa che ricorda da vicino un’antica campagna a favore della margarina per sostituire il burro: un prodotto ancora meno sano visti gli zuccheri, i sali e i carboidrati raffinati che contiene. Una pura speculazione di mercato, che fa leva sulle cattive informazioni dei consumatori, e sulla sponda di qualche medico da denunciare. 

RICETTE UTILI GLUTEN FREE: