Pesca di plastica contro la crisi | Non Sprecare
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Pesca di plastica contro la crisi

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In un futuro non troppo lontano i pescatori europei non malediranno più gli oggetti di plastica che restano impigliati nelle loro reti. Anzi, cercheranno di catturarne il maggior numero. Una proposta della commissione europea per gli affari marittimi potrebbe infatti inaugurare la "pesca della plastica". «Avremmo notevoli benefici», spiega la greca Maria Demanaki, commissario a Bruxelles per la pesca. «Ridurremmo l’inquinamento dei nostri mari e la disoccupazione del settore ittico». Il vantaggio economico sarebbe evidente: i rifiuti pescati sarebbero destinati al riciclaggio e i pescatori avrebbero guadagni aggiuntivi oltre all’attività ittica.

Negli ultimi anni il mar Mediterraneo si sta trasformando in una discarica. Uno studio franco-belga ha stimato che circa 500 tonnellate di plastica galleggiano sulle sue acque, minacciando di alterare l’equilibrio e la vita dell’ecosistema marino.

L’idea della commissione per la pesca non è un’iniziativa legislativa ma soltanto una proposta: le capitali europee, come amministratrici del fondo europeo per la pesca (FEP), hanno l’ultima parola in materia. Ma qualcosa ha già iniziato a muoversi. A fine mese in tre località della Costa Azzurra verrà lanciato un progetto pilota sulla pesca della plastica, sostenuto dalle associazioni di pescatori, industriali ed europarlamentari.

«Nello scorso anno in Francia sono stati pagati, con l’appoggio del FEP, 375 euro per ogni tonnellata di plastica raccolta. E in totale ne sono state recuperate circa 1.000 tonnellate», dice Oliver Drewes, portavoce della Demanaki. Alcune barche sono già state adattate per la “missione”: saranno equipaggiate con reti speciali, costruite interamente con plastica riciclata, che non catturano pesci ma soltanto plastica e altri oggetti galleggianti.