Questo sito contribuisce all'audience di

L’Italia assediata dai pc infetti

di Posted on
Condivisioni

I luoghi più popolati diventano a volte amplificatori di virus, e accade lo stesso quando i luoghi sono digitali e i virus informatici. Questo è quanto emerge dagli ultimi risultati globali sulle minacce alla sicurezza informatica pubblicati da Microsoft, e declinati anche sul mercato italiano dove si è registrato un aumento delle infezioni dei pc del 19 per cento rispetto all’anno precedente. Uno studio che per vastità di dati e bacino di utenza (oltre seicento milioni di pc in 117 Paesi del mondo) è quanto mai rappresentativo del panorama generale.

VIRUS DA SOCIAL NETWORK – Il SIR (Security Intelligence Report) pubblicato giovedì descrive la storia e la geografia degli attacchi e allo stesso tempo illustra gli usi e i costumi degli internauti nel corso del 2010. Il dato più evidente e significativo è che il veicolo di propagazione maggiore dei virus sono i social network, ambienti sempre più popolati in cui gli utenti vengono attaccati dal cosiddetto social engineering malware. Si tratta di quelle applicazioni che si celano anche dietro un semplice link condiviso tra amici, come quello recente che prometteva di aprire un video sulla morte di Osama bin Laden o sul Royal Wedding e che invece attivavano codice maligno. La finalità degli attacchi è sempre più il phishing, la sottrazione di dati più o meno sensibili che nel peggiore dei casi possibili sono quelli della carta di credito. Lo stesso scopo persegue anche l’altra tipologia di virus più diffusi in questo ultimo anno, i cosiddetti Adware, quei programmi che aprono infinite volte banner pubblicitari rallentando la navigazione e setacciando il pc alla ricerca di dati. Il più diffuso in Italia è il PornPop (16 per cento degli attacchi totali nel 2010), che si attiva navigando alcuni siti per soli adulti. Danni oltre che di privacy anche di denaro. Pericoli a cui gli utenti non stanno mai abbastanza attenti e che in alcuni casi sarebbero facilmente prevenibili, semplicemente aggiornando gli antivirus, i software e il browser utilizzato.

IL RITORNO DEGLI ADWARE – Per comprendere la portata del fenomeno dei «virus per social network» basta un numero che riguarda il mercato mondiale: in un anno la percentuale di social engineering malware è balzata dall’8 all’84 per cento. Molti degli attacchi sono stati bloccati, altri purtroppo no. Si tratta di malware non particolarmente sofisticato ma non per questo meno pericoloso. E la semplicità degli strumenti di aggressione da parte dei pirati informatici invita a una riflessione. «Il ritorno di tipologie di malware un po’ datate come gli Adware, che in Italia costituiscono un caso di infezione su tre, e l’incredibile progresso dei social network come piattaforma per il phishing lasciano pensare che la grande quantità di nuovi utenti che arrivano online trascinati dalla contagiosa viralità benefica di Facebook, non sono particolarmente preparate sui fondamentali di sicurezza», spiega Feliciano Intini, responsabile di sicurezza e privacy in Microsoft Italia commentando il report. E la contagiosa viralità assume così tinte fosche.

COME TUTELARSI – In ambito social inoltre non è facile rispettare il vecchio adagio prudenziale «attento a quello quello su cui clicchi» visto che il web sociale si basa proprio sulla velocità di condivisione di link e applicazioni. Una situazione poco piacevole e quasi paradossale: i social network vivono sulla fiducia tra gli utenti, di cui i malintenzionati approfittano. Per ridurre i rischi si può lavorare su diversi fronti. Il primo è il miglioramento dei sistemi operativi e dei browser. Il secondo è costituito dalle app che stanno invadendo la nostra vita online; come dimostrato anche dal monito lanciato ieri dalla società di sicurezza informatica Symantec è quello uno dei punti deboli della catena, una delle vulnerabilità maggiori del sistema immunitario della comunità digitale. Il terzo è la consapevolezza del rischio da parte degli utenti, che prima imparano a dotarsi di strumenti adeguati (spesso gratuiti come nel caso degli aggiornamenti di sicurezza di Os e browser) meglio si potranno difendere dalle insidie senza inibire inutilmente le proprie pulsioni sociali.