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Odio verbale, proviamo a fermarlo con la prima arma che abbiamo: il buon senso

Dilaga di pari passo con l’odio online. E con la perdita di valore della lingua italiana, a favore del turpiloquio. Non possiamo chiedere la soluzione solo a leggi, norme e tribunali.

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IMPORTANZA DEL BUON SENSO

Siamo sicuri che non possiamo fare nulla, tranne che lamentarci a vicenda quasi per condividere lo sconforto, per fermare, contenere, ridurre, l’odio verbale che sta dilagando dappertutto? Nei rapporti individuali e reali tra le persone, nella vita civica e civile, nella palude del web. Siamo sicuri che dobbiamo delegare, con un evidente segnale di resa, il problema, ormai uno dei più forti e virali nelle nostre esistenze, ai soliti terzi, leggi & magistrati, norme & autorità di controllo?

Il libro che spiega quanto odiare sia inutile e faticoso. E quanto sia migliore la civiltà dello stare insieme: L’egoismo è finito di Antonio Galdo

LEGGE ODIO VERBALE

Le mie risposte, come avrete capito, sono entrambe molto secche: no, non credo che l’odio verbale, e l’odio online, due lati di una stessa medaglia dell’orrore, possano ridursi solo grazie a interventi esterni ai nostri comportamenti, ai nostri stili di vita. Alla nostra ordinaria educazione (o maleducazione) e al nostro ordinario buon senso (o irresponsabilità).

Faccio solo due esempi, per capirci. Avrete notato che la nostra vita nel circuito della mobilità (il mezzo usato è un dettaglio: auto, bici, moto, a piedi, mezzo pubblico) è inquinata, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, da una sorta di turpiloquio strisciante. Dove la parolaccia, l’insulto, la bestemmia, la volgare minaccia, non rappresentano più particolari eccezioni, ma sono diventate la regola. Già parliamo male, già abbiamo sfarinato l’italiano, in più nel lessico di cittadini e di comunità, abbiamo introdotto il turpiloquio al posto della lingua di Dante.

Secondo esempio. La palude del web genera, attizza, e amplifica, anche voci mostruose. Un vero ambiente tossico, come abbiamo spesso denunciato, dove le fake news (quelle che noi italiani chiamiamo “bufale”) vanno di pari passo allo sfogo nell’universo social, sversatoio di qualsiasi rabbia e\o frustrazione. Inutile dire che attorno all’odio online, autentico spreco della persona umana rispetto alla sua identità e alla sua pienezza, è nato e cresciuto un «mercato dell’odio». Ovvero, questo linguaggio così devastante per la sua ritualità, porta consenso, contatti, afflussi, e quindi tutte cose che qualcuno monetizza. È la stessa legge, apparentemente della giungla, in realtà di quella cosa che qualcuno ancora considera come  il Verbo, ovvero il mercato, la stessa legge, dicevo, che ormai è passata nei programmi televisivi. Chi insulta, chi mostra e attizza odio, chi lo semina e lo incassa, è una compagnia di giro di personaggi che fanno ascolti, per esempio nei talk show di informazione e dintorni, e come tali sono considerati delle star dal sistema. Star che incassano dividendi, per i loro portafogli, e danno dividendi, per esempio al cinico conduttore televisivo che li coccola e li manda in campo, come i tori assetati di sangue nell’arena della corrida.

PER APPROFONDIRE: L’importanza dell’empatia nel mondo dei distratti. Quando ascoltare significa non essere più soli

BUON SENSO NELLA VITA QUOTIDIANA

Se, dunque, la risposta all’odio verbale e online non è solo la norma, la multa, la legge, l’autorità di controllo, e tutto quello che ci volete mettere in punta di diritto, a quale categoria dobbiamo fare riferimento? Nel suo libro Odio online (Cortina Editori), Giovanni Ziccardi, professore di Informatica all’università di Milano, tra le varie soluzioni, invita a «ri-costruire regole della comunicazione». Sembra difficile, e perfino criptico come obiettivo, ma è quanto di più semplice e naturale si possa immaginare. Si tratta solo di partire dal primo gradino di questa rimonta (scolpita nel verbo ri-costruire): il buon senso. Una cosa che talvolta sembra, ma per fortuna è solo un effetto ottico, davvero scomparsa dai nostri radar di uomini e donne trascinati nell’inferno dell’odio. Verbale e online.

QUALCHE MERAVIGLIOSA PREVENZIONE CONTRO L’ODIO: