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Il manuale per realizzare un evento a impatto zero

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Meeting aziendali e politici, concerti, incontri di lavoro, riunioni di associazioni: tutti gli eventi, soprattutto se prevedono la partecipazione di un numero considerevole di persone, comportano un impatto sull’ambiente circostante. Una problematica sempre più sentita che negli ultimi anni ha portato all’adozione di misure di mitigazione o compensazione di tali effetti inquinanti.

Ma come bisogna comportarsi se ci si trova nei panni dell’organizzatore per mettere in piedi una manifestazione davvero “green”? Occorre innanzitutto considerare tutti gli aspetti della kermesse, dall’accoglienza degli ospiti fino alla comunicazione, comprendendo che in ognuno di essi si nasconde una possibile fonte di contaminazione ambientale che può essere eliminata o limitata.

Un lavoro all’apparenza mastodontico, ma per il quale basta in realtà seguire una serie di piccoli e puntuali accorgimenti, come spiega il decalogo pubblicato su rinnovabili.it. Un approccio sistematico che, se applicato con ragionevole anticipo, permette anche di contenere i costi di tali pratiche virtuose.

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1. Informarsi. Esistono dei dati per capire quanto mediamente un partecipante ad un evento impatta sull’ambiente (contenuti ad esempio in “A meeting strategies worldwide, the economy and the environment – One solution for two meeting and event industry issues”, pubblicato nel 2008), che non solo permettono di farsi un’idea di quello che vuol dire “manifestazione sostenibile” ma possono cambiare radicalmente il nostro modo di pensare.

Inoltre è fondamentale conoscere le principali certificazioni ambientali, per poter scegliere società appaltatrici di servizi, conoscere le etichette ecologiche per fare acquisti sostenibili di cibi, bevande, gadget, etc.

2. Certificare il proprio evento. In Italia e all’estero esistono alcuni organismi di certificazione ambientale qualificati. La certificazione permette di creare un evento secondo degli standard ben precisi e riconoscibili dal pubblico e dai partecipanti e supporta tutte le fasi di realizzazione, dalla progettazione alle buone pratiche per ridurre concretamente gli impatti negativi sull’ambiente.

3. Comunicare. Rendere partecipi e consapevoli della scelta green tutti i soggetti partecipanti. Assicurarsi che i fornitori, i clienti e gli ospiti sappiano che si tratta di un evento eco-friendly, attraverso cartelli ad ogni ingresso, vicino a ogni ristorante e contenitore di rifiuti.

4. Location e accomodation. Il settore ospitalità è una componente essenziale associata alla gestione degli eventi green. È bene sapere che le strutture ricettive utilizzano grandi quantità di energia, producono notevoli volumi di rifiuti solidi e consumano ingenti moli d’acqua. Sarebbe bene creare una scheda informativa che possa essere inviata alle aziende ricettive per selezionare quelle che hanno una maggiore sostenibilità. La scelta dovrà privilegiare anche la breve distanza dal luogo dell’evento e la possibilità di utilizzare dei mezzi in comune per potersi spostare.

5. Socializzare. Evitare il materiale stampato e utilizzare i moderni strumenti di comunicazione digitale e i social network; produrre poi solo inviti elettronici e materiale informativo o pubblicitario su penne usb anche per poterle riutilizzare alla fine dell’evento.

6. Rifiuti. Durante un evento i partecipanti producono rifiuti diversi; è fondamentale creare delle isole ecologiche facilmente accessibili e riconoscibili. Ma è strategico anche pianificare la posizione e la visibilità dei contenitori, chiedersi se sono chiaramente segnalati e se si è in grado di vederli da ogni posizione. Utilizzare inoltre una società di gestione dei rifiuti per garantire il corretto smaltimento.

7. Catering selezionato. È stato calcolato che i pasti per finger food producono pochi rifiuti, ma possiamo anche optare per un catering biologico e a chilometro zero. Per quanto riguarda piatti e bicchieri ormai si moltiplicano i grandi eventi che mettono al bando le stoviglie monouso in plastica per lasciare spazio a quelle lavabili o biodegradabili al 100%. Volete sapere quanta plastica si risparmia? Per esempio quattro anni fa l’evento “Fà la cosa giusta”, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, ha scelto di usare solo stoviglie lavabili (alla manifestazione hanno partecipato 9mila persone e sono stati forniti 700 pasti, spuntini e bevande) evitando così di produrre 170 kg di plastica e una pila di bicchieri usa e getta alta 22 metri (praticamente un palazzo di sette piani) che sarebbero finiti in discarica.

8. Pulizia. Per i servizi di pulizia, scenografie e allestimento scegliere solo società certificate, le uniche che possono garantire l’utilizzo di detersivi biodegradabili, lo smaltimento corretto dei rifiuti e l’utilizzo di materiali riciclati.

9. Energia. Risparmiare energia attraverso una pianificazione che preveda ad esempio l’utilizzo di location già dotate di una buona resa energetica o l’uso di illuminazione e impianti audio-video a basso consumo. Usare il più possibile la luce naturale e ridurre l’impiego dei condizionatori. Per gli eventi che durano più giorni c’è un’altra pratica, apparentemente banale, ma importante: spegnere tutto, sia le luci che i condizionatori, alla fine di ogni giornata.

10. Feedback. Valutare il successo dell’evento green è fondamentale per aumentare la propria credibilità. Chiedersi se l’obiettivo è stato raggiunto, cioè se l’evento ha ridotto il consumo di risorse naturali, se sono stati limitati al minimo gli sprechi, se sono stati mitigati gli impatti sul clima globale e si è protetto in questo modo la biodiversità e la salute umana. Solo così un evento green può davvero lasciare un segno positivo per l’ambiente naturale e la comunità locale.

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