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Famiglie troppo protettive crescono figli poco responsabili

A Torino le famiglie di 23 alunni che avevano filmato professori e ragazze, per poi prenderli in giro sul web, hanno protestato per una banale punizione. Volevano essere consultati. Ma così non fanno gli interessi dei loro ragazzi.

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GENITORI CONTRO INSEGNANTI –

Le nostre famiglie sono troppo protettive. E con questo atteggiamento rischiano di danneggiare i loro figli, anche quando pensano, o meglio: si illudono, di difenderli e di fare i loro interessi. Una conferma di questa congenita fragilità arriva dalla vicenda della scuola media Mario Costa di San Francesco al Campo, a pochi chilometri da Torino.

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IL CASO DELLA SCUOLA MEDIA MARIO COTA DI SAN FRANCESCO AL CAPO –

Un gruppo di ragazzi filmano i professori, e anche alcune alunne, poi mettono tutto in rete, scambiando messaggi, battute e foto. Una ragazzata, per carità: nulla di più. Ma è normale che la scuola, di fronte a una palese violazione dei regolamenti, decida di sospendere 8 ragazzi per un giorno e 15 per tre ore. Non mi pare una condanna all’ergastolo o l’anticamera della bocciatura a fine anno, semmai parliamo di una lieve punizione, giusto per convincerli a non ripetere la ragazzata. Ciò che sorprende e non può giustificarsi in alcun modo, se non con il noto familismo all’italiana, è la reazione dei 23 genitori dei giovani alunni. Accusano la scuola di metodi eccessivi e protestano perché dicono di non essere stati consultati. Consultati? E perché? Un banale provvedimento disciplinare, quasi automatico, secondo queste famiglie andava forse messo ai voti, come in un’assemblea sindacale?

GENITORI CHE CONTESTANO GLI INSEGNANTI –

Probabilmente i genitori dei ragazzi della scuola Costa andrebbero istruiti al loro ruolo. La scuola, tra le altre cose che insegna, serve a inculcare disciplina, rigore, responsabilità. E dunque deve essere severa per status, a meno non la vogliamo del tutto snaturare. Proteggere i figli in modo così sfacciato, e senza alcun argomento fondato, serve solo a farli diventare, un domani, dei cittadini irresponsabili. Il contrario di un buon percorso formativo.

USO DEL CELLULARE NELLE SCUOLE ITALIANE –

Questi genitori, come tante, troppe famiglie italiane, continuano a coccolare i figli come se fossero degli eterni bambini. Così siamo diventati in paese in Europa dove le famiglie più accompagnano i figli a scuola e dove le paghette sono le più alte. Con milioni di ragazzi che, finita la scuola, vivono in famiglie senza né studiare né lavorare, la nota generazione dei Neet. E siamo diventati un Paese per vecchi con poche opportunità per figli e nipoti. Più che rimproverare il preside, le famiglie degli alunni del Mario Costa avrebbero dovuto chiedere di vietare l’uso di cellulari e smartphone durante le ore di lezione, che invece le famiglie protettive non censurano perché pensano di avere meno ansie con i figli sempre reperibili. E dimenticano che divieti di questo genere sono ormai previsti in quasi tutte le scuole degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Dove nessuno si sogna di contestare i professori in modo così stupido.

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