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Come negoziare con i figli: 10 regole per non litigare

Allenate i figli alla trattativa in famiglia, fin da piccoli. Riconoscete i loro sforzi e non date nulla per scontato. Cercate le sfumature, e non solo il bianco e il nero. Chiaritevi prima gli obiettivi.

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NEGOZIARE CON I FIGLI –

In casa, come in una qualsiasi comunità, bisogna avere la capacità di negoziare. Specialmente con i figli. A tutte le età, e con la consapevolezza che soltanto così si possono reggere le fila del dialogo, della stima reciproca e dell’armonia familiare. Ma negoziare comporta un metodo: ecco 10 regole essenziali che abbiamo ricavato dalla consulenza di alcuni esperti di equilibri familiari.

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  • Allena presto tuo figlio. È bene che i bambini, fin da piccoli, sappiano che non tutto è scontato. E quindi anche loro devono essere ben disposti al negoziato, alla richiesta e poi alla trattativa. Nulla deve essere scontato.
  • Sii coerente nel tempo. Non ha senso pretendere che un quattordicenne rispetti gli orari di rientro a casa, se a 4 anni, per esempio, è stato lasciato libero di mangiare quando e come voleva. L’educazione, e il relativo negoziato, è un percorso coerente.
  • Mostra le competenza. La tua autorevolezza e la tua credibilità di genitore dipendono in gran parte dalla capacità che hai di dimostrare che sei in grado di gestire un negoziato con i figli. E prima mostri questa capacità e meglio è per tutti.
  • Non spaventarti per il conflitto. Il conflitto, se non si riduce a una sterile rissa, è vitale. Non spaventarti, non avere paura se in qualche caso bisogna alzare la voce, o fare scatenare qualche pianto. La vita ci insegna che senza conflitto non si cresce.
  • Impara a dire i no che servono. La parola no, bisogna riconoscerlo, è più dura del semplice sì. Apre le porte a potenziali scontri e non è facile difenderla fino in fondo. Ma se dici sempre sì, allora non sei in grado di essere credibile per negoziare con i figli.
  • Servono regole e sanzioni. Non illuderti che gli accordi, o anche quello che chiedi ai figli, non possa essere corredato da sanzioni e regole. Ogni intesa che si rispetta, anche in famiglia, deve prevedere entrambe.
  • Largo al grigio. Mai arroccarsi sul bianco e sul nero. Esistono mille tonalità, mille sfumature, e quasi sempre una buona trattativa raggiunge un accordo all’interno dei colori intermedi. Questa capacità non deve scivolare nell’incertezza delle posizioni.
  • Prendi tempo. Quando vedi che le posizioni in campo sono troppo distanti e quindi incompatibili, una buona mossa può essere quella di prendere tempo. Riflettici. Fai ammorbidire gli spigoli, e poi riprendi il negoziato al momento opportuno.
  • Preparati. Devi essere pronto a sapere a) che cosa vuoi davvero b) quale obiettivo devi raggiungere c) fin dove puoi mediare. Un negoziato deve avere un approdo chiaro, almeno nella tua testa. Ovviamente, devi sapere anche che cosa sei disposto a dare in cambio di ciò che chiedi.
  • Usa l’io. Evita le generalizzazioni. Rispetta la diversità di ogni singola persona, anche i figli. E non mettere in moto automatismi da uno all’altro: potrebbero portarti in un vicolo cieco. Inoltre premia gli sforzi reciproci: meritano un riconoscimento sia i tuoi sia quelli dei figli.  E contribuiscono a raggiungere un punto di intesa.

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