Con i figli c’è sempre spazio per negoziare

Non arrendetevi, e non date nulla per scontato. Ma trattate, trattate, trattate

negoziare con figli evitare litigi

La famiglia è una straordinaria palestra per allenarsi alla mediazione, al compromesso, alla ricerca di soluzioni condivise, evitando lo spreco del litigio facile e di tutte le conseguenze che ne conseguono. Il negoziato in famiglia deve essere la regola, lo scontro l’eccezione, e se riuscite ad impadronirvi di questo metodo, non vi risulterà difficile applicarlo anche in altre circostanze, per esempio nelle turbolente riunioni di condominio o nei delicati rapporti di lavoro.

Ecco qualche semplice consiglio che vi può essere utile nel negoziato con i figli.

Negoziare con i figli richiede equilibrio tra fermezza e ascolto, perché l’obiettivo non è “vincere” ma guidarli verso comportamenti responsabili e autonomia.

È bene che i bambini, fin da piccoli, sappiano che non tutto è scontato. E quindi anche loro devono essere ben disposti al negoziato, alla richiesta e poi alla trattativa. L’arte della mediazione deve essere reciproca, ed è un ottimo viatico per condividere tolleranza e temperanza. Due virtù non certo di moda.

  • SIATE COERENTI NEL TEMPO

Non ha senso pretendere che un quattordicenne rispetti gli orari di rientro a casa, se a 4 anni, per esempio, è stato lasciato libero di mangiare quando e come voleva. L’educazione, e il relativo negoziato, è un percorso coerente. Allo stesso tempo, però, non siate troppo rigidi sulle vostre posizioni. La possibilità di cambiare idea, in base a un negoziato, non deve mai essere esclusa, e il dubbioha un grande valore, anche in questa delicata chimica familiare.

  • MOSTRATE COMPETENZA

La tua autorevolezza e la tua credibilità di genitore dipendono in gran parte dalla capacità che hai di dimostrare che sei in grado di gestire un negoziato con i figli. E prima mostri questa capacità e meglio è per tutti. Negoziare con i figli richiede equilibrio tra fermezza e ascolto, perché l’obiettivo non è “vincere” ma guidarli verso comportamenti responsabili e autonomi.Una buona sintesi potrebbe essere questa: “Massima libertà, massima responsabilità”.

  • NON TEMETE IL CONFLITTO

Il conflitto, se non si riduce a una sterile rissa, è vitale. Non spaventarti, non avere paura se in qualche caso bisogna alzare la voce, o fare scatenare qualche pianto. La vita ci insegna che senza conflitto non si cresce.

  • IMPARATE A DIRE NO

La parola no, bisogna riconoscerlo, è più dura del semplice sì. Apre le porte a potenziali scontri e non è facile difenderla fino in fondo. Ma se dici sempre sì, allora non sei in grado di essere credibile per negoziare con i figli.

  • REGOLE E SANZIONI

Non illudetevi che gli accordi, o anche quello che prendete con i figli, non possano essere corredati da sanzioni e regole. Ogni intesa che si rispetta, anche in famiglia, deve prevedere entrambe.

  • LARGO AL GRIGIO

Mai arroccarsi sul bianco e sul nero. Esistono mille tonalità, mille sfumature, e quasi sempre una buona trattativa raggiunge un accordo all’interno dei colori intermedi. Questa capacità non deve scivolare nell’incertezza delle posizioni.

  • PRENDETE TEMPO

Quando vedete che le posizioni in campo sono troppo distanti e quindi incompatibili, una buona mossa può essere quella di prendere tempo. Riflettete e fate  ammorbidire gli spigoli, per riprendere il negoziato al momento opportuno.

  • I NEGOZIATI

Dovete essere pronti a sapere a) che cosa volete  davvero b) quale obiettivo dovete  raggiungere c) fin dove potete mediare. Un negoziato deve avere un approdo chiaro, almeno nella vostra testa. Ovviamente, dovete sapere anche che cosa siete disposti a dare in cambio di ciò che chiedete.

  • PREMIATE GLI SFORZI RECIPROCI

Evitate le generalizzazioni. Rispettate la diversità di ogni singola persona, anche i figli. E non mettete in moto automatismi da uno all’altro: potrebbero portarvi in un vicolo cieco. Inoltre premiate gli sforzi reciproci: meritano un riconoscimento. Piuttosto non cedete alla tentazione dei giochi di potere in formato famiglia: divide et impera, non è una buona regola per governare le scosse familiari e accentrare il potere nelle proprie mani. Anche in famiglia la poliarchia è più efficace e funzionale di qualsiasi forma di assolutismo e autocrazia.

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