Come trasformare l’acqua piovana in potabile

I casi nei quali si può fare. Il filtraggio, la disinfezione e i parametri di sicurezza di rispettare.

come riciclare l'acqua piovana
L’acqua piovana può essere resa potabile, ma solo seguendo alcune fasi di trattamento, con un processo completo di filtrazione e disinfezione, in quanto può contenere batteri, virus, metalli pesanti e inquinanti atmosferici.

Quando si può raccogliere

Non tutta l’acqua piovana può essere trattata per diventare potabile. Anzi. L’acqua piovana da rendere potabile va raccolta lontano da zone industriali, o comunque inquinate (per esempio strade a traffico intenso), su tetti che possono essere in metallo, tegole o cemento. La grondaia deve essere pulita e un filtro first flush serve a scartare  la prima pioggia, quella più sporca.

Filtraggio

Dopo la raccolta, l’acqua piovana, per diventare potabile, va filtrata. La filtrazione segue più fasi, esattamente come avviene negli acquedotti:
  • Attraverso griglie, filtri e decantatori, si eliminano le foglie, la sabbia, le polveri grossolane e gli insetti.
  • In un secondo momento, attraverso la filtrazione meccanica (con filtri in ceramica, a fibra cava, a cartuccia), si eliminano alghe, sedimenti fini e batteri. 
  • Infine, il carbone attivo rimuove pesticidi, composti organici, metalli pesanti, odori e sapori.

Disinfezione

Una volta che l’acqua è stata ben filtrata, si passa alla disinfezione vera e propria, che può avvenire:
  • Con la bollitura: portando l’acqua a ebollizione per 1-3 minuti.
  • Con il cloro: 2-4 gocce per litro. Alla fine deve restare un leggero sapore di cloro, altrimenti bisogna aggiungere altre 1-2 gocce. 
  • Con la lampada UV che uccide microrganismi senza alterare il gusto dell’acqua. 

Requisiti per la potabilità

Una volta che l’acqua piovana è stata filtrata e disinfettata, bisognerà controllare i valori corretti della sua potabilità.
Gli ultimi limiti sono stati introdotti dal 2026, e per essere considerata potabile, l’acqua deve rispettare alcuni parametri, tra i quali i più importanti sono: 
  • Assenza di contaminanti emergenti: Monitoraggio rigoroso di sostanze come i PFAS (limite “PFAS totale” di 0,5 µg/l ).
  • Parametri microbiologici: Assenza totale di batteri, virus o parassiti pericolosi.
  • Parametri chimici e fisici: Il pH deve essere compreso tra 6,5 e 9,5, con limiti severi per metalli pesanti come piombo, ferro e manganese.
Se avete intenzione, grazie al vostro impianto, di utilizzare con continuità l’acqua piovana trasformata in potabile, le analisi di laboratorio, che garantiscono i valori di sicurezza, vanno fatte periodicamente. 

Conservazione

L’acqua piovana, una volta diventata potabile, va inserita in contenitori puliti e chiusi, evitando ristagni prolungati e ben al riparo dalla luce e da fonti di calore.

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