Pacciamatura | Non sprecare
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Pacciamatura, la migliore è con la paglia riciclata o con il telo di juta. E zero diserbanti (foto)

Usando materiale organico, rafforzate le piante. Il terreno si protegge, è più fertile e si nutre. Non c’è lo spreco di materiale chimico, ma si risparmia sui costi. E chi coltiva lavora meno

PACCIAMATURA

Coltivando l’orto c’è una tecnica semplicissima che permette di risparmiare tantissimo tempo e di avere risultati ottimi: la pacciamatura.

Non ci sono praticamente controindicazioni e i vantaggi che può portare sono svariati: minor lavoro, risparmio di acqua, miglior salute delle piante. Non si capisce quindi come mai non sia diffusa ovunque e molti si ostinino ancora a coltivare tenendo la terra nuda, estirpando in modo maniacale le piante spontanee.

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COME FARE LA PACCIAMATURA

I modi per fare la pacciamatura sono molteplici: dal telo professionale al riutilizzo di materiali organici di scarto, ad esempio la paglia. Diverse pacciamature hanno diversi effetti e ogni metodo ha i suoi pregi e i suoi difetti.

L’agricoltura tradizionale preferisce troppo spesso alternative poco salubri per il controllo delle infestanti: ovvero il diserbo chimico, con prodotti estremamente tossici quali il glifosato, oppure il diserbo meccanico, impiegando macchinari che hanno comunque impatto negativo a livello ambientale, perché mossi a petrolio, oltre a non rispettare i microrganismi del terreno.

La pratica della pacciamatura è invece ritenuta basilare praticamente in tutte le tecniche di coltivazione ecologica: dall’orto sinergico all’agricoltura naturale. La “rivoluzione del filo di paglia” evocata dal grande Masanobu Fukuoka nel titolo del suo libro più famoso si riferisce proprio a questa metodica di copertura del terreno.

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VANTAGGI DELLA PACCIAMATURA

In natura non esiste il suolo nudo: troviamo il terreno coperto d’erba, foglie cadute, aghi di pino, ma mai completamente scoperto, tranne il deserto che per ovvie ragioni non deve esser certo preso a modello da chi coltiva.

Una coltivazione ecologica parte dall’osservazione di quello che succede in un ecosistema naturale, quindi a imitazione il suolo deve essere coperto. In questo modo andiamo a evitare che piante spontanee troppo rapide nella crescita si sviluppino in competizione con le piante coltivate, risparmiando il lungo lavoro di sarchiatura che spetterebbe altrimenti al coltivatore.

Ma oltre a una barriera fisica che previene le erbacce lo strato di pacciamatura funge anche da protezione: nei mesi freddi ripara la terra dalle gelate notturne, preservando il calore accumulato nel suolo, nelle forti piogge limita l’erosione e il compattamento della terra ad opera dell’acqua battente.

Inoltre, con la sua copertura ombreggiante si ha meno traspirazione d’acqua, quindi si può irrigare meno spesso.

PACCIAMATURA ORGANICA E TRASPIRANTE

Il terreno riparato da una pacciamatura è l’habitat ideale per una serie di microrganismi utili, che agiscono favorendo e realizzando i molti processi chimici che hanno luogo nella rizosfera, ossia nell’area presidiata dall’apparato radicale delle piante. Il fatto che la materia organica si decomponga trasformandosi in nutrimento per le colture è ad esempio dovuto a questi microrganismi. La loro presenza è condizione indispensabile per una naturale fertilità del suolo.

Questi organismi hanno anche bisogno di circolo d’aria e presenza di ossigeno, per questo è da preferirsi una pacciamatura che permetta una buona areazione al suolo piuttosto che un telo asfittico.

PACCIAMATURA CON LA PAGLIA

Sono quindi consigliate le pacciamature di paglia e il telo di juta, mentre l’amido di mais ha il difetto di esser poco permeabile ad acqua e aria. Il film plastico è in assoluto la scelta peggiore per ragioni ecologiche ma anche dal punto di vista colturale, essendo il meno traspirante.

Il fatto di usare un materiale organico ha il vantaggio di essere contemporaneamente un metodo di arricchimento del suolo: man mano che si biodegrada infatti il pacciame arricchisce di nutrimento il terreno.

Inoltre, in quanto biodegradabile, non occorre rimuovere a fine coltivazione la pacciamatura, tutto lavoro in meno per l’agricoltore.

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TELI PER PACCIAMATURA

Impiegando dei teli per pacciamare invece si ha la comodità di poterli stendere velocemente, in contesti professionali anche con l’ausilio di mezzi meccanici. Tra i teli possibili ci sono soluzioni riutilizzabili, in genere in materiali sintetici quali polietiliene intrecciato, e quelli usa e getta, che possono essere in plastica, amido di mais o juta.

Se invece pacciamiamo con materia organica di recupero possiamo scegliere diversi materiali: fieno, erba di sfalcio, compost, foglie. Dobbiamo però fare attenzione che quello che usiamo non alteri le condizioni del terreno. Ad esempio, la segatura se non adeguatamente matura tende a sottrarre azoto, mentre gli aghi di pino acidificano il suolo. Il difetto dell’erba sfalciata è la possibile presenza di semi, che daranno vita a erbe infestanti. La paglia in genere è da preferirsi in quanto un buon compromesso tra i vari pregi e difetti, inoltre si può autoprodurre oppure acquistare a costo irrisorio.

LE VERDURE DA COLTIVARE NELL’ORTO IN GIARDINO:

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