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“Soli mai”, un gruppo di giovani volontari si prende cura degli anziani fiorentini

Nel città toscana su 378.376 residenti sono ben 31.679 gli anziani che vivono da soli al limite dell’emarginazione. Per questo il progetto, nato dalla collaborazione di una serie di associazioni, punta alla costruzione di una vasta rete di volontari che possano essere di sostegno nelle piccole e grandi necessità

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SOLI MAI FIRENZE

Costruire una vera e propria rete di protezione contro la solitudine. È questo l’obiettivo di “Soli Mai”, il progetto nato a Firenze che permette a 43 persone anziane di non essere abbandonate e di godere della compagnia di giovani volontari. Nato grazie alla collaborazione di diverse associazioni del territorio, tra cui Auser, Misericordia di Firenze, Associazione 50&più, Centro anziani zona centro e Comunità ebraica, il progetto “Soli Mai” consente di porre rimedio a un problema sempre più diffuso nelle nostre città. Come ricorda lo studio sullo stato di salute di Firenze dell’Osservatorio SdS—Società della Salute, nel capoluogo toscano su un totale di 378.376 residenti sono ben 31.679 gli anziani che vivono da soli al limite dell’emarginazione.

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ASSISTENZA ANZIANI

I promotori dell’iniziativa spiegano che, di fatto, “Soli Mai” consiste nella costruzione giornaliera di una vasta rete di volontari che mettono a disposizione il loro tempo, gratuitamente, “per alleviare la solitudine degli anziani fiorentini, attraverso una attività coordinata di sostegno nelle loro piccole e grandi necessità”. Mettendo in contatto generazioni diverse il risultato è una diffidenza iniziale che, però, con il tempo lascia prima spazio alla fiducia e poi a una vera e propria amicizia. Rebecca ed Eleonora, ad esempio, come racconta il Redattore sociale, hanno scoperto molte passioni in comune con la signora Sonia, con la quale passeggiano per ore in San Frediano.

GIOVANI CHE ASSISTONO ANZIANI

Il progetto “Soli Mai” invita i cittadini a un coinvolgimento attivo che, con semplicità e spontaneità, può rappresentare un’opportunità di arricchimento, non solo per gli anziani che beneficiano della compagnia dei volontari, ma anche per chi mette a disposizione il proprio tempo. Passare giornate insieme a quello che potrebbe essere il proprio nonno o la propria nonna, infatti, più che volontariato è un modo per conoscere le proprie radici in modo da poter affrontare al meglio il futuro. Giorni a venire a cui anche gli anziani possono guardare con fiducia: il progetto infatti, in via sperimentale, sta cominciando a dotare ognuno di loro di un tablet. Uno strumento tecnologico che, se utilizzato nel giusto modo, gli ideatori di “Soli Mai” considerano molto utile nella quotidianità. Per questo i volontari hanno il compito di restituire il sapere ricevuto, aiutando gli anziani a diventare “tecnologici”.

Le foto sono tratte dal sito solimai.com

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