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Mense scolastiche, aumentano sprechi e sporcizia. E diminuisce la sicurezza

Tra l’8 e il 18 per cento dei cibi nei piatti dei bambini finisce nella spazzatura. In sette scuole su cento i nostri figli mangiano in ambienti non idonei al servizio e solo nel 15 per cento degli istituti viene servito cibo biologico.

Mense scolastiche, aumentano sprechi e sporcizia. E diminuisce la sicurezza
Sicurezza mense scolastiche
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SICUREZZA MENSE SCOLASTICHE –

Quando si parla di scuola, spesso si cita anche l’educazione alimentare. Bene. Sia per la salute degli alunni (che dipende in parte proprio da una corretta alimentazione) sia per sconfiggere uno degli sprechi più scandalosi che abbiamo in Italia: quello del cibo nelle mense scolastiche. L’enorme quantità di pasti sprecati nelle scuole, infatti, si traduce in uno spreco di soldi pubblici e privati, visto che le mense si finanziano non solo con le rette delle famiglie ma anche con i fondi dell’Istruzione.

Le nostre scuole, però, sono sempre più carenti, non solo per la qualità del cibo ma anche per l’adeguatezza degli ambienti dove viene servito il pasto agli studenti. In sette scuole su cento, ad esempio, i nostri figli sono costretti a mangiare in locali diversi dalle mense come aule e atri. Inoltre, molti di questi ambienti non sono adeguatamente puliti, non hanno pavimenti conformi e porte antipanico. E queste sono solo alcune delle criticità che emergono del rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza, la qualità e l’accessibilità a scuola che verrà presento il 21 e il 22 novembre prossimi in occasione della XII giornata nazionale della sicurezza.

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CIBO SPRECATO NELLE MENSE SCOLASTICHE –

Il rapporto mette in luce anche un’altra vergogna delle mense scolastiche: lo spreco. Secondo Cittadinanzattiva infatti ogni giorno viene sprecato tra l’8 e il 18 per cento dei cibi nei piatti dei bambini. A finire nella spazzatura sono soprattutto le verdure per il 23 per cento, la pasta per il 19 per cento, il pane per il 16 per cento, il pesce con il 15 per cento, il minestrone per l’11, e infine legumi, carne e frutta per il 6 per cento. Ma i problemi inerenti al cibo sono legati anche alla possibilità di offrire pasti alternativi: solamente l’82 per cento delle delle mense offre menù specifici per motivi di salute, e addirittura solo il 54 per cento per motivi religiosi. Senza considerare che circa il 24 per cento delle scuole non “può permettersi” di portare a tavola piatti che rispettano la stagionalità a causa delle elevate tariffe del servizio mensa scolastica.

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CONDIZIONE MENSE SCOLASTICHE –

Purtroppo le note dolenti non finiscono qui. Secondo il rapporto solo nell’81 per cento degli istituti ci sono operatori adibiti a servire il cibo, nel 43 per cento non viene utilizzata acqua minerale a tavola e solamente nel 15 per cento delle scuole i bambini possono mangiare cibo biologico. Ritornando alle strutture, l’11 per cento sono impraticabili per studenti disabili a causa di barriere architettoniche agli accessi e nel 15 per cento degli istituti vengono segnalati preoccupanti segni di fatiscenza. Infine, secondo il report, in alcuni istituti vengono messe in discussione addirittura le condizioni igieniche. A fronte, infatti del 78 per cento delle mense che vede pavimenti, arredi e infissi puliti una volta al giorno, c’è un 1 per cento che viene lavato solo una volta alla settimana. Insomma, nonostante gli sforzi concreti messi in campo dal governo, per arrivare davvero a una “Buona scuola”, c’è ancora molta strada da fare.

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