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La curiosità infiamma la vita e ci rende liberi e tolleranti

Non fermarsi all’apparenza delle cose, esplorale fino in fondo, significa non avere limiti. Diventare più forti di fronte al bombardamento di notizie che abbiamo ogni giorno. Si può e si deve essere curiosi a qualsiasi età. Così nella vecchiaia la vita si allunga. Nella giovinezza, con la curiosità si matura.

La curiosità infiamma la vita e ci rende liberi e tolleranti
Importanza della curiosità
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IMPORTANZA DELLA CURIOSITÀ –

Una parola, una sola, evoca la bussola di un cambiamento ispirato all’ottimismo della volontà, di una voglia di futuro che non esclude la coltivazione del passato, della memoria: la curiosità. Chi la perde, rischia di perdere se stesso fino a restare prigionero della sua solitudine. Chi la trova, avrà un’eccitante compagnia per tutta la vita. Già, perché la curiosità, tra l’altro, non ha età: spunta nei bambini, già nell’infanzia, con la loro raffica di domande; sedimenta nell’adolescenza e nella gioventù, quando accompagna la crescita delle persone; allunga la vita, e la voglia di vivere, negli anziani. Guai a sprecare tanta forza, tanto valore, tanta forza interiore.

Sono andato a parlare recentemente in un liceo milanese, e un ragazzo mi ha confessato: «La nostra generazione soffre di un problema, siamo poco curiosi…». Non credo che sia un male generazionale, ma certo, guardandoci intorno, ci accorgiamo di essere circondati da persone che hanno spento la fiamma della curiosità, del dubbio che apre le porte a tante risposte. Sembra un paradosso, nell’epoca dell’iper informazione, quando siamo bombardati da fatti e notizie in tempo reale. E invece è solo una conseguenza di questa continua pioggia di news, talvolta poco significative.

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L’IMPORTANZA DI ESSERE CURIOSI –

Eppure la curiosità è fondamentale. Innanzitutto è l’anticamera della libertà, perché apre la mente alla conoscenza, a qualcosa che possiamo scoprire solo inseguendo questo stimolo. Dan Brown ha scritto: «Solo i curiosi sono davvero innovativi». E infatti andate a leggere le storie dei nuovi creatori della tecnologia, i genietti che in America spuntano come i funghi, e troverete sempre, come un dna in comune, la traccia di questo morbo chiamato curiosità.

Essere curiosi significa avere senso critico, non fermarsi all’apparenza, talvolta ingannevole, delle cose. E quindi più tolleranti, aperti alle diversità di razza, di religione, di fede. Di pensiero. La curiosità è un esercizio, leggero e piacevole, per vincere il male oscuro dell’indifferenza, così diffuso nel tempo contemporaneo.

BENEFICI DELLA CURIOSITÀ –

Claudio Abbado mi diceva sempre: «La curiosità mi ha insegnato a non avere limiti, e comunque a provare a superarli quando ci sono». È così: uno spirito curioso si attrezza a vedere il mondo con lenti diverse, a non fermarsi di fronte a qualsiasi barriera, a scoprire angoli e sfumature nascoste,  a non barricarsi in inutili convinzioni, a immaginare magari qualcosa che nessuno ha immaginato prima. A vivere con passione, inseguendo anche i sogni delle favole.

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