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Torna il bosco di San Francesco. Il Fai lancia una campagna

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Interventi di recupero e di restauro conservativo degli edifici: sono necessari 2,5 milioni di euro perche’ i luoghi del santo tornino ad essere accessibili a tutti

Il bosco di San Francesco tornera’ a vivere. Oltre 60 ettari di querce, aceri, carpini e terre coltivate a ulivi che costeggiano la sponda del Tescio, scendono a valle e arrivano sotto la Rocca di Assisi. Un paesaggio medievale rimasto intatto, ma abbandonato. Terra che custodiva un complesso benedettino del XIII secolo del quale sopravvivono la Chiesa di Santa Croce, i ruderi del convento e un antico mulino che fino al secolo scorso era ancora in attivita’.

Oggi questo patrimonio naturalistico e storico, lungo il versante nord del colle, e’ invisibile, nascosto dietro un portone, sulla destra, a pochi metri dalla Basilica. Dopo gli interventi di recupero e il restauro conservativo degli edifici, “La Terra di Francesco” sara’ aperta a tutti. Per ripristinare l’antica bellezza dei luoghi del Santo, donata al Fondo ambiente italiano nel 2008 da Intesa SanPaolo, servono due milioni e mezzo di euro. Per questo il Fai lancia una campagna nazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi e chiede agli italiani un segnale, “un sms per la riscossa del paesaggio italiano”. Da domani fino al 25 ottobre chi vorra’ contribuire al restauro di questo luogo-simbolo, donando due euro, potra’ inviare un messaggio al 48548. L’iniziativa sara’ supportata da una campagna ideata e realizzata da Oliviero Toscani e La Sterpaia. Sabato 17 ottobre si potra’ contribuire alla raccolta fondi in oltre 80 citta’ nell’ambito dell’evento “Inno alla Terra”.

“Dal 1991 al 2001 le aree urbanizzate sono aumentate del 15%. Dal dopoguerra non c’e’ mai stato un momento cosi’ critico”, ha chiarito il presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi alla presentazione della campagna. “La costruzione delle case supera le domande ma il paesaggio, una volta cementificato, non e’ piu’ rinnovabile”. E ha aggiunto: “San Francesco e’ stato il primo ecologo della storia e un grande contestatore: non poteva esserci altro esempio a cui ispirarsi”. In un paese, ha continuato, dove le Regioni hanno approvato un “piano casa” che permette di ampliare i volumi delle abitazioni senza un dibattito in Parlamento e dove l’attuale ministro continua a rinviare il nuovo codice dei Beni culturali, e’ diventato necessario che ciascuno intervenga in difesa del patrimonio ambientale.

Cosi’ l’altra meta’ di Assisi tornera’ a essere quella che conobbe Francesco. Il progetto di restauro vuole restituire agli elementi del bosco – dagli alberi agli edifici – la loro identita’: dal censimento delle specie fino al ripristino dei sentieri e dei muretti a secco, oltre al restauro del complesso monastico. La radura del bosco ospitera’ la seconda opera di Land Art in Italia: realizzata con materiali naturali dall’artista e scultore Michelangelo Pistoletto rappresentera’ l’idea di Terzo Paradiso, come “passaggio a un nuovo livello di civilta’ planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la sopravvivenza”.