La “strage dei ghiacciai” non ha tregua

Scompaiono a ritmo incalzante in tutta Europa. E in Italia ormai lo sci estivo non esiste più

strage sui ghiacciai
L’estate del 2026 sarà ricordata dagli appassionati di sci italiani come la stagione nella quale si è chiusa definitivamente la possibilità di praticare lo sci estivo sui ghiacciai, come si è fatto per decenni. L’attività è stata sospesa a tempo indeterminato sullo Stelvio (dal 15 agosto 2026), come già era accaduto per il Cervino-Plateau Rosa e Ponte di Legno–Tonale.
Quella che con efficace sintesi giornalistica viene chiamata la “strage dei ghiacciai” , ovvero la perdita di massa e superficie a un ritmo molto rapido, soprattutto a causa del riscaldamento globale, ha avuto una forte accelerazione in tutto il mondo negli ultimi anni.
La Slovenia e il Venezuela sono stati i primi paesi del mondo a restare senza ghiacciai, ma anche in Svizzera un quarto della loro superficie complessiva è andato perduto negli ultimi dieci anni.  Il Pizol, nelle Alpi svizzere, è particolarmente significativo perché era abbastanza noto e facilmente osservabile. Nel 2019 gli scienziati lo consideravano ormai troppo piccolo e frammentato per essere definito un vero ghiacciaio: aveva perso circa l’80–90% del suo volume dal 2006. Uno studio recente, del 2025, stima che sulle Alpi almeno 1.938 piccoli ghiacciai siano già completamente scomparsi entro il 2015 rispetto alla loro estensione durante la Piccola Era Glaciale. In Germania uno dei due ghiacciai dello Zugspitzplatt è già completamente scomparso; l’altro potrebbe scomparire entro una decina d’anni; in Austria ben 5 dei ghiacciai della regione del Vorarlberg sono considerati estinti.
In queste condizioni la previsione degli scienziati della scomparsa di un terzo dei ghiacciai entro il 2050 rischia di peccare di ottimismo.

Le cause principali della “strage dei ghiacciai” , con i relativi effetti, sono note:

  •  Temperature più alte: estati più calde fanno sciogliere più neve e ghiaccio di quanto se ne accumuli durante l’inverno.
  • Meno neve: con temperature maggiori, parte delle precipitazioni cade come pioggia anziché neve, quindi il ghiacciaio viene alimentato meno.
  • Ritiro dei ghiacciai: molti ghiacciai arretrano ogni anno e diventano progressivamente più sottili.
  • Conseguenze sull’acqua: i ghiacciai costituiscono importanti riserve d’acqua dolce e contribuiscono ai fiumi durante i periodi caldi e secchi.
  • Aumento del livello del mare: la perdita dei ghiacciai terrestri contribuisce all’innalzamento del livello degli oceani.
  • Effetti sugli ecosistemi e sui territori: la scomparsa del ghiaccio modifica gli habitat e può aumentare alcuni rischi, come instabilità dei versanti e formazione di laghi glaciali.

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