Caldo record | Non sprecare
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Caldo record anche in inverno. La mortalità legata alla crisi climatica in aumento del 53 per cento

Novembre del 2020 è stato il più caldo della storia da quando sono iniziate le rilevazioni. In aumento l’uso del carbone e le emissioni del settore dell’allevamento

Da un lato il caldo record, con temperature che continuano a salire rispetto al passato. Dall’altro versante l’aumento della mortalità collegata al caldo eccessivo. È in questa forbice di valori che si racchiude l’emergenza climatica, che, a distanza di cinque anni dall’accordo di Parigi, molti paesi continuano a trascurare.

CALDO RECORD

Partiamo dal barometro. Il mese di novembre del 2020, secondo il Servizio europeo Copernicus sul cambiamento climatico, è stato il più caldo nel mondo da quando sono iniziate le rilevazioni. E continuando di questo passo l’intero 2020 sarà l’anno più caldo di sempre, considerando che al momento è al secondo posto dopo il 2016 con una differenza minima in termini di valori della temperatura.

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CLIMA SEMPRE PIÙ CALDO

Quanto alla crisi climatica, la rivista Lancet propone uno speciale sulle condizioni di vita sul pianeta e sul numero delle persone diventate vulnerabili per effetto del surriscaldamento. Tutto peggiora. Dal 2000 al 2018, in meno di vent’anni, nella fascia d’età oltre i 65 anni la mortalità legata al caldo eccessivo è aumentata del 53,7 per cento. I decessi, soltanto nel 2018, sono stati 296mila, e i paesi più colpiti risultano Giappone, Cina orientale, India settentrionale e Europa centrale.

Gli esperti dicono che oltre alla crisi climatica contano alcuni fattori che peggiorano il quadro del rischio sanitario mondiale. L’aumento dell’età media della popolazione e il suo generale invecchiamento; la diffusione di malattie cardiovascolari e respiratorie croniche; l’urbanizzazione con una quota ancora importante di popolazione che sceglie di emigrare verso le aree urbane.

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CALDO RECORD: LE CAUSE

Ma pur sommando questi elementi all’aumento secco delle temperature, è chiaro che le misure messe in campo per fermare la crisi climatica, a fronte di tante affermazioni scritte sull’acqua, sono semplicemente ridicole. I fatti vanno in direzione opposta alle parole. Si parla tanto di decarbonizzazione. Ma poi si scopre che negli ultimi due anni l’uso del carbone è aumentato dell’1,7 per cento, ed è proprio il carbone che contribuisce in modo determinante alle emissioni di gas serra causate dall’inquinamento atmosferico.

Anche le emissioni del settore dell’allevamento sono aumentate del 16 per cento, con un netto peggioramento per le emissioni di gas e il surriscaldamento. Inutile notare che in entrambi i casi, aumento del carbone e delle emissioni da allevamento, le aree geografiche del mondo più colpite riguardano paesi poveri.

I RISCHI A CUI ANDIAMO INCONTRO SE NON INTERVENIAMO SUBITO:

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