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Come si scioglie la Groenlandia: per i ricercatori l’ultimo decennio è stato il peggiore

Lo scioglimento è sempre più rapido. E secondo uno studio non c'è più speranza. Nemmeno se il riscaldamento globale si fermasse.

La Groenlandia ha ormai raggiunto (anzi superato) il punto critico. Da anni ormai si parla di scioglimento dei suoi ghiacciai, basti pensare che nel luglio 2019 è stata rilevata una perdita pari a 197 miliardi di tonnellate. Mentre la perdita totale per il 2019, stando ai ricercatori AWI, è stata di 532 miliardi di tonnellate. E la situazione non migliora. Secondo uno studio dell’Università statale dell’Ohio, pubblicato su Communications Earth and Environment, la calotta glaciale della Groenlandia è destinata inesorabilmente a diminuire. A prescindere dalle misure che adotteremo per migliorare la critica situazione attuale.

COME SI SCIOGLIE LA GROENLANDIA

Secondo lo studio pubblicato su Communications Earth and Environment la calotta glaciale della Groenlandia è ormai spacciata a causa dell’eccessivo scioglimento dei ghiacciai rispetto alle nevicate che la riempiono. La neve, praticamente, non tiene il passo e non si accumula a sufficienza sulla superficie per formare nuovo ghiaccio. Cosa che fino agli anni 90 accadeva. Perché se è vero che i ghiacci si sciolgono ogni estate, da sempre, negli ultimi anni accade in proporzioni decisamente superiori a causa delle elevate temperature. La situazione è talmente sconfortante che, secondo i ricercatori, anche se il riscaldamento globale si fermasse improvvisamente, non ci sarebbe speranza.

GLI ANNI PEGGIORI PER LA GROENLANDIA

Se nel 2012 la Groenlandia aveva raggiunto il record di 464 milioni di tonnellate di perdite di ghiaccio, nel 2019 ha raggiunto un nuovo record. 532 miliardi di tonnellate. Dopo due anni, il 2017 e il 2018, che sembravano leggermente migliori, ecco precipitare nuovamente la situazione. E secondo lo studio pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment sono stati proprio i 5 anni dell’ultimo decennio quelli con perdite maggiori.

Ingo Sasgen, glaciologo dell’AWI di Bremerhaven, ha dichiarato che “nel 2019 la perdita di massa è aumentata vertiginosamente e ha superato tutte le perdite annuali dal 1948, e probabilmente per più di 100 anni”. E ha aggiunto: “Ci sono aree di alta pressione sempre più frequenti e stabili sopra la calotta glaciale, che favoriscono l’afflusso di aria calda dalle medie latitudini.”

Insomma, nulla di rassicurante purtroppo.

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LE CONSEGUENZE DELLO SCIOGLIMENTO DELLA GROENLANDIA

Lo scioglimento sempre più rapido dei ghiacciai della Groenlandia contribuisce all’innalzamento del livello dei mari. Basti pensare che l’evento record di luglio 2019, con una perdita pari a 197 miliardi di tonnellate, è bastata per innalzare il livello di 0,5 millimetri, secondo il Danish Meteorological Institute. Ma cosa accadrebbe se tutto il ghiaccio della Groenlandia, che ospita la maggiore massa di ghiaccio dell’emisfero settentrionale, si sciogliesse? Ebbene, il mare in tal caso aumenterebbe di più di 7 metri.

Anche senza raggiungere questo livello, il suo innalzamento rappresenta una seria minaccia per le zone costiere dell’intero mondo, come hanno evidenziato i ricercatori di uno studio pubblicato su Nature Communications. Secondo i quali il livello potrebbe aumentare fino a 0,7-2 metri entro il 2100. Soprattutto a causa della perdita di ghiaccio.

LE TERRIBILI CONSEGUENZE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI:

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