Spiagge sporche, i rifiuti li produciamo noi - Non sprecare
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Spiagge sporche, i rifiuti li produciamo noi. Solo noi. E sono 700 ogni 100 metri di spiaggia

Nell’ordine: vaschette per gli alimenti e stoviglia di plastica. E poi filtri di sigarette, tappi e bastoncini cotonati

Chissà, forse dopo avere visto, come per incanto, le nostre città pulite e tirate a lucido nell’epoca della quarantena, magari ci passeremo una mano sulla coscienza prima di gettare un mozzicone, un bicchiere di carta, una forchetta di plastica, sulle nostre spiagge.

SPIAGGE SPORCHE

Se leggete lo studio che la Commissione europea ha commissionato alla società Arcadis, per capire chi e come sporca mare e spiagge del Mediterraneo, farete alcune scoperte molto interessanti. La prima: a differenza degli Oceani, insozzati dall’immondizia che arriva da Asia e Africa, nel Mediterraneo i rifiuti sulle spiagge li produciamo noi. Non arrivano da lontano, ma dalle nostre mani di residenti di una determinata zona o di turisti. Persone incivili, in entrambi i casi.

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INQUINAMENTO SPIAGGE

Seconda scoperta interessante: a fronte di una cifra mostruosa, uno spreco davvero abnorme, 701 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia, al primo posto degli oggetti abbandonati sulle spiagge, destinati poi a finire a mare, ci sono le vaschette per alimenti e le stoviglie di plastica (17 per cento). Usiamo la spiaggia come una tavola calda, senza neanche curarci di uno sforzo minimo: prendere una vaschetta e infilarla in un cestino della spazzatura. Purtroppo, il coronavirus ha congelato l’intero percorso di uscita dalla plastica, specie per questo tipo di prodotti legati ai consumi alimentari, e dunque dobbiamo solo augurarci che ci sarà maggiore attenzione nell’anno delle vacanze «tutti in Italia». I consigli per non insozzare spiaggia e mare sono semplici da mettere in pratica, e li trovati riepilogati in questo articolo.

  

RIFIUTI SPIAGGE

Terza scoperta: dopo le vaschette e le stoviglie di plastica ci sono, nell’ordine, filtri di sigarette (14 per cento), tappi (14 per cento), sacchetti (5 per cento) e bastoncini cotonati (5 per cento). A questo punto vi diamo un consiglio utile se vi capita di incontrare un inquinatore del mare. Immaginiamo un tizio che prende un mozzicone di sigaretta e lo infila nella sabbia. Avvicinatelo, e con garbo e fategli la seguente domanda: «Scusi, ma lei questo gesto lo farebbe anche a casa sua?».

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