Turisti incivili - Non sprecare
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Turisti incivili, non possono diventare i padroni, impunti, d’Italia (foto)

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, prova a fermarli a colpi di acqua con gli idranti. Tentativo goffo, forse, ma siamo circondati da stranieri che bivaccano sui sagrati delle chiese, fanno il bagno nudi nelle fontane, si trasformano in vandali. E in qualche modo bisogna fermarli.

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TURISTI INCIVILI –

Il turista, specie se straniero, è come l’ospite: sacro. Ma sacro non è sinonimo né di incivile, né di impunito. Anzi, semmai è vero il contrario: alla nostra buona ed efficace accoglienza, fatta di comportamenti civili e di gentilezza naturale, non artefatta, dovrebbero corrispondere comportamenti analoghi da parte dei nostri ospiti (paganti).

Con questa premessa, non mi sento di condannare il sindaco Dario Nardella, con il quale abbiamo polemizzato in modo aperto a proposito dello scempio di McDonald’s a Firenze, per il suo tentativo, piuttosto goffo ma comprensibile, di provare a bloccare i vandali, truccati da turisti, nel capoluogo toscano a colpi di acqua sparata sui sagrati delle chiese e dove spesso bivaccano folle prive di qualsiasi elementare regola di buona creanza.

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INCIVILTÁ DEI TURISTI –

Firenze vive sul turismo, ma è assediata, in alcuni giorni e in alcuni orari perfino soffocata, dai turisti. E così anche Venezia, Roma, e, in proporzioni diverse, Napoli, Palermo, Milano, Torino, Bologna. Non esiste città in Italia, specie in questo periodo di una congiuntura molto favorevole, che non sia letteralmente “occupata” dai turisti, per non parlare dei borghi, dei piccoli centri e dei luoghi più identitari del nostro Paese. Luoghi che spesso sprechiamo in quanto non riusiamo né a proteggere davvero né a valorizzare in modo efficace. Luoghi, però, che non possiamo consentirci di sprecare doppiamente per colpa dell’inciviltà di una minoranza di turisti che ne diventano i rovinosi sciacalli.

Le immagini parlano da sole e non hanno bisogno di commenti. Ragazzoni alticci e donne obese che si tuffano nella vasca di Fontana di Trevi. Famigliole al gran completo e gruppi di viaggiatori abbandonati a sé stessi che occupano, come se fossero dei soldati in licenza, le scalinate di piazza di Spagna. Comitive di tutto il mondo che attraversano Venezia come dei barbari, mangiando come se fossero in una trattoria di compagnia, all’aperto, sui ponti, a piazza San Marco, sui sagrati, tra le scalinate. Potrei continuare all’infinito con questo elenco di nefandezze, sulle quali è giusto che un sindaco, ma anche noi come cittadini, inizi a reagire. Magari con un minimo di sostegno anche da parte del governo centrale che, come al solito quando si tratta di rogne, lascia sempre gli amministratori locali da soli.

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COME FERMARE L’INCIVILTÁ DEI TURISTI –

Bisogna fermali questi turisti incivili, senza violenza, senza prepotenza, senza minacce: ma con fermezza. D’altra parte, lo chiedo a tutti i lettori che viaggiano o hanno viaggiato. Vi siete mai sognati di bivaccare davanti al Louvre a Parigi? Oppure a Central Park a New York? Mai. E avete fatto bene, non solo per educazione e civiltà, ma anche per un piccolo particolare: se un turista è incivile, in un qualsiasi paese del mondo occidentale e non solo, almeno viene ripreso, multato e fermato. Ma può anche finire sotto processo. Perché allora nella Bella Italia i turisti, ripeto: ne abbiamo. bisogno, e dobbiamo considerali sacri, possono fare il loro porco comodo sentendosi al di sopra della legge, dei cittadini residenti e della buona creanza?

turisti-incivili-come-fermarli (2)(Credits: Corriere della Sera – Immagine di copertina: Bumble Dee / Shutterstock.com)

IL TURISMO CHE DOBBIAMO NON SPRECARE: