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Smog, class action contro Moratti e Formigoni

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La misura è colma. Lo ha detto la Commissione europea. Lo sottolineano le analisi dell’Arpa. Lo provano i milanesi che affollano i pronto soccorsi con attacchi d’asma da smog: almeno 3.500 all’anno, stima il Centro Diagnostico Italiano. E ora si passa alle vie legali. Con una class action contro Comune di Milano e Regione Lombardia, citati a comparire davanti al Tribunale per il superamento «ininterrotto» dei limiti di legge sulle concentrazioni di Pm10 nell’aria. A firmare l’azione, che vede coinvolti 175 milanesi è l’avvocato Claudio Linzola che ha incassato il plauso del candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia e la benedizione dei Verdi, già pronti a intraprendere analoghe iniziative anche a Roma e a Napoli. Intanto, a Milano il sindaco Letizia Moratti (e con lei il suo predecessore Gabriele Albertini) e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sono stati citati in tribunale per una richiesta collettiva di danni che supera il milione di euro: mille euro a testa per ogni anno del quinquennio 2005-2010.

LIMITI SUPERATI – I ricorrenti lamentano gli effetti sulle vie respiratorie e sul sistema cardiocircolatorio «di un gravissimo, perdurante inquinamento atmosferico che non accenna a diminuire». L’accusa rivolta al Comune e alla Regione è di non aver adottato politiche efficaci per rispettare gli obblighi comunitari che impongono un tetto di 35 giorni all’anno con concentrazioni di polveri sottili fuori legge. Dal 1998 al 2011 questi limiti a Milano sono sempre stati abbondantemente superati.
La decisione è stata presa alla luce di quanto previsto dalle normative europee, che individuano nel sindaco e nel presidente della regione i soggetti cui si attribuisce l’obbligo giuridico di raggiungere i valori limite della cosiddetta «aria ambiente». L’ordinamento stabilisce una soglia di concentrazione media giornaliera da non superare per più di 35 volte all’anno (che diventano sette dal primo gennaio 2010) e, dal 2005, una soglia fondata sulla media annuale. «Entrambe abbondantemente sforate dal ’98 ad oggi», spiega l’avvocato Claudio Linzola, che ha presentato l’iniziativa insieme al candidato sindaco del centrosinistra, Giuliano Pisapia, il capogruppo comunale dei Verdi, Enrico Fedrighini, e il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. L’invito a comparire in Tribunale, si legge nell’atto, è fissato per l’udienza del 5 ottobre prossimo.

SEGNALE PER IL FUTURO – «Si tratta di una scelta ben decisa e un segnale per il futuro – ha commentato Pisapia -. Il sindaco è la massima autorità cittadina nel campo della salute, che ha degli obblighi e dei doveri. Se non si è fatto quello che era necessario in tutti questi anni – ha aggiunto – la responsabilità, dal punto di vista civilistico, è evidentemente sua». Pisapia ha sottolineato che il sindaco «deve risarcire i danni morali, patrimoniali, e soprattutto garantire che non accada più quello che è accaduto in questi ultimi cinque anni, in cui sempre si sono superati i limiti di polveri sottili previsti dall’unione europea». «L’Ecopass non è servito a nulla – ha spiegato Pisapia – era giusto sperimentarlo, ma adesso dobbiamo trovare soluzioni alternative, che sono quelle che spero arriveranno dall’esito del referendum ecologico». E’ necessario inoltre, per il candidato sindaco del centrosinistra, trovare un accordo con i sindaci della città metropolitana «per far marciare in parallelo una serie di interventi, che vanno dalle piste ciclabili a un potenziamento enorme dei mezzi pubblici, fino alle domeniche a piedi programmate col giusto anticipo».

«UN FILM GIÀ VISTO» – «Non stupisce affatto che alla vigilia delle elezioni, la sinistra promuova una class action contro Comune e Regione: è un film già visto nel 2006, quando, proprio poco prima delle amministrative che vedevano la Moratti come candidato Sindaco, Comune e Regione vennero trascinati davanti al Tribunale di Milano con l’accusa di non aver adottato le misure necessarie a abbattere lo smog. Il ricorso cautelare, per inciso, si concluse con sentenza favorevole al Comune e alla Regione», replica il Vice Sindaco e Assessore alla Mobilità Riccardo De Corato. «Ce ne faremo una ragione – continua De Corato – del resto si tratta del solito spot a orologeria della sinistra che ripete, un po’ stancamente, il ritornello di sempre. I dati sugli inquinanti di aprile, malgrado la straordinarietà del quadro meteo climatico dei primi mesi dell’anno, conferma invece il netto miglioramento della qualità dell’aria a Milano. A riprova degli effetti positivi delle politiche intraprese nell’ultimo quinquennio, il mese di aprile consolida una stabilizzazione dei valori di PM10 e PM2,5, che tornano in linea con gli ultimi cinque anni, segnati da un sostanziale miglioramento rispetto al passato».