Questo sito contribuisce all'audience di

Si può vivere solo con 100 cose? Ecco la risposta. Con gli oggetti essenziali, dagli armadi alla tavola. Fino al tempo libero (foto)

Non tutto quello che abbiamo è davvero utile e indispensabile. Le scoperte di un padre di famiglia americano che ha scritto un bestseller e la saggezza buddista. Andiamo a vedere, partendo dalle nostre case, che cosa davvero ci migliora la vita

Condivisioni

COME VIVERE CON 100 COSE

Si può vivere solo con 100 cose senza sentirsi né poveri né emarginati? La domanda è provocatoria, ovviamente, ma la sostanza attualissima: continuiamo ad accumulare oggetti superflui, inutili, che già abbiamo. Cose che poi, in un modo o nell’altro, sprechiamo. Facciamo fatica a fare il famoso decluttering, ovvero la pulizia generale nelle nostre case, e talvolta possediamo in modo compulsivo, poco responsabile.

LEGGI ANCHE: Il Manifesto del nostro stile di vita, Non sprecare

LA SFIDA DELLE 100 COSE

Negli Stati Uniti, l’autore californiano Dave Bruno, ha scritto un libro “La sfida delle 100 cose” (divenuto un cult in breve tempo), nel quale lancia una vera e propria sfida al superfluo, indicando il numero 100 come convenzionale, per spiegare in che modo le persone possano rinunciare ad almeno 100 oggetti (o forse anche di più) e vivere ugualmente bene anzi meglio. Bruno alimenta un vero e proprio movimento il cui motto è “minima addizione, massima sottrazione”: chi si accontenta di poche cose tiene a bada lo stress e scongiura il rischio dell’accumulo seriale di oggetti inservibili. Dave Bruno stila anche un decalogo che riguarda molti aspetti del quotidiano e che parte dal conteggio degli oggetti personali (esulano gli strumenti di lavoro) per giungere, attraverso un inventario di ciò che si possiede, all’individuazione di quelle cose che sono davvero fondamentali.

Se per l’americano Dave Bruno la sfida si ferma a 100 cose, i buddhisti alzano l’asticella e propongono l’uso di sole otto cose, per liberarsi davvero dal giogo dalla legge del possesso: il “citara”, cioè l’abito abituale, il rasoio, il filo, lo zaino, il rosario, una scodella per la questua, l’ago per cucire. Ciascuna scuola di pensiero aggiunge poi l’ottavo oggetto a seconda delle esigenze.

PER APPROFONDIRE: Sette cose che non servono nei nostri armadi. Possiamo farne a meno, e magari donarle

VIVERE CON POCHI OGGETTI

Quali sono, dunque le cose di cui non possiamo fare a meno? Scopriamole insieme, per comprendere quanto la nostra esistenza possa diventare meno complicata e avere un impatto positivo anche sull’ambiente che ci circonda.

  • Oggetti indispensabili

Gli oggetti davvero indispensabili, talvolta, sono quelli che si accumulano in casa e che non ci apportano nessun tipo di utilità o che sono addirittura nocive. Pensiamo a vecchi cd, ormai usurati che non hanno più un audio ottimale o alle nuove macchinette del caffè, che sono inquinanti perché comportano l’uso delle capsule che sono difficilmente smaltibili. Diamo uno sguardo a tutte le stanze della nostra abitazione e cerchiamo di capire come possiamo alleggerirle. I libri sono oggetti indispensabili, dunque una libreria ben fornita è sempre ben accetta, basta solo tenerla pulita da ninnoli che si rivelano, col tempo, buoni solo ad impolverarsi. Il cellulare, il pc, il tablet sono oggetti ormai diventati di uso comune che ci tengono connessi al mondo e dunque essenziali. L’importante è non farne abuso, non averne magari più di uno (a meno che non siano indispensabili per lavorare) e ricomprarli solo quando non funzionano più. Teniamo in cantina o nel ripostiglio solo le cose valide e funzionanti. Conserviamo solo scope e palette nuove, arnesi da giardino adeguati, aspirapolvere che realmente ci aiutino nei lavori di casa. In camera dei bambini teniamo solo i giocattoli dai quali essi non vogliano proprio separarsi, eliminando invece quelli che si accumulano inutilmente. Una soluzione potrebbe essere quella di regalarli o di partecipare a raccolte benefiche per fare felici bimbi meno fortunati. La scrittrice francese Dominique Loreau, la quale coltiva un sogno di frugalità, suggerisce di munirsi, in casa, di oggetti funzionali, elementi piccoli, compatti e pieghevoli con i quali ottimizzare anche gli spazi. Sedie e tavoli pieghevoli, tazzine impilabili, sedili sollevabili, quadri arrotolabili (per cambiare decorazioni col minimo sforzo), tavoli a prolunga. E poi ancora un metro, una bilancia per gli alimenti e una per le persone, un taccuino piccolo su cui annotare pensieri e appuntamenti, e cartellette ad anelli per tener in ordine le documentazioni di casa, tutto nella filosofia del “less is more”. La Loreau consiglia di tenere una sola carta di credito per tutti gli acquisti e di non appesantire il portafogli con carte fedeltà e tessere sconto.

  • Abiti e guardaroba

Anche l’armadio può convertirsi al minimalismo responsabile e utile, e metterlo in ordine significa trovare equilibrio anche nella vostra esistenza. Svuotate i cassetti di ciò che non vi piace più o che non vi sta più bene, sia che si tratti di capi d’abbigliamento che biancheria intima Tenete sempre presente il vostro stile e scegliete cosa tenere e cosa buttare in base a quello. Puntate sui colori fondamentali, il nero, il blu, il beige che stanno bene con tutto e sono adeguati a qualunque tipo di situazione. Per quanto riguarda i tessuti, mantenete qualcosa in lana, in cotone, in seta, abbinando scarpe e accessori. Non conservate per anni e anni capi d’abbigliamento che già da tempo non indossate più, magari credendo che torneranno di moda o che tornerà a voi la voglia di indossarli. Se non attirano più di tanto la vostra attenzione ma sono ancora nuovi e belli, regalateli agli amici o proponete loro scambi di abiti, così ciascuno di voi sarà accontentato. Se i vostri vestiti sono in buone condizioni, potete anche pensare di fare del bene al prossimo e partecipare alla raccolta di indumenti organizzata da tante associazioni territoriali e dalle parrocchie. Dominique Loreau, concentrandosi sulle donne, afferma che queste ultime possono accontentarsi davvero di molto poco e nello specifico di: un top, una gonna, un paio di pantaloni, qualche capo di biancheria intima, una borsa, poche scarpe e un cappotto. Anche il numero dei gioielli non dovrebbe mai superare lo stretto indispensabile e limitarsi a quelli che davvero piace loro indossare. Anche negli armadi dei bambini è necessario fare una cernita periodica per regalare i vestiti divenuti troppo piccoli o inutili. Sarebbe bene regalare quelli che sono ancora in buono stato, per evitare inutili sprechi.

LEGGI ANCHE: Decluttering, il nuovo e vincente stile di vita all’insegna dell’ordine in casa (foto)

  • Svago e tempo libero

Chi compra meno non solo evita di accumulare cose inutili ma spende meno denaro che può quindi investire in attività piacevoli per rendere più appagante il proprio tempo libero. Consumi inutili sostituiti da consumi utili, acquisti responsabili al posto di acquisti compulsivi. Anche quando si viaggia si può essere minimalisti e ridurre all’osso ciò di cui si ha bisogno. È inutile portarsi dietro tanti capi. Di magliette, vestiti e pantaloni ne bastano due per tipo, anche perché qualcosa la si può acquistare nel luogo di arrivo. Meglio poi optare per stoffe che non si sgualciscono così non si perderà tempo prezioso a stirare. Creare vuoto mentale e materiale prima di intraprendere un percorso, anche di svago, è vitale, perché poi lo si può riempire con nuove conoscenze ed esperienze. Essere minimalisti non vuol dire vivere una vita di rinunce bensì riconoscere quali siano le cose davvero importanti per liberarci dalla dipendenza causata dal consumismo sfrenato e insensato dei nostri tempi. Chi ha “smaltito” con intelligenza, riduce lo stress mentale ed emotivo e si apre al mondo, alla vita familiare, agli amici e allo svago, con maggiore consapevolezza e voglia di “fare”.

  • La casa

Basta pulizie casalinghe che durano ore ed ore con l’uso di prodotti detergenti spesso inutili e costosi. La casa si tiene pulita davvero con poche, semplici mosse, magari con uno spray multiuso non inquinante e un panno in microfibra. La lisciva, ad esempio, sostituisce degnamente i detergenti per il wc. Lo stesso discorso vale alcuni farmaci naturali che riescono a curare più problemi allo steso tempo. Eliminate tutti i contenitori che si ammassano nelle vostre cucine, specialmente se riciclati. Via le stoviglie sbreccate che spesso ci si ostina a conservare, così come i mestoli rotti, gli strofinacci maleodoranti e rovinati, gli asciugamani sfrangiati e inefficaci. Eliminate le padelle anti aderenti ormai troppo usurate (che sono anche dannose), gli apparecchi elettronici che, anche se perfettamente funzionanti, non vi sono utili: regalateli a chi ne fa buon uso.  

  • Prodotti alimentari

Quando si parla di decluttering alimentare, si intende l’abitudine ad eliminare dalla propria dieta quotidiana (e quindi dalla propria dispensa) tutti quei prodotti che vengono consumati poco o per niente. Molte ricerche hanno dimostrato che si è soliti mangiare gli stessi cibi base e che solo quelli dovrebbero essere acquistati, per risparmiare, stare bene e non intasare frigoriferi e dispense. Tonno, pasta riso, legumi, ortaggi e frutta freschi, tonno e pelati sono i cibi che si consumano maggiormente. La sovrabbondanza di cibo equivale ad uno spreco abnorme, soprattutto in un mondo come quello odierno nel quale lo sperpero di derrate alimentai è all’ordine del giorno e le persone che soffrono la fame sono ancora milioni in tutto il globo. Ciò che ci si auspica è una sobrietà anche in campo alimentare.

PER APPROFONDIRE: Pulizia e riordino, 5 cattive abitudini che ci impediscono di avere casa in ordine

  • Beauty case

Il decluttering diventa indispensabile anche nel beauty case, soprattutto quando questo scoppia di prodotti inutili e per giunta vecchi. Se creme e trucchi sono ormai scaduti (hanno una data di scadenza riportata sui vasetti e sulle confezioni), devono essere gettati via o magari utilizzati per altri scopi, Una crema per il viso che non vi soddisfa più, ad esempio, può essere utilizzata per ammorbidire le mani o i piedi. Gli olii per il viso trattano bene i mobili in legno e lo shampoo vecchio pulisce gli accessori del bagno. Se non ritenete di doverli riciclare, eliminateli, soprattutto se vi hanno causato allergie o se non hanno un buon INCI (cioè la denominazione che gli stati europei danno all’elenco degli ingredienti di un cosmetico). Se siete restii a gettare via senza pietà, riponete in un sacchetto tutti quei prodotti che usate di rado e dimenticateli per circa un mese.  Se trascorso questo tempo, i prodotti del sacchetto non vi sono mancati, vuol dire che potete tranquillamente cassarli, altrimenti riconsiderate quelli che secondo voi potrebbero esservi ancora utili. Cercate di tenere i vostri prodotti cosmetici sempre a portata di mano e non in scatole anonime o laddove non sia facile individuarli, perché tendereste ad accumulare nuovamente cose superflue.

COME RICICLARE COSE CHE DI SOLITO BUTTIAMO:

LEGGI ANCHE: