Perchè piangere fa bene - Non sprecare
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Piangere: perché fa anche bene

Combatte lo stress ed elimina l'ansia. I benefici liberatori del pianto

Si chiama pianto liberatorio. Ma è una definizione imprecisa e vaga dei benefici, invece molto precisi e provati sul piano scientifico, che porta il pianto. Laddove il fattore liberatorio riguarda qualcosa che abbiamo dentro: l’ansia, lo stress, le tensioni, le angosce e le paure. Tutti fattori che avvelenano la qualità della vita, che invece migliora se non sprechiamo i benefici di un pianto liberatorio.

PERCHÉ PIANGERE FA BENE

Piangere fa bene e farlo non ci rende più deboli. In molti considerano le lacrime un comportamento disdicevole, soprattutto se si è in pubblico. In realtà si tratta di un gesto liberatorio che si porta dietro davvero molti benefici. Per riuscire a “liberarsi” il primo passo da fare è liberarsi della vergogna per uno dei gesti più naturali che esistono in natura. Basti pensare che è la prima cosa che facciamo quando veniamo al mondo.

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IL PIANTO CONTRO LO STRESS

Il pianto è una reazione molto frequente nell’infanzia e per questo tendiamo ad associarla a uno stato di debolezza. In realtà non si tratta altro che di una reazione fisiologica ai cambiamenti improvvisi. Da piccoli è istintivo e irrefrenabile, crescendo maturiamo la capacità di trattenerci. Inibire sempre le lacrime però è un atteggiamento sbagliato perché impedisce al nostro corpo si sfogarsi e di trovare un giovamento sia fisico che emotivo.

Di solito a scatenare il pianto sono le forte emozioni che possono essere legate a partenze, lutti e licenziamenti ma allo stesso tempo le lacrime possono essere stimolati da eventi positivi come arrivi, assunzioni, matrimoni. Felicità, rabbia, vergogna o senso di solitudine possono indistintamente provocare un sano pianto. Tra le altre cause va inserita sicuramente la memoria che in alcune occasioni ci fa rivivere emozioni del passato come se le stessimo rivivendo in quel momento.

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IL PIANTO CONTRO L’ANSIA

Numerosi studi hanno dimostrato i benefici del pianto. Tra questi compare una ricerca portata avanti qualche anno fa dal professor William Frey, biochimico dell’Università del Minnesota nelgli Stati Uniti. Dai risultati emerge che le lacrime servono all’organismo a espellere le sostanze prodotte quando si accumula troppa tensione emotiva. Queste lacrime sono stimolate da alcuni ormoni, corticotropina e prolattina, che aumentano nelle condizioni di stress. Un altro fattore “chimico” è l’aumento del manganese, che di solito è presente in alte concentrazioni nel cervello dei depressi. Secondo altri studi che si soffermano sull’aspetto psicologico, ben l’88,8% degli intervistati dichiara di sentirsi meglio dopo aver pianto. In media gli uomini lo fanno 7 volte all’anno, mentre le donne 47.

Tra l’altro il pianto è una “specificità fisiologica unica degli esseri umani” e probabilmente è un’attività che il nostro organismo porta a termine proprio per stare meglio. Piangendo, infatti, si riduce il livello di stress ormonale aiutando il sistema immunitario a produrre più anticorpi. Ovviamente fa molto bene anche ai nostri occhi.

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IL PIANTO PER CHIEDERE AIUTO

Ma non ci sono solo i benefici fisici a deporre in favore di questo comportamento. Piangere alla presenza di qualcuno è il modo migliore per chiedere aiuto. L’essere umano per natura è “programmato” a provare empatia nei confronti della persona che piange quindi istintivamente è portato a rispondere con compassione al dolore. Inoltre lasciarsi andare è anche un modo per dimostrare un sentimento di fiducia, che può contribuire ad approfondire l’intimità.

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CHE SUCCEDE NEL CERVELLO QUANDO SI PIANGE

Dopo la tempesta arriva sempre la pace. Un bel pianto liberatorio, infatti, è il modo migliore per liberarsi di tutta la negatività. Vedrete che dopo esservi sbarazzati di questo fardello, anche se i problemi non saranno risolti, sarete pronti a ripartire con un altro spirito, più positivo e costruttivo.

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