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Ciclisti a rischio: a Roma due morti in pochi giorni

Ma non doveva diventare una “capitale europea” della mobilità a due ruote? E invece a Roma la vita dei ciclisti è sempre più difficile, con strade zeppe di buche e percorsi non protetti. Il sindaco faccia un piano, altrimenti dica ai romani: «Lasciate a casa le vostre biciclette».

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PERICOLI PER I CICLISTI A ROMA – Due morti in pochi giorni. Due ciclisti uccisi sulle cosiddette piste ciclabili mentre facevano una normalissima passeggiata. Accade a Roma, la città che il sindaco Ignazio Marino aveva promesso, dalla campagna elettorale fino al giorno del suo insediamento, di trasformare in una «capitale europea della bicicletta». Invece in bici, in condizioni di sicurezza, riesce a circolare solo lui, il sindaco, mentre i romani sono costretti a farsi largo tra strade e piste piene di buche e percorsi non protetti.

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ANDARE IN BICI A ROMA – Sul Corriere della Sera la giornalista Maria Laura Rodotà ha scritto: «A Roma, chi va in bici è nel Far West». Ha perfettamente ragione. Dopo tanti e controversi interventi sulla pedonalizzazione di alcune zone del centro, il sindaco e la giunta dovrebbero presentare un piano serio e credibile per mettere in sicurezza le piste ciclabili della capitale, con una connessione tra i vari percorsi. Altrimenti, se non ci sono fondi o se manca la volontà politica, Marino farebbe meglio a dire ai romani: «Cari cittadini, a questo punto lasciate la bici in garage. È più sicuro». Sarebbe una sconfitta rispetto ai suoi impegni, certo, ma almeno si correrebbero meno rischi per l’incolumità dei poveri ciclisti romani.

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