Piste ciclabili più belle d'Italia - Non sprecare
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Piste ciclabili: le più belle d’Italia. Regione per regione, i percorsi più suggestivi (foto)

Potete attraversare fiumi, montagne, laghi e borghi antichi fino a raggiungere spiagge e paesaggi dai colori incredibili. In Italia abbiamo un vero patrimonio di piste ciclabili, anche se molte andrebbero messe in totale sicurezza

PISTE CICLABILI PIÚ BELLE D’ITALIA 

Nonostante la scarsa attenzione che viene data alla crescita della mobilità in bicicletta, in Italia abbiamo un vero patrimonio di piste ciclabili (molte andrebbero messe in totale sicurezza) e di percorsi ciclo-turistici, così abbiamo stilato una lista delle piste ciclabili più belle d’Italia. Si tratta di piste adatte, tra l’altro, a qualsiasi tipo di percorrenza: potete frequentarle per un paio d’ore, o anche attraversarle per una mezza giornata o per una giornata intera.

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PISTE CICLABILI PIÚ BELLE IN ITALIA 

Ma vediamo le più belle, le più suggestive, e anche le più interessanti per i ciclisti, per ciascuna regione, da Nord a Sud passando per il Centro Italia.

  • LOMBARDIA: La Valtellina a pedali

Una delle valli più grandi e verdi d’Italia, uno dei fiumi più lunghi d’Italia, l’Adda, e  un sentiero che gli corre accanto. Breve descrizione di una pista ciclabile lunga poco più di cento chilometri immerso nella magnifica Valtellina. Non spaventi la lunghezza, la pista è completamente pianeggiante e ricca di punti di ristoro e aree per pic-nic. Inoltre corre tutto accanto alla linea ferroviaria Milano-Tirano, perciò si può partire e fermarsi dove si vuole in una delle sue fermate tra Colico e Bormio, passando per Sondrio e Grosio. Non hai la tua bici con te? Nessun problema, grazie ai vari noleggi dislocati per tutto il percorso dove puoi affittare il tipo di bici che preferisci e lasciarlo al punto nolo più vicino al tuo arrivo.

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  • VENETO: Dall’Adige al Po in bicicletta

Oltre la nebbia, la Val Padana ospita paesaggi meravigliosi e paesini che sembrano tutti grandi presepi. Nei 33,5 km che separano i due grandi fiumi d’Italia, il Po e l’Adige, ce ne sono più di dieci, tutti immersi nel verde della vallata del Polesine. Il percorso è stato inaugurato ufficialmente il 5 maggio 2013, attraversando la regione che collega il territorio del comune di Lendinara con quello di Polesella. La ricchezza di questo percorso è molteplice. Innanzitutto, l’itinerario è immerso negli ambienti naturali fluviali (soprattutto golene e gorghi) e in aperte campagne, cangianti a ogni cambio di stagione, quando mutano aspetto donando colori e suggestioni sempre nuove. Inoltre, c’è la possibilità di molti collegamenti con altri percorsi. Si può, infatti, proseguire in direzione di Rovigo e Venezia, sulla Eurovelo 8 (pista che porta fino a Cipro). O, ancora, si può proseguire fino al delta del Po, o nel verso contrario andando a Ferrara, esplorando tutta la pianura padana.

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  • LIGURIA: da Arenzano a Varazze lungomare

Questo itinerario parte dal fondo della passeggiata lungomare di Arenzano in direzione di Savona, entrando e uscendo da bellissime gallerie – illuminate e ristrutturate – che anticamente ospitavano il passaggio del treno: il percorso, infatti, anche qui si snoda lungo la vecchia linea ferroviaria. Il percorso è di quelli “per tutte le gambe”. Lungo 10 km, risulta semplice, pianeggiante, asfaltato, tutto sviluppato sulla bellissima pedonale/ciclabile che mantiene sempre lontani dal traffico e vicinissimi allo splendido Mar Ligure. La facilità del percorso aiuta a godersi spensierati le sue bellezze. Si rimane genuinamente incantati alla vista delle decine di calette che danno vita a piccole spiagge incorniciate dagli scogli, in quello che sembra essere un paesaggio caraibico. Si finisce a Varazze, subito dopo la famosa “Casa Araba”, località di Piani d’Invrea. La voglia di proseguire fino a Sanremo è forte – ma mancano 117 km.

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  • TOSCANA: Tra le colline della Val D’Orcia 

La Toscana è una delle culle delle due ruote a pedali. Non può che ospitare, perciò, alcuni tra i percorsi ciclabili più belli di tutta Italia, e non solo. Sceglierne uno su tutti non è quindi operazione definitiva, ma combinando i criteri di bellezza con quelli di praticabilità per tutti e per tutti i mezzi, si trova una sintesi. Si tratta dell’anello della Val D’Orcia, un delizioso saliscendi sulle colline verdi pettinate dai vigneti. Si parte da Torrenieri e quasi subito si arriva al bellissimo borgo di Lucignano d’Asso: qui, è peccato punibile non fermarsi per una tipica merenda Toscana. Le locande antiche sono utilizzate anche dai ciclisti di tutto il mondo, che la prima settimana di ottobre giungono a migliaia per pedalare sui percorsi dell’Eroica – gara per cicloamatori e collezionisti che corrono su biciclette d’epoca in acciaio e completini di squadre cilcistiche storiche.

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  • ABRUZZO: Da L’Aquila ad Amatrice, in sella tra memoria, storia e natura

La memoria di tutti, al pronunciare i nomi di questi due luoghi dell’Appennino centrale italiano, corre ai terremoti che li hanno devastati, nel 2009 prima e nel 2016 poi. Pedalare tra L’Aquila e Amatrice racchiude un significato che è anzitutto simbolico, di viaggio in luoghi che hanno rischiato e rischiano di sparire. Ma ha anche il senso di portare linfa vitale alle attività di quei posti, tramite il cicloturismo – il più sostenibile e pulito e coinvolgente tra i modi di esplorare. Infine, i 62 km che separano L’Aquila e Amatrice sono tutto uno scoprire borghi antichissimi e natura incontaminata. Dai borghi di Assergi e Vasto, al verde del Parco Naturale del Gran Sasso, fino alla Riserva del Lago di Composto, con il percorso che lo costeggia per quasi tutta l’ultima parte.

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  • UMBRIA: la Assisi-Spoleto-Norcia

Forse non è un caso che la più bella pista ciclabile d’Italia, tra tutte le più belle, si trovi proprio al centro esatto dell’Italia, in Umbria. Infatti il percorso che collega Assisi a Norcia, passando per Spoleto è stata premiata come percorso ciclabile più suggestivo dello Stivale. Caratteristiche paesaggistiche con pochi rivali al mondo, scenografie dei borghi come quelli di Sant’Anatolia di Narco o Vallo di Nera, o Preci. Il tratto tra Spoleto e Norcia è forse il più affascinante, passa infatti quasi interamente sulla vecchia linea ferroviaria, perciò è tutto un entra ed esci dalle decine di strette gallerie che sembrano porte per altri mondi. Infine, le caratteristiche tecniche sono perfette per un percorso che è veramente adatto a tutti: anche qui la lunghezza sfiora i 100 chilometri, ma le pendenze non sono impietose e pedalabili da tutte le gambe.

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  • LAZIO: L’Appia Antica a pedali

Il Lazio è ricco di percorsi ciclabili, così come lo sono molte delle regioni italiane, soprattutto al Nord e al centro – con i meravigliosi paesaggi tosco-emiliani e umbri. Scegliere la più bella per regione non è facile, ma nel caso del Lazio c’è Roma, e Roma quando si parla di Grandi Bellezze ci sa sempre fare. Perciò la scelta è ricaduta su un percorso che in quanto a storia e fascino ha pochi eguali al mondo. Pedalare sull’Appia Antica vuol dire mettere le ruote sugli stessi sampietrini di epoca cesarea o flaviana. Una lunga via costeggiata da imponenti pini e da rovine antichissime, in piena campagna romana, per un percorso che parte da appena sotto Castel Gandolfo e arriva fino alle Mura Aureliane, quindi alle Terme di Caracalla. Il tutto, passando per la Villa di Massenzio, le Catacombe di San Callisto e San Sebastiano, nonché il Mausoleo di Cecilia Metella. Infine, non è inusuale che capiti di incrociare, durante la propria pedalata di circa 25 km, una mandria di pecore, o vacche, o bufale e tori intente nella loro passeggiata con tanto di pastori e cani. Uno spicchio di antichità dalle porte di Roma fin dentro al suo cuore.

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  • MOLISE: nel verde tra Carpinone e Colle dell’Orso

Il Molise è sempre bistrattato nelle cronache e anche nelle classifiche nazionali. Qui a Non Sprecare non dimentichiamo nessuno, e abbiamo scoperto che anche in provincia di Isernia c’è un percorso ciclabile che nasconde bellezze invidiabili. Un anello ciclabile che parte da Carpinone e passa per Sessano del Molise e Colle Dell’Orso. C’è di tutto in questi 32 chilometri dell’entroterra molisano: monumenti, castelli, cascate e torrenti e anche un lago. Una ragione in più per visitare tutti gli angoli d’Italia, anche i più nascosti e quelli di cui si parla meno.

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  • CAMPANIA: sella e pedali in Costiera Amalfitana

Meta di turismo, di massa e non, scenografia di film memorabili, luoghi di vita mondana e cucina stellata. La Costiera Amalfitana è tutto questo, ma c’è un altro modo per viverla, fuori dagli schemi classici, ed è in sella a una bici. Si parte dal lungomare di Sorrento, dal Golfo di Napoli, e si passa all’altra sponda della piccola penisola sorrentina. Da lì è un continuo stupirsi delle meraviglie della Costiera più famosa d’Italia – e non solo. Dai mille colori della baia di Positano, alle dimore dei pescatori di Praiano, alle case bianche della vecchia e potente Repubblica Marinara di Amalfi. Una bellezza dopo l’altra pedalando a centinaia di metri a picco sopra il livello del mare, godendo di una delle viste e dei tramonti più belli d’Italia.

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  • PUGLIA: da Figazzano a Ceglie Massapica, in provincia di Brindisi

È l’acquedotto più famoso e suggestivo d’Italia – e il più grande d’Europa – ed è percorribile in sella alla propria bici, su una nuovissima pista ciclabile protetta e sicura: 11 chilometri che vanno da Figazzano, frazione del Comune di Cisternino a quello di Ceglie Massapica, entrambi in provincia di Brindisi. Una gita di mezza giornata immersi nei paesaggi pugliesi, tra l’inconfondibile macchia mediterranea e i campi coltivati. L’arrivo è nella cittadina di Ceglie Massapica, Città d’arte e Terra di gastronomia che grazie ai suoi trulli, alle masserie, agli uliveti secolari e alle grotte carsiche, è diventata meta di ambita da moltissimi stranieri, inglesi su tutti. Inoltre, questo primo breve tratto è solo l’inizio di quella che sarà una delle piste ciclabili più lunghe d’Italia e  che collegherà la Puglia alla Campania, per una pedalata nel meraviglioso entroterra del Mezzogiorno.

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  • SICILIA: Il Parco delle Sculture in bici

Come sempre più spesso accade, le vecchie linee ferroviarie vengono trasformate in piste ciclabili. È il caso della pista ciclabile Parco delle Sculture a Siracusa, che segue il tracciato della linea ferroviaria, ormai dismessa, che collegava la città con Catania. Una pedalata relativamente breve, dati i soli 6 km di lunghezza, che però sono tutti immersi in un paesaggio patrimonio dell’UNESCO. Un tuffo in un’atmosfera antica e suggestiva, dal Teatro Greco della piazza di Ortigia alle chiese barocche, senza dimenticare lo splendido colpo d’occhio del mediterraneo e delle classiche bellezze naturali siciliane. Inoltre, la pista ciclabile è costellata dalle sculture di dieci artisti contemporanei. Un progetto (interamente finanziato con fondi europei) nato per creare un ponte di linguaggi tra l’arte antica, quella contemporanea e il paesaggio circostante.

PER APPROFONDIRE: Piste ciclabili fantasma, da Roma a Catania, tutti gli sprechi e i pericoli per i ciclisti

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