Questo sito contribuisce all'audience di

Piste ciclabili fantasma: da Roma a Catania, tutti gli sprechi e i pericoli per i ciclisti

Quella nella zona dell’aeroporto finisce nel nulla. Nei sottopassi della stazione mancano le canaline, e c’è ancora un cartello per il divieto di trasporto delle bici. In via Matarrese al posto delle biciclette, circolano i motorini.

di Posted on
Condivisioni

PISTE CICLABILI BARI –

Ci sono quelle invase dall’erba alta e quelle in cui l’asfalto è completamente dissestato, quelle senza alcuna segnaletica e quelle in cui le auto e le biciclette devono dividersi la carreggiata con enormi rischi per i ciclisti: sono le piste ciclabili fantasma, un fenomeno purtroppo non proprio isolato.

Tutte le amministrazioni ormai fanno a gara nel diventare le prime della classe in materia di viabilità e mobilità a due ruote, salvo poi scoprire che alcune, troppe, di queste piste ciclabili sono fatte male, oppure non portano da nessuna parte. E, cosa ancora più grave, non sono sicure per i ciclisti.

LEGGI ANCHE: In Germania si viaggia nell’autostrada per le bici. In Italia muoiono 249 ciclisti l’anno

PERCORSI CICLABILI BARI –

Il caso di Bari è significativo. Abbiamo scoperto che il comune ha stanziato per i prossimi tre anni 6 milioni e 250mila euro. Ottimo. Ma finora come stati spesi i soldi per le ciclabili nel capoluogo pugliese? E quali garanzie ci sono che in futuro non si verificheranno altri sprechi in questo settore? Stando alle denunce della Fiab Bari Ruotalibera e della ciclofficina Ciclospazio, le piste ciclabili fantasma a Bari sono davvero tante e di ogni genere.

Mancano percorsi e attraversamenti dedicati. La segnaletica è inesistente, come nel caso dei sottopassi della stazione centrale che non hanno le canaline. Sulle scale di via Quintino Sella si vede ancora un cartello, che ha il sapore di una beffa, con il divieto di trasporto delle bici.

I PERICOLI PER I CICLISTI –

La pista nella zona dell’aeroporto, tanto strombazzata come un percorso “a misura di ciclista” in realtà finisce nel nulla. Stesso discorso per la pista in Via Matarrese, dove al posto dei ciclisti in realtà circolano, a tutta velocità, i motorini. In viale della Repubblica le radici degli alberi hanno fatto saltare l’asfalto, rendendo la pista ciclabili impraticabile e pericolosa. Tra le località di Fresca e Palese, manca un semplice ponticello, e i ciclisti sono costretti ad attraversare la tangenziale, con tutti i rischi che ne conseguono. Infine, c’è un altro spreco in questa storia di Bari. In prospettiva di Matera 2019, Capitale della cultura europea, molti turisti sbarcheranno tra la Puglia e la Basilicata con l’idea di girare in bici, arrivando a Matera anche da Bari attraverso le piste che esistono. Ma per il momento incomplete, poco sicure o solo sulla carta.

PISTE CICLABILI FANTASMA A ROMA –

E non solo Bari: a Roma, una città non proprio a misura di ciclista, alcune delle poche piste ciclabili presenti sono invase dall’erba e versano nel più totale abbandono. E’ il caso della pista ciclabile all’altezza di Ponte Milvio e quelle di Tor di Quinto e Tor di Valle dove la vegetazione incolta riduce a meno di una corsia il passaggio. Uno stato di degrado quello delle piste ciclabili romane, denunciato più volte dalle associazioni, in particolare da BiciRoma: come spiega il presidente Fausto Bonafaccia su Il Messaggero, le situazioni più a rischio riguardano la parte più esterna della dorsale Tevere Nord da Tor di Quinto a Castel Giubileo, a sud da Magliana fino a Raccordo/Ostiense ma anche all’altezza della Moschea e lungo l’Aniene. A Monte Ciocci è fondamentale che venga rifatto il prima possibile il fondo che si sfalda di giorno in giorno: la pista ciclabile, come evidenza Bonafaccia “è stata accolta molto bene da tutta la cittadinanza ed è diventata un punto di ritrovo, un bene collettivo“.

Intanto, BiciRoma e le altre associazioni hanno scritto al nuovo sindaco e sono in attesa che Virginia Raggi li convochi: chiederanno che venga finalmente finanziato il piano sulle ciclabili fermo dal 2012, un progetto che prevede ben mille chilometri di pista per le due ruote. Un progetto che renderebbe Roma anche una città più sostenibile al pari di tante altre metropoli italiane ed europee dove la mobilità cittadina sulle due ruote viene rispettata e incentivata.

E che dire della pista ciclabile in zona Lepanto? In grado di separare perfettamente i ciclisti dal traffico delle automobili, viene costantemente occupata dai pedoni in attesa dell’autobus e anche da qualche motorino. Eppure, se questa pista ciclabile fosse ben valorizzata, potrebbe anche contribuire a ridurre il traffico in questa zona.

PISTE CICLABILI FANTASMA A POMEZIA –

E come ci segnalano i nostri lettori sulla nostra pagina Facebook, anche a Pomezia, il tratto della pista ciclabile accanto alla tenuta presidenziale di Castel Porziano, quella parallela alla strada che costeggia l’aeroporto di Pratica di Mare, è completamente sommersa dalla vegetazione e, in alcuni periodi dell’anno, del tutto inutilizzabile in quanto fortemente rischiosa.

PISTE CICLABILI FANTASMA A CATANIA –

E a Catania non va meglio: la pista ciclabile appena costruita viene percorsa da auto e scooter, anche contromano, senza alcun controllo.

PER APPROFONDIRE: Tangenziale verde Roma, un progetto per rendere la capitale più green