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Lo spreco degli studenti migliori

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Nel 2007 erano gli studenti migliori d’Italia. Una carica di 854 eccellenti: ragazzi che alla licenza media avevano avuto ottimo, e una media di almeno 8/10 in tutti e quattro gli anni di scuola superiore. Sono i giovani selezionati per salire al Quirinale e essere premiati al Quirinale come Alfieri del Lavoro, e in quanto tali si immagina che siano poi stati coccolati dal nostro sistema scolastico e universitario, segnalati, seguiti. E invece almeno una sessantina di loro non si iscrivera’ nemmeno all’universita’. E un centinaio in totale, se anche si iscrivera’, al massimo arrivera’ alla laurea breve.

Uno spreco, lo definisce Giancarlo Gasperoni, responsabile del primo rapporto sugli studenti eccellenti italiani, realizzato dall’Istituto Carlo Cattaneo su richiesta della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ad analizzare bene i dati, infatti, ci si rende conto che il 6% dei diplomati intervistati ha deciso di non proseguire gli studi pur avendo speso tempo e energie per otto anni con il massimo dei voti. E si scopre che fra quelli che si iscrivono c’e’ un 3-4% che abbandona pochi mesi dopo aver iniziato e un altro 3-4% che prevede di arrivare al massimo a conseguire una laurea di tre anni.

Ma chi sono gli studenti migliori d’Italia del 2007? Soprattutto donne, sei su quattro maschi. Provengono dai licei classici (20,8% degli intervistati) o scientifici (il 32,4%) o dai linguistici (7,3%) Uno su tre arriva dagli istituti tecnici mentre decisamente meno rappresentati appaiono gli istituti professionali (3,5%), artistici (2,3%) o gli ex magistrali (3,9%). Piu’ di quattro su dieci arrivano dal nord. Una grossa fetta di loro, insomma, che sale a 6 studenti eccellenti su dieci se si considera anche il centro. Meno rappresentati gli studenti meridionali (il 22%), un dato che si spiega non tanto con la minore bravura dei ragazzi del Sud quanto con l’indifferenza mostrata dalle scuole campane che in gran parte non hanno partecipato alla selezione. Il restante 11% di studenti eccellenti arriva dalle isole.

Molti dei ragazzi piu’ studiosi d’Italia
hanno famiglie benestanti alle spalle ma non la maggioranza. Due giovani su tre ha genitori non laureati, alcuni persino non diplomati e comunque appartenenti ai ceti medi e operai.

Sono ragazzi abbastanza soddisfatti
– visto che sono i piu’ bravi ma solo fino ad un certo punti: uno su dieci si pente delle scelte compiute a livello scolastico. E fra coloro che decidono di proseguire gli studi anche dopo il diploma uno su otto vorrebbe cambiare il percorso universitario. Uno su tre, pero’, ha le idee vaghe e ha scelto a quale facolta’ iscriversi soltanto dopo la maturita’ o, addirittura, dopo la pausa estiva. Se vi fosse un migliore orientamento alcuni di loro avrebbero tutti i requisiti per poter frequentare le universita’ a numero chiuso ma se la scelta viene effettuata tardi ci si preclude questa possibilita’, ricorda il professor Gasperoni.

Due su dieci dei diplomati piu’ bravi d’Italia
hanno scelto di diventare ingegneri o architetti. Il 16% di loro si e’ orientato verso le professioni di medico, dentista o farmacista. Meno interessanti sono apparsi ai loro occhi studi di carattere sociale, politico o giuridico.
Vorrebbero andare all’estero ma a rispondere un si’ convinto sono soprattutto le donne (28%), i maschi un po’ meno (il 21%). E comunque in totale solo 3 eccellenti su dieci vorrebbe studiare fuori dell’Italia.

Su una cosa pero’ hanno le idee molto chiare
gli studenti piu’ bravi del 2007. Quando hanno chiesto loro se da grandi volessero fare un lavoro vicino a quello dei loro genitori, nove su dieci hanno risposto un bel no.