Ci sono invece almeno tre argomenti, invece, a favore dell’abolizione delle lezioni il sabato. Il primo: gli studenti hanno già un orario di studi impegnativo. Allungarlo non serve a nulla, semmai bisogna garantire qualità dell’insegnamento e continuità dei docenti, che spesso cambiano scuola e sezione creando così molti disagi nella didattica. Insomma: più che aumentare le ore di lezione, è meglio aumentare la qualità degli studi. Al contrario, con il sabato e la domenica completamente liberi gli alunni hanno un vero weekend di due giorni, utile per riposare, fare sport, vedere amici e recuperare. Inoltre la settimana corta implica minori spostamenti da e per la scuola, mentre cinque giornate consecutive possono consentire di organizzare meglio le attività extrascolastiche, oggi molto sacrificate.
Secondo: costringendo gli alunni al weekend scolastico si crea un disagio ulteriore per le famiglie, e si sottrae tempo prezioso ai ragazzi per dedicarsi alle loro passioni, e persino, perché no, ai loro ozi. Inoltre il sabato è diventato, più della domenica, un giorno canonico per stare insieme, genitori e figli: perché cancellarlo con un colpo di spugna? Un disagio organizzativo lo avranno anche le scuole, sempre a corto di fondi, specie in questo momento, e non sarà facile permettersi questo sorta di “straordinario” per dare lezioni e insegnanti durante il fine settimana.
Infine, c’è una questione didattica. Tutte le statistiche dimostrano che gli studenti italiani hanno problemi di apprendimento, non certo legati alla quantità delle ore di lezione, ma piuttosto alla qualità dei corsi. Al contrario, c’è una scuola di pensiero, sempre più maggioritaria, che invita gli insegnanti a non sovraccaricare di compiti i ragazzi, ma piuttosto di lasciarli liberi anche di non fare nulla, e liberare la loro fantasia perfino attraverso la pausa della noia. Non a caso, la settimana corta è un modello nelle migliori scuole europee, quelle francesi e inglesi. Perché dobbiamo sempre fare i pierini e non proviamo mai a imitare i sistemi scolastici che funzionano davvero?
In teoria, la legge prevede che gli istituti possano organizzarsi autonomamente per quanto riguarda i calendari scolastici; ma in realtà la maggioranza opta per la settimana lunga, specie a livello di scuola dell’infanzia, primaria e medie.
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