I videogame aiutano l'occhio pigro «adulto» | Non Sprecare
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I videogame aiutano l’occhio pigro «adulto»

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Non siete piu’ dei bambini e dovete fare i conti con un occhio pigro? Forse potreste aiutare la vostra vista divertendovi con un videogioco. Per l’occhio pigro degli adulti, in termini medici ambliopia, scende in campo la videogame therapy. Uno studio condotto all’University of California, appena pubblicato sulla rivista PLos Biology, segnala, infatti, che gia’ dopo 40 ore di terapia con i videogiochi (due ore per volta per un periodo complessivo di un mese) c’e’ un miglioramento significativo dell’acutezza visiva e, in alcuni casi, della percezione della profondita’. L’ambliopia e’ una condizione caratterizzata da una riduzione della vista in un occhio particolarmente frequente nei bambini nei quali, se si interviene precocemente, puo’ essere trattata con successo con il bendaggio dell’occhio che vede meglio per stimolare quello in difetto.

L’ESPERIMENTO – Negli adulti invece sono poche le opzioni terapeutiche, cosa che ha spinto i ricercatori americani a provare la strada della videogame therapy. I dati preliminari ottenuti su 20 individui di eta’ compresa tra i 20 e 60 anni sono incoraggianti. In pratica ai partecipanti e’ stato chiesto di giocare a un videogioco d’azione in cui bisognava colpire un bersaglio o a un gioco il cui scopo era costruire oggetti, il tutto tenendo bendato l’occhio buono. In entrambi i casi e’ stato evidenziato un aumento del 30 per cento dell’acutezza visiva gia’ dopo 40 ore passate a giocare. In alcuni individui c’e’ stato anche un miglioramento della percezione della profondita’. La controprova che i benefici sono stati conseguenza del tempo passato a giocare e non del bendaggio, i ricercatori l’hanno ottenuta con un altro piccolo esperimento in cui hanno chiesto ad alcuni partecipanti di mettere un cerotto sull’occhio buono per 20 ore durante le normali attivita’ quotidiane, come guardare la televisione, leggere, navigare su internet. Ebbene in questo caso non vi sono stati miglioramenti, mentre quando questi stessi individui hanno poi fatto la videogame therapy hanno avuto dei benefici.

PLASTICIT – Sappiamo da tempo che qualsiasi attivita’ visiva impegnativa e protratta tende a migliorare l’acutezza anche negli occhi ambliopici di adulti. I nuovi dati quindi confermano che esiste una plasticita’ dell’apparato visivo anche in eta’ adulta – osserva Paolo Nucci, professore di malattie dell’apparato visivo all’Universita’ di Milano -. Qualche perplessita’ riguarda il miglioramento della percezione della profondita’ (stereoacutezza). In presenza di una binocularita’ alterata, e’ francamente difficile pensare che si ristabilisca una visione stereoscopica assente, mentre un miglioramento di una stereoacutezza gia’ presente ma difettosa e’ comune in chi si applica per lungo tempo a distanza ravvicinata. In realta’ lo studio non affronta un problema, ben piu’ complesso dal punto di vista clinico: quanto stabile e’ questo recupero? Le esperienze attuali segnalano che la plasticita’ del sistema visivo dell’adulto sebbene possa consentire un recupero visivo, comporta un analogo rischio di regressione dei buoni risultati ottenuti. Insomma giocare ai videogame potrebbe essere una strategia valida, ma non e’ chiaro quanto a lungo possano persistere i benefici.