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Frutta di stagione miele e poca carne ecco il cibo che salverà la Terra

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Mandarini contro la speculazione edilizia, legumi per fertilizzare i campi. Pesce povero e saline tradizionali Così il consumo dei prodotti locali aiuta a preservare l´ecosistema. È il tema del Terra Madre Day di Slow Food

  I mandarini contro la speculazione edilizia e il dissesto idrogeologico, come quelli di Ciaculli, in Sicilia. I formaggi d´alpeggio contro il degrado del territorio. Per preservare l´ecosistema dei boschi le razze autoctone, come la Podolica che pascola allo stato brado: in Basilicata ce ne sono 13mila capi. Il pesce povero: quello di San Benedetto del Tronto al posto delle varietà d´allevamento, la tellina del litorale romano che si raccoglie con un metodo artigianale. Più cereali delle produzioni agricole locali, legumi invece della carne perché fertilizzano i campi e consumano meno acqua. La bottarga di Orbetello e gli agrumi del Gargano presidiano l´ecosistema, come le saline tradizionali di Cervia in Emilia Romagna e quelle di Trapani. Se la melanzana di Rotonda difende il Parco Nazionale del Pollino, verdura e frutta di stagione e a km 0 conservano la biodiversità e sostengono i contadini, solo il 3 per cento della popolazione attiva del Paese. Mentre oggi la quasi totalità del fabbisogno alimentare è coperta da 30 specie e poche varietà, ecco come ciascuno può scegliere i cibi per salvare il Pianeta.
Se «mangiare è un atto agricolo» – come diceva il poeta contadino Wendell Berry – , oggi il Terra Madre Day, promosso da Slow Food e organizzato dalla rete locale di Slow Food e Terra Madre – ricorda con oltre 1000 eventi in 120 paesi cosa si può fare e come agire in tutta la filiera – dai produttori ai consumatori – per proteggere il territorio. Da noi la frutticoltura intensiva ha fatto sparire tante varietà, altre sono minacciate. Della mela Calvilla ne sopravvivono 6 di 50 originarie, delle 115 varietà di pere ne sono rimaste 17. Tornare a mangiarle significa preservare la biodiversità. I cereali per combattere l´inquinamento del terreno: il mais Ottofile e altre varietà locali meno produttive ma più resistenti alle malattie, non richiedono l´uso della chimica. Il miele, artigianale e di alta montagna, è un cibo-sentinella dell´ambiente, e i formaggi d´alpeggio difendono la pastorizia nei parchi e la transumanza. Oltre ai prodotti servono le buone pratiche. Mangiare e comprare meno per contenere gli sprechi, rispettare la stagionalità e cucinare riscoprendo le ricette della tradizione: sono alcune. Si difende l´ambiente con la spesa: «Acquistando dai produttori, partecipando ai gruppi d´acquisto, frequentando i Mercati della Terra, puntando sull´educazione sul cibo attraverso i 320 orti scolastici», suggerisce Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia. Modalità di acquisto in crescita: sono 700 i gruppi che comprano dai produttori iscritti alla rete nazionale dei Gas (gruppi di acquisto solidale); i Mercati della Terra, dove i produttori locali presentano prodotti di qualità e garantiscono metodi di produzione sostenibili sono arrivati a 11, sono anche a Bologna e Milano e il prossimo anno saranno il doppio. Nuovi modelli di acquisto in cantiere: «Introdurremo – continua Burdese – le community supported agricolture sul modello Usa, comunità in cui i consumatori diventano soci dell´agricoltore, ne condividono il rischio della produzione con un investimento all´inizio dell´anno e intervengono direttamente sulla scelta del raccolto». http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&rnd=1291969748985&cid=&ref=http%3A//repubblica.extra.kataweb.it/edicola/repubblica/Edizione_Giornaliera/mappe/NZ_NZ_101210_E_46.html&sr=sr1280x800:cd24:lgit:jen:cky:tz1:ctna:hpna