Farmaci che funzionano contro il coronavirus | Non sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Coronavirus, i farmaci più usati. Antivirali e antinfiammatori. Con una speranza…

Una terapia standard ancora non esiste e ci vorrà tempo per metterla in campo. Ma ci sono diverse cure che funzionano. E medicinali efficaci. Spesso arrivano proprio dalla Cina

Non è esatto, e rischia di produrre ingiustificate reazioni di sconforto, dire che non esistono cure contro il coronavirus. Il punto è un altro. In termini scientifici, la medicina riconosce l’efficacia di un trattamento in base al confronto con ciò che viene considerata la terapia standard. Il famoso protocollo da seguire poi in modo quasi automatico.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, i farmaci efficaci si stanno cercando in Italia

FARMACI CHE FUNZIONANO CONTRO IL CORONAVIRUS

Nel caso del coronavirus siamo di fronte a un agente di nuovo riscontro, con scarse esperienze e poche osservazioni rispetto all’obiettivo di arrivare a una terapia standard: da qui la mancanza di trattamenti certi e condivisi per ogni categoria di pazienti. E da qui anche la massima cautela dei medici e degli scienziati, con un appello alla responsabilità di tutti, su possibili scoperte di trattamenti risolutivi. Arriveranno, questo è sicuro, come abbiamo visto diversi anni fa in occasione delle terapie per l’Aids, ma servono studi che richiedono un ampio numero di casi prima di essere validati.

FARMACI EFFICACI CONTRO IL CORONAVIRUS

Intanto la macchina per la cura del coronavirus non può certo rallentare, ma anzi ha bisogno di rafforzare il suo motore attraverso la sperimentazione sul campo di terapie che funzionano e danno risultati incoraggianti. Con l’uso di medicinali mirati. Due indicazioni, terapie e medicinali, che, in parte, arrivano dalla Cina, ovvero il paese dal quale è partita la lunga marcia del Covid-19. Ma vediamo da vicino quali sono i medicinali più utili e più promettenti, in questa fase, per curare il coronavirus.

Gli antivirali. Le opzioni sono diverse, e vengono impiegati anche cocktail di farmaci di questo genere con l’obiettivo di ridurre la quantità di virus presente nelle secrezioni respiratorie.  I farmaci più usati sono a base di Ritonavir e Lopinavir: bloccano la replicazione del virus nelle cellule e contengono le molecole messe a punto negli ultimi vent’anni contro l’infezione di Hiv, l’Aids. I primi a utilizzare prodotti a base di queste sostanze sono stati proprio i cinesi.

Medicinali anti Ebola e anti Sars. Siamo sempre nella famiglia degli antivirali e siamo sempre con i cinesi che hanno fatto da apripista per sperimentare sul campo questo tipo di terapie. Un farmaco studiato per Sars e Ebola, il Remdesivir, ha dato buoni risultati: purtroppo le consegne sono molto complicate considerando l’altissimo fabbisogno e la concentrazione della produzione tra Cina e India.

Effetto clorochina. Da molti anni la clorochina si usa contro la malaria, e anche contro il coronavirus si sta comportando con discreta efficacia. La sua azione è la seguente: fa aumentare il ph della cellula e ostacola la fusione tra il virus e la cellula. La clorochina ha un precedente che gioca a suo favore: è stata utilizzata, con successo, all’epoca della Sars. E non ci sono preoccupazioni importanti su possibili effetti collaterali, sempre che, ovviamente, il suo uso non sia troppo prolungato e non duri oltre i sei mesi di tempo.  Tra l’altro la clorochina presenta l’enorme vantaggio di costare poco: una confezione da 30 compresse rivestite si paga 3,59 euro ed è l’antimalarico più diffuso nel mondo.

Farmaci contro l’artrite. Anche questa speranza arriva dalla Cina, poi è stata ben sviluppata e coltivata all’Istituto dei tumori Pascale di Napoli, e adesso è adottata in tutta Italia. Il nome è Tocilizumab che, come ripetono con molta forza i medici del Pascale, non è un antivirale e dunque non può sostituire terapie ispirate a questa famiglia di farmaci. Si tratta piuttosto di un medicinale antinfiammatorio, ottimo contro l’artrite e anche contro l’artrite reumatoide, che si usa anche per contenere gli effetti collaterali di alcuni trattamenti oncologici (da qui la sua iniziale sperimentazione in un Istituto come il Pascale). In Cina il Tocilizumab è stato inserito nelle linee guida contro il coronavirus, anche per un risultato straordinario che sembra garantire. Ferma la polmonite ed evita il ricovero in terapia intensiva. D’altra parte l’infiammazione è il comune denominatore di artrite e Covid-19: il corpo, per difendersi dal virus, può produrre sostanze che infiammano i polmoni. Teniamo anche presente che il Tocilizumab ha costi molto elevati, da 211 a 1.482 euro a confezione.  

IL NOSTRO SPECIALE SUL CORONAVIRUS:

Shares