Etichette per riciclare - Non sprecare
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Rifiuti, sulle etichette le indicazioni per smaltirli e riciclarli in modo corretto

Una proposta semplice, che potrebbe evitare a monte l’errore di un rifiuto nel posto sbagliato. Intanto il 63 per cento delle persone sono confuse per i colori della differenziata, che cambiano nelle diverse zone. E il 52 per cento non sa come riciclare un cellulare…

ETICHETTE PER RICICLARE –

Avete presente che cosa significa mettere un rifiuto al posto sbagliato? Ovvero, fare la differenziata, ma in modo sbagliato, magari anche solo per un singolo scarto? Uno spreco enorme, anzi un triplo spreco.

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SIMBOLI RICICLAGGIO SUI PRODOTTI –

Un rifiuto nel posto sbagliato, infatti, significa che al momento di riciclare e recuperare l’immondizia, senza abbandonarla indistintamente nelle solite discariche, bisogna ricominciare daccapo. Con un aumento dei costi di smaltimento e di recupero che poi incidono sulle tasse pagate dai cittadini: primo spreco. In qualche caso il rifiuto messo nel posto sbagliato rende impossibile il recupero degli scarti: secondo spreco. In terzo luogo, ci sono casi di danni ambientali, come quando un piccolo rifiuto elettronico finisce nel secchio dell’umido.

Raccontiamo lo spreco, vediamo la soluzione. Sicuramente gli italiani stanno migliorando molto, almeno loro, nel senso civico che dovrebbe avere reso chiara a tutti la centralità della raccolta differenziata. Senza questo primo passo saremo sempre sommersi dalla spazzatura, inquineremo città e luoghi pubblici e pagheremo tasse sui rifiuti stratosferiche, come già avviene proprio nelle città più sporche d’Italia, come per esempio Roma e Milano.

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Ma, nonostante la buona volontà, gli errori sulla collocazione dei rifiuti spesso nascono semplicemente dalla scarsa conoscenza del luogo dove vanno messi. E non basta la solita campagna d’informazione “ognuno per sé Dio per tutti” che fanno gli 8mila comuni in ordine sparso, qualche società di gestione del servizio, o singole associazioni.

SIMBOLI DEL RICICLO SULLE CONFEZIONI –

In un paese dove il senso civico è più alto del nostro, parlo dell’Inghilterra, una recente ricerca sul campo a proposito di raccolta differenziata e conoscenze dei cittadini ha dato risultato sorprendenti. Pensate: il 63 per cento si dichiara confuso per i colori diversi della differenziata applicati dalle diverse amministrazioni locali. Il 56 per cento non sa che una pellicola di plastica è riciclabile e il 52 per cento non ha alcuna idea su come si possa riciclare un cellulare, che al contrario è ricchissimo di materiali preziosi, compreso l’oro. Al contrario, quasi l’80 per cento degli intervistati vuole aumentare la quantità di immondizia da riciclare.

Come si esce da questo tunnel di scarsa conoscenza, alimentata anche dal caos delle diverse politiche comunali e locali? Il Guardian ha lanciato una proposta che condivido alla lettera: indicare sulle etichette dei prodotti, magari con una semplice icona o con due parole due, dove vanno smaltiti. Elementare Watson, direi. E per giunta una soluzione a costo zero, che implica  solo una buona collaborazione tra produttori, consumatori, amministrazioni pubbliche e cittadini. Nell’interesse di tutti. Già perché aumentare il materiale da riciclare, innanzitutto attraverso un corretto deposito iniziale, significa ridurre i costi del servizio e quindi le tasse sui rifiuti e diminuire il materiale di scarto negli impianti di riciclo. Vi sembra poco?

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