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Come evolverà nei prossimi mesi il coronavirus. La lezione che arriva dai coronavirus del passato

Il 30 per cento dei raffreddori, in tutto il mondo, sono causati da quattro coronavirus. Uno di questi uccise un milione di persone alla fine dell’Ottocento. Il mutamento è una parte naturale del ciclo vitale del virus

Come sta evolvendo il coronavirus? Quale sarà la sua traiettoria? Oggi è più o meno potente rispetto al momento della sua comparsa? Sono domande importanti, alle quali i virologi, con le loro ricerche, stanno cercando di dare risposte complete e attendibili. Anche perché dalle risposte che riceveremo riusciremo ad avere informazioni importanti su ciò che ci aspetta per il futuro.

COME EVOLVERÀ IL CORONAVIRUS

Due cose sono già chiare. La prima: il mutamento è una parte naturale del ciclo vitale di un virus. Alla fine dell’Ottocento una pandemia, chiamata «influenza russa» in quanto nasceva nell’Asia centrale, causò circa un milione di morti. Fu causata da un virus che venne isolato cinquant’anni dopo e nel frattempo provocava un comune raffreddore. Seconda premessa: il SARS-CoV-2 che abbiamo visto all’opera nei giorni più caldi dell’infezione ha perso una parte della sua mortale potenza. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, fotografa così questa traiettoria: «Prima arrivavano negli ospedali 80 persone, tutte con gravi difficoltà respiratorie; adesso ne arrivo 10 e 8 possono andare a casa senza problemi».

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EVOLUZIONE DEI CORONAVIRUS

Al momento, ci sono quattro coronavirus responsabili di un quarto dei raffreddori di tutto il mondo, compreso quello colpevole della strage di fine Ottocento. Non è un mistero che per diversi decenni i virologi hanno accantonato studi sui coronavirus considerandoli poco rilevanti e si sono concentrati su altri virus ritenuti più importanti e più pericolosi.

SARS

Le cose sono cambiate in modo radicale quando, nel 2002, fece la sua comparsa un virus che infettando esseri umani, e non solo capi di bestiame, provocò un’epidemia di sindrome respiratoria acuta grave, la famosa Sars. Questo virus colpì le popolazioni di 26 paesi, si ammalarono 8mila persone e una su dieci morì. Non fu una strage ma un campanello d’allarme, che convinse i ricercatori a mettersi finalmente a studiare l’evoluzione e il percorso di un coronavirus così letale. Con questi studi si scoprì, per esempio, che l’epidemia di Sars era scoppiata quando il virus dei pipistrelli era passato agli zibetti e poi agli esseri umani.

MERS

Un altro coronavirus misterioso e letale esplose, e siamo nel 2012, prima in Arabia Saudita e da qui in tutto il Medioriente, tanto da essere classificato come sindrome respiratoria mediorientale (Mers). Anche in questo caso, il virus prima di infettare gli esseri umani era passato dai pipistrelli ai camelidi.

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IL CORONAVIRUS SPARIRÀ?

Nel mettere insieme i tasselli del puzzle dell’evoluzione dei quattro coronavirus del raffreddore, i ricercatori hanno messo a fuoco alcune cose importanti. Si tratta di virus che colpiscono a turno, come se fossero coordinati da una misteriosa regia. E salgono e scendono come la marea. Infettano, si riproducono a milioni e si diffondano: ma il nostro sistema immunitario li uccide entro cinque giorni. Il tempo massimo di un raffreddore. D’altra parte è anche interesse del coronavirus, se vuole restare tra gli uomini nel tempo, diventare più mite e quindi più debole. Il Sars-CoV- 2 seguirà lo stesso percorso? Le premesse ci sono e siamo autorizzate a nutrire buone speranze che ciò avvenga. Ricordandoci bene di un particolare, a proposito di percorso dei coronavirus e del Sars-CoV-1, cugino più anziano del Sars-CoV-2. Comparve nel 2002 ma dopo nove mesi, nell’estate del 2003, era già scomparso.

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