Coronavirus come andremo al mare | Non sprecare
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Coronavirus, al mare andremo distanziati. E senza paura: il virus in acqua muore

Un indice di affollamento da rispettare. Anche per ombrelloni e lettini. Sabbia disinfettata. Mascherine per i bagnini. Ecco come andremo al mare

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Il problema non è se potremo andare al mare, ma semmai come ci andremo. Ovvero: con quali modalità e precauzioni e, innanzitutto, con quali regole in materia di distanziamento, di indice di affollamento e di protezioni igienico-sanitarie.

CORONAVIRUS COME ANDREMO AL MARE

Non c’è alcun motivo per fare ipotesi catastrofiche sia per le famiglie che per l’economia italiana: ricordiamo, infatti, che un terzo delle presenze turistiche nel nostro paese è concentrato proprio nelle località marine. Dove lavorano oltre 30mila aziende. E possiamo tranquillamente rispedire al mittente, con una pernacchia, la profezia di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea,  che con superficiale disinvoltura ha avvertito così tutti i cittadini europei: «Non fate piani per le vacanze». Semplicemente perché non ci saranno. Si tratta di una fake news: le vacanze, se Dio vuole, ci saranno, anche se saranno a chilometro zero, ovvero concentrate in Italia. E anzi, è bene organizzarsi al più presto in quanto all’appello delle prenotazioni mancheranno qualcosa come una ventina di milioni di stranieri, ma in compenso ci saranno molti più italiani.

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ESTATE 2020

Piuttosto, andremo al mare in modo abbastanza diverso dal solito. Con nuove regole, alcune precauzioni, e qualche misura di carattere sanitario: tutto per non sprecare i sacrifici fatti durante la quarantena, evitare brutte sorprese e goderci il nostro periodo di ferie. Ma vediamo quali saranno i cambiamenti più importanti che abbiamo raccolto ascoltando le categorie interessate e gli esperti.

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Servirà una prenotazione. Questa regola vale specialmente per gli stabilimenti più affollati, dove l’accesso dovrà essere scaglionato. Più o meno è quanto stiamo facendo entrando nei supermercati e quanto avverrà con la riapertura di bar e ristoranti. Bisogna evitare in ogni modo assembramenti, anche al mare.

Igienizzanti ovunque. Non solo nelle toilette, ma anche per tenere puliti i tavoli, la zona delle docce e ovunque ci sia contatto tra le persone. In ogni caso è sempre opportuno, una volta entrati nello stabilimento, andare a lavarsi bene le mani.

La distanza tra lettini e ombrelloni. Dai tre ai cinque metri. Saranno gli esperti a stabilire una cifra unica per tutto il territorio nazionale. I cosiddetti “capanni”, ovvero ombrelloni più grandi, saranno disponibili solo per nuclei familiari. Ma per non più di 4 persone. L’ipotesi più probabile è una distanza di cinque metri tra ciascuna fila di ombrelloni e di due metri tra un lettino e l’altro.

La possibilità dei box. Alcune aziende, come la modenese “Nuova Neon 2”, stanno proponendo ai titolari di stabilimenti balneari la possibilità di utilizzare box trasparenti, quadrati, di 4,5 metri per ogni lato. All’interno del box, ci sarà lo spazio necessario per ombrellone e lettini, con una sola porta di accesso.  Un ordine sarà tassativo: solo i bagnini potranno spostare ombrelloni e lettini.

Useremo le mascherine? Sarebbe un incubo e non avrebbe molto senso. Stiamo parlando comunque di spazi aperti, molto ampi, dove le possibilità che il virus riesca a infettare, se si rispettano le distanze di sicurezza, sono praticamente pari a zero. Piuttosto, saranno i bagnini a indossare le mascherine di protezione per svolgere la loro attività in sicurezza.

In acqua stiamo al sicuro.  Il bagno non avrà alcuna limitazione: il coronavirus non sopravvive in acqua. E auguriamoci che abbiano ragione gli esperti (la maggioranza) sostenitori della tesi scientifica in base alla quale gli attacchi del coronavirus con le temperature estive andranno scomparendo. Non è un virus che regge il caldo.

Aree gioco e ristoranti. Le prime saranno chiuse, a meno che non si trovi un meccanismo di totale sicurezza per poterle utilizzare, anche solo in modo parziale. Per i secondi ci saranno le regole da applicare per tutti i ristoranti.

Sabbia pulita. Tra le prescrizioni che avranno i titolari degli stabilimenti ci sarà anche un obbligo relativo alla sabbia. Andrà disinfettata, e non solo pulita raccogliendo cicche e rifiuti, con molta regolarità.

Con questi cambiamenti potremo tutti goderci il nostro mare e le nostre spiagge in sicurezza. Ricordandoci che gli stabilimenti balneari sono nati in Italia, nel 1781 (il primo si chiamava Bagni Baretti e si trovava a Livorno), su sollecitazione dei medici. Volevano spazi attrezzati, al mare, per curare, specie i bambini, dopo una quarantena.  

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