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Meglio prevenire che smaltire: contribuire a ridurre i rifiuti creando nuove opportunità

Sindaci, amministratori locali, associazioni del territorio attorno ad un tavolo per capire come dimiminuire e possibiliente azzerare i rifiuti: partendo dall'innovativa esperienza del negozio Solimarket di Acqui Terme, un convegno per dimostrare come esempi concreti di un nuovo modello economico e sociale esistano e siano esportabili.

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Come diminuire i rifiuti e creare opportunità di lavoro? Partendo dall’innovativa esperienza del negozio Solimarket di Acqui Terme, una tavola rotonda per condividere le esperienze di riduzione e riutilizzo di ciò che erroneamente viene considerato “rifiuto” e imparare, scambiandosi esperienze, come raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero” in piccoli e grandi comuni. Il convegno si terrà sabato 10 maggio ore 9.30 sala conferenze del Movicentro, Acqui Terme.

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COME FUNZIONA. Solimarket, l’innovativa esperienza di riuso, riciclo e modello di convivenza sociale di Acqui Terme, da cui è partito il tutto, è pensato come un vero e proprio esercizio commerciale in cui le persone possano acquistare a prezzi popolari indumenti, mobili, elettrodomestici, stoviglie, computer, libri usati. Le persone in grave situazione di difficoltà economica possono usufruire di appositi buoni d’acquisto (derivanti da una percentuale del valore dei beni donati al Solimarket) forniti degli enti ed associazioni assistenziali. Tutti i frequentatori sono considerati come clienti e non destinatari di aiuto: questa modalità favorisceil rimescolamento sociale sulla base non solo delle possibilità economiche dei clienti, ma anche delle loro scelte come consumatori attenti al riuso e al riciclo. Il negozio fa da tramite tra chi vuole donare qualcosa di cui non ha più bisogno e chi ha delle necessità, organizzando e agevolando l’incontro e dando garanzie di trasparenza, e all’occorrenza può prestarsi anche come spazio per conferenze sui temi del dono e del riciclo e per laboratori di autoproduzione e di recupero di saperi quasi dimenticati, come le riparazioni sartoriali e la piccola manutenzione.

“Solimarket funziona perchè dietro questo progetto c’è la proposta di un modello che coinvolge in prima persona il cittadino – spiega Paolo Stocchi della cooperativa Impressioni grafiche, responsabile del progetto – le persone sono felici di lasciarci gli oggetti che non utilizzano più perchè sentono che tramite il nostro negozio i loro beni vengono valorizzati: non finiscono in un’anonima discarica, ma vengono venduti ad una persona che ne ha realmente bisogno e se ne prenderà cura. Gli oggetti che un tempo a loro sono stati cari vengono restituiti alle fasce deboli del territorio, iniziando un circolo virtuoso”.

DIRETTIVE EUROPEE SUI RIFIUTI. L’esperienza innovativa della realtà di Solimarket è perfettamente in linea con i nuovi compiti che l’Europa richiede: nella Direttiva Europea 2088/98/CE, sottoscritta da tutti gli stati membri, sul trattamento dei rifiuti in fatto di prevenzione , si legge al punto 2 delle considerazioni iniziali “la decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 luglio 2002, che istituisce il Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, sollecita l’estensione o la revisione della normativa sui rifiuti, in particolare al fine di chiarire la distinzione tra ciò che è rifiuto e ciò che non lo è, e lo sviluppo di misure in materia di prevenzione”.

UN CONVEGNO PER METTERE LE ESPERIENZE A SISTEMA. Dall’esperienza maturata con Solimarket è nata l’esigenza di organizzare il convegno “Meglio prevenire che smaltire”, che raccoglie attorno ad una tavola rotonda attori del territorio dell’alessandrino ed esempi virtuosi di altre parti d’Italia, per confrontarsi e trovare insieme nuovi modelli di recupero e trasformazione non solo dei rifiuti ma anche dei rapporti sociali.

Il programma del convegno “Meglio prevenire che smaltire”

Sabato 10 maggio ore 9.30 sala conferenze del Movicentro, Acqui Terme

Presentazione del progetto “Solimarket”, il mercatino del riuso, del riciclo e della solidarietà. Un progetto integrato a servizio della cittadinanza
a cura di Paolo Stocchi, Cooperativa Sociale Impressioni Grafiche onlus

Il ruolo delle amministrazioni nella prevenzione e nel riutilizzo contro la logica del rifiuti
a cura di Giorgio Del Ghingaro – Comune di Capannori
La cittadina di Capannori, piccolo comune toscano in provincia di Lucca, sale agli onori della cronaca grazie ad un suo cittadino, il maestro elementare Rossano Ercolini. Quando viene a conoscenza dei piani per la costruzione di un inceneritore a pochi chilometri dalla sua scuola,decide di intervenire in prima persona: fonda l’associazione «Ambiente e Futuro», per informare la comunità dei rischi ambientali dell’incenerimento e di proporre strategie alternative per la gestione dei rifiuti. Seguono anni di battaglie, ma alla fine le sue ragioni hanno la meglio e nel 2007 il comune di Capannori è il primo in Italia a adottare la strategia Rifiuti Zero, Nell’aprile del 2013 Rossano Ercolini riceve il Goldman Environmental Prize e viene invitato alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

GUARDA IL VIDEO Rossano Ercolini, premiato da Obama

Il territorio verso Rifiuti Zero
Andrea Laiolo – sindaco del comune di Vinchio

Rifiuti Zero è una strategia che si propone di riprogettare la vita ciclica delle risorse in modo tale da riutilizzare tutti i prodotti, facendo tendere la quantità di rifiuti da conferire in discarica allo zero, contrapponendosi alle pratiche che prevedono necessariamente un processo di incenerimento o discarica.

Rifiuti ingombranti. Un bilancio tra costi e benefici
Dott.ssa Rosangela Novaro, servizio ecologia comune di Acqui Terme
Massimo Bernardi, vicepresidente Econet

Presentazione del progetto “Non buttarli. Donali: il territorio si organizza”
Gianfranco Baldi – sindaco comune Cassine e vicepresidente Unione Collinare Alto Monferrato Acquese

Partendo dall’esperienza acquisita da Solimarket, Il progetto “Non buttarli! Donali” prevede l’individuazione di aree chiuse, distribuite sui principali comuni dell’acquese, in cui attivare la raccolta di beni da destinare al riuso. In questo modo sarà possibile evitare lo smaltimento di grandi quantità di scarti allungando la vita (attraverso la vendita) di “rifiuti” conferiti ma ancora utilizzabili. Al contempo si pensa di attivare un centro per la riparazione ed il riutilizzo dei beni recuperabili: tutto questo permetterà di unire ai vantaggi ambientali un’utilità sociale ed economica nonché una buona pratica per la socializzazione dei buoni comportamenti.