Bring the food, l'app per Non Sprecare cibo | Non Sprecare
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Bring the food, l’app per Non Sprecare cibo

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Quanto cibo sprechiamo nei ristoranti e nei supermacati? Davvero troppo. Un aiuto può arrivare da una utilissima applicazione per il cellulare. Per Non Sprecare cibo ecco "Bring the food", un’app tutta italiana che serve a ridistribuire il cibo in eccesso dei ristoranti e dei supermercati.

La notizia che riportiamo è stata pubblicata da Wired.it a firma di Federico Guerrini. In un periodo in cui è di moda parlare di sprechi, fra tagli alla spesa e spending review, andrebbe posta forse maggiore attenzione a un fenomeno particolare, quello degli sprechi alimentari. Secondo uno studio della Commissione Europea dello scorso novembre, la produzione annuale di rifiuti alimentari, ovvero di cibo superfluo, nei 27 Stati membri è di circa 89 milioni di tonnellate, ossia 179 chilogrammi a testa.

Tutto questo, stando a cifre fornite dalla Fao, mentre 925 milioni di persone nel mondo sono a rischio di denutrizione, e con la prospettiva di un aumento da 7 a 9 miliardi della popolazione mondiale che richiederà un incremento minimo del 70% della produzione alimentare entro il 2050. La mossa più logica, prima di produrre più cibo, sarebbe quella di sprecarne di meno, considerando anche che il problema delle eccedenze ha risvolti non solo etici, economici, sociali, nutrizionali ma pure sanitari e ambientali, dal momento che le enormi quantità di alimenti non consumati contribuiscono fortemente al riscaldamento globale e che i rifiuti alimentari producono metano, gas a effetto serra 21 volte più potente del biossido di carbonio.

Anche gli italiani hanno la loro parte di responsabilità. Nel Bel Paese, secondo la ricerca Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità, svolta dal Politecnico di Milano assieme a Nielsen, la quantità di cibo ancora commestibile prodotto in eccedenza e poi sprecato è pari al 17 per cento del consumo annuo. Che fare? Soluzioni semplici non ce ne sono, anche perché non è tanto colpa dei consumatori quanto del sistema economico in cui viviamo: il 55% degli sprechi è opera dei produttori e dagli altri attori della filiera.

La tecnologia però può dare una mano, migliorando gli imballaggi, ottimizzando la produzione e incoraggiando comportamenti virtuosi, come intende fare l’applicazione Bring the Food, messa a punto dai ricercatori della fondazione Bruno Kessler di Trento, che permette a gestori di ristoranti, servizi di catering e supermercati di segnalare le eccedenze di cibo che possono mettere a disposizione delle organizzazioni umanitarie. Queste ultime, sempre grazie all’applicazione, possono a loro volta prenotare in tempo reale il cibo in surplus. A ogni prenotazione è assegnato un codice, che l’incaricato della Ong deve mostrare all’esercente per poter ritirare gli avanzi. “L’applicazione – spiega Aaron Ciaghi, ricercatore della Fondazione Kessler – è nata come soluzione a un problema presentato a RHoK #3 Trento (prima edizione italiana della hackathon Random Hacks of Kindness) nel giugno del 2011. Il nostro gruppo di ricerca Ict for Good ha scelto di sviluppare un’applicazione mobile per facilitare la comunicazione tra donatori e organizzazioni caritatevoli e al suo interno si è formato il gruppo di sviluppo composto da me (project management, mobile app design), Komminist Weldemariam (sviluppo lato server), Birhanu Eshete (sviluppo lato server e security) e Pietro Molini (sviluppo app nativa per Android)”. L’applicazione è attiva ed è utilizzabile da chiunque si registri al sito Bring the food, previa approvazione da parte del team. La versione attualmente disponibile si rivolge a tutti i dispositivi mobili e funziona come applicazione web all’interno del browser di tablet basati su Android, iOS o RIM.

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