Foodbusters - Non Sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Foodbusters: da Ancona arrivano i supereroi del recupero del cibo

1822 pasti recuperati dagli acchiappacibo durante matrimoni, banchetti, feste di laurea o di compleanno per servire mense sociali, enti di solidarietà, ricoveri e case famiglia. Salvati dalla pattumiera per diventare valore e risorsa

Con 65 chilogrammi di cibo sprecato pro capite l’Italia si piazza in 13esima posizione nella classifica Europea dello spreco di cibo, secondo dati del Food Sustainability Index. Per fortuna, però, i progetti anti-spreco alimentare continuano a fiorire in ogni parte della penisola: non cambieranno il mondo, ma almeno ci provano.

LEGGI ANCHE: Lista della spesa e cucina degli avanzi: ecco come combattere lo spreco di cibo

FOODBUSTERS

Questo, d’altronde, è il claim del progetto Foodbusters, associazione onlus di recupero di cibo con sede nelle Marche, una delle prime esperienze in Italia a trasformarsi in realtà organizzata e capillarmente attiva su tutto il territorio della regione. Un gruppo di donne e uomini che si dedica in prima persona al valore del recupero e del non-spreco, portando avanti una lotta quotidiana per salvare e recuperare le eccedenze alimentari. Creando intorno al cibo non solo un indotto di solidarietà, ma un vero e proprio circolo virtuoso: ciò che può sembrare un rifiuto, l’alimento da gettare o invenduto, può diventare una risorsa che sfama,  un’occasione di socialità e una forte impronta etica.

Il progetto nasce ad Ancona nel 2016, dall’idea di Diego Ciarloni e sua moglie Simona Paolella, i quali, insieme ad un amico, Marcello Santalucia, decidono di dichiarare guerra allo spreco di cibo. Dei supereroi del recupero di cibo, le cui missioni si orientano soprattutto al cibo che viene buttato durante gli eventi: dai matrimoni ai meeting aziendali, dai compleanni alle feste di laurea. Panini, sandwich, tramezzini, pizzette, cibo caldo e pronto, un peccato lasciarlo finire nella pattumiera. E, in effetti, le cifre dello spreco di cibo destinato ai rinfreschi e ai momenti conviviali sono da capogiro: chili e chili di pietanze che, se messe tutte insieme, permetterebbero di sfamare 18milioni di persone.

PER APPROFONDIRE: Food Pride: a Torino, fattorini in bicicletta per salvare il cibo della pattumiera

RECUPERO ECCEDENZE ALIMENTARI EVENTI

Nascono i Foodbusters, gli acchiappacibo, giocando in modo divertente sul celebre film degli Acchiappafantasmi. Ad essere accalappiati, però, non sono ectoplasmi, ma 1822 pasti, che vengono salvati dal bidone dell’umido e trasportati,  con le opportune regole igenico sanitarie,  ad enti caritatevoli, case famiglia e 32 mense sociali, nel giro di poche ore.

Il cibo che viene recuperato dagli acchiappacibo proviene da tre filiere diverse: ristoranti, hotel e supermercati, più tutti gli eventi privati che possono ottenere una collaborazione con Foodbusters per il recupero del cibo non utilizzato, diventando un evento equo-solidale a prova di spreco. Un famoso portale che si occupa di organizzazione di matrimoni e cerimonie li ha addirittura segnalati come partner del recupero, per dare la possibilita a chiunque lo desideri di ottenere il loro servizio anti-spreco.

Punto di forza dei Foodbusters è l’organizzazione: precisa, puntuale e capillare. Ogni evento a cui partecipano da salvacibo, infatti, viene tracciato on line in tempo reale, dal momento dal recupero degli alimenti fino alla consegna del cibo all’ente di solidarietà più vicino o appositamente indicato.

La onlus, che ha iniziato la sua attività di recupero cibo nel 2017, in soli 3 anni è riuscita a quadruplicare la presenza sul territorio, arrivando anche in Sicilia, in Umbria, in Emilia Romagna e in Abruzzo, mappando e censendo con precisione le mense sociali o gli enti che sono interessati a partecipare al progetto. Aumentando, al contempo, la sensibilità sociale verso il problema dello spreco di cibo, in un circolo virtuoso che, per restare in tema, si autoalimenta.

(Immagine in evidenza tratta dalla pagina Facebook di Foodbusters Onlus)

PROGETTI DI RECUPERO DEL CIBO:

Shares