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La psicologa che insegna agli studenti l’autostima per prepararli alla vita

Un progetto elaborato all’interno della facoltà di psicologia dell’università Cattolica di Milano è stato avviato dalla dottoressa Chiara Grecchi nella Quinta B della scuola primaria di Cornate d’Adda. L’obiettivo è potenziare l'autostima, l’autoefficacia e un orientamento positivo al futuro degli studenti

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AUTOSTIMA A SCUOLA –

Armare gli studenti alla battaglia della vita. È questo l’obiettivo di Chiara Grecchi che da qualche mese ha il compito fornire un’istruzione “speciale” a 22 piccoli alunni della Quinta B della scuola primaria di Cornate d’Adda, in provincia di Monza e Brianza. I bimbi di nove e dieci anni della sua classe sono stati scelti per un progetto pilota, unico in Italia, al fine di potenziare la loro autostima, l’autoefficacia e un orientamento positivo al futuro.

 

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SCUOLA ELEMENTARE CORNATE D’ADDA –

Il progetto è stato elaborato all’interno della facoltà di psicologia dell’università Cattolica di Milano e non a caso Chiara Grecchi è laureata proprio in questa disciplina. L’obiettivo del progetto è rintracciare i momenti della vita in cui tutti noi perdiamo un po’ della nostra autostima e della fiducia nel futuro, per poter intervenire attivamente. Secondo la psicologa i momenti durante la crescita in cui questo accade sono due: il primo è nell’età di passaggio dalla scuola primaria alla secondaria, l’altro dalla secondaria di primo grado alle superiori. Partendo da questo assunto ha trovato un modo per far risentire il meno di questo calo i ragazzi, per farne degli adulti più consapevoli delle loro capacità.

CORSO AUTOSTIMA SCUOLA –

Per riuscirci fa eseguire ai ragazzi degli esercizi apparentemente molto semplici come, ad esempio, farli disporre su tre file indiane, bendati tranne l’ultimo che deve condurre il “bruco” sino a destinazione da un punto all’altro della classe. Si tratta di un’attività che, portata a termine, rafforza l’autoefficacia. Oppure fa costruire a ciascun alunno la valigia del “cosa so fare” e il baule del “cosa mi manca”, per poter lavorare sull’uno e sull’altro aspetto delle competenze. Questi corsi, sperano gli ideatori del progetto pilota, aiuteranno i ragazzi nell’orientamento negli studi, ma soprattutto nella vita. L’obiettivo, infatti, è dargli gli strumenti adeguati per affrontare le loro piccole e grandi sfide di ogni giorno senza farsi prendere da insicurezze e angosce. Situazioni che spesso i genitori non sanno gestire nel modo ottimale.

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