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Allarme farmaci fai da te: un italiano su quattro li compra senza consultare il medico

L’autoprescrizione è diventata uno stile di consumo, specie tra i giovani. Molto pericoloso. E fonte di nuovi sprechi. I farmacisti chiudono un occhio e vendono spesso medicinali senza prescrizione. I "bugiardini", inoltre, sono spesso incomprensibili e con unità di misura contraddittorie.

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ABUSO DI FARMACI IN ITALIA –

Una povera mamma, di fronte a un’otite della figlia ha avuto l’idea (sbagliata) di chiedere un antibiotico al farmacista. A sua volta, il farmacista ha pensato bene (sbagliando), come se fosse un medico, di prescrivere un antibiotico con dosaggi molto alti. A quel punto la mamma, spaventata dall’indicazione eccessiva, ha chiuso il cerchio, telefonando al medico che (ancora uno sbaglio) ha risolto il caso al telefono dicendo di abbassare la dose.

È una storia vera, non un’invenzione giornalistica: una delle tantissime storie vere che in Italia si consumano, sommando sbagli, sprechi e piccoli o grandi speculazioni, attorno al tema dell’abuso di farmaci. E in particolare di antibiotici che, ricordiamolo, a forza di usarli in modo improprio diventano del tutto inefficaci.

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LEGGI ANCHE: Come si usano gli antibiotici, le 10 regole per non sprecarli e per renderli efficaci

ABUSO DI FARMACI SENZA PRESCRIZIONE MEDICA –

Questa storia è anche un paradigma di quali e quante connessioni sbagliate bisogna spezzare per rompere la catena dello spreco dei farmaci, che incide in modo pesante sul portafoglio delle famiglie, sulla spesa pubblica (il costo del Servizio sanitario nazionale) e innanzitutto sulla salute delle persone, a partire dai bambini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo per evocare un numero, prevede 10 milioni di decessi, entro il 2050, a causa della resistenza agli antibiotici.

PER APPROFONDIRE: Come smaltire i farmaci scaduti e non sprecare quelli che non servono più

COME LEGGERE IL FOGLIETTO ILLUSTRATIVO DEI MEDICINALI –

Per non sprecare farmaci, il cui consumo in Italia non a caso è aumentato del 60 per cento da Duemila ad oggi, bisogna in primo luogo finirla con le prescrizioni fai-da-te. È incredibile come ancora oggi il 40 per cento delle persone tra i 25 e i 34 anni, gente matura, possano prendere medicine e antibiotici senza passare per un medico. In secondo luogo i “bugiardini” dei medicinali devono essere resi tutti, e non solo alcuni, più chiari e leggibili: non si può pensare che un consumatore debba avere un paio di lauree, Farmacia e Matematica, per capire qualcosa in questi testi indecifrabili. Terzo: per semplificare, come suggerisce l’Istituto Mario Negri di Milano, bisogna creare tabelle comprensibili che indichino con precisione la quantità di farmaco proporzionato al peso del paziente. E possibilmente siano coerenti e ancora una volta comprensibili: gli stessi farmacisti sottolineano la confusione per le unità di misura dei medicinali, talvolta espresse in mg (milligrammi) e altre volte in ml (millitri). Ci vuole davvero tanto per uniformare le somministrazioni ed evitare una pericolosa confusione?

FARMACI E SPECULAZIONI, CHE COSA DOVETE SAPERE:

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