Polifarmacia: come ridurre il consumo di farmaci

Polifarmacia: un terzo degli anziani consuma più di cinque medicinali al giorno. Come possiamo diminuire l'abuso di medicinali e aumentare la prevenzione?

abuso di farmaci in italia

POLIFARMACIA

La polifarmacia, ovvero l’eccessiva assunzione di farmaci, con relativi sprechi, è un problema comune ai paesi del mondo occidentale, ma in Italia assume proporzioni davvero inquietanti. Nel nostro Paese il 30 per cento degli anziani tra i 75 e gli 85 anni prende regolarmente cinque o più medicine al giorno; l’11 per cento assume dieci o più farmaci.Così anche in Italia si inizia a parlare di deprescrizione, che significa, seguendo il percorso terapeutico del paziente, valutare una graduale diminuzione delle medicinale. Senza compromettere i risultati della cura, ma semmai rafforzandola, in quanto i farmaci sprecati per una eccessiva assunzione rischiano di produrre l’effetto contrario.

Lo spreco dei medicinali nasce dalla combinazione di più fattori: li dovremo, acquistandoli anche quando non servono; siamo diventati maestri delle auto-prescrizioni, sbagliamo i dosaggi. O con dosi troppo basse o con il sovradosaggio: due modi per rendere inutile l’uso del medicinale.

SPESA FARMACEUTICA IN ITALIA

La spesa farmaceutica, dominata dalle leggi del mercato e in assenza di un’informazione trasparente, continua a crescere. Spinta dall’aumento delle prescrizioni. Nel 2022 è arrivata a 23,5 miliardi di euro, e nei primi nove mesi del 2023 è già aumentata del 5 per cento. I farmaci, che gli italiani acquistano come le caramelle dal tabaccaio, valgono il 18 per cento del bilancio totale del Servizio sanitario nazionale.

ABUSO FARMACI

Una povera mamma, di fronte a un’otite della figlia ha avuto l’idea (sbagliata) di chiedere un antibiotico al farmacista. A sua volta, il farmacista ha pensato bene (sbagliando), come se fosse un medico, di prescrivere un antibiotico con dosaggi molto alti. A quel punto la mamma, spaventata dall’indicazione eccessiva, ha chiuso il cerchio, telefonando al medico che (ancora uno sbaglio) ha risolto il caso al telefono dicendo di abbassare la dose.

È una storia vera, non un’invenzione giornalistica: una delle tantissime storie vere che in Italia si consumano, sommando sbagli, sprechi e piccoli o grandi speculazioni, attorno al tema dell’abuso di farmaci. E in particolare di antibiotici che, ricordiamolo, a forza di usarli in modo improprio diventano del tutto inefficaci.

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LEGGI ANCHE: Come si usano gli antibiotici, le 10 regole per non sprecarli e per renderli efficaci

FARMACI E ANZIANI

I più grandi consumatori di medicinali sono gli anziani: quasi il 70 per cento della spesa farmaceutica nazionale riguarda uomini e donne di età superiore ai 65 anni. Il dato solo in parte è giustificato dal fatto che con l’avanzare dell’età alcune malattie diventano croniche. C’è un grande spreco dietro questo enorme consumo dei medicinali da parte degli anziani, alimentato anche da medici poco scrupolosi e dalla rinuncia alla prevenzione, alle semplici e banali buone abitudini con le quali una malattia cronica potrebbe essere almeno stabilizzata, senza ricorrere ai farmaci. Nessuna ricerca scientifica dimostra che 15 medicinali (sono molti gli anziani che prendono questa dose giornaliera, secondo uno studio “Reposi”) siano più efficaci di 10, mentre sicuramente aumentano in modo esponenziale gli effetti collaterali. Infine, a 80 anni è difficile che un farmaco per una malattia cronica possa essere davvero d’aiuto al paziente.

ACQUISTO FARMACI SENZA PRESCRIZIONE MEDICA

Questa storia è anche un paradigma di quali e quante connessioni sbagliate bisogna spezzare per rompere la catena dello spreco dei farmaci, che incide in modo pesante sul portafoglio delle famiglie, sulla spesa pubblica (il costo del Servizio sanitario nazionale) e innanzitutto sulla salute delle persone, a partire dai bambini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo per evocare un numero, prevede 10 milioni di decessi, entro il 2050, a causa della resistenza agli antibiotici.

COME RIDURRE IL CONSUMO DEI FARMACI

Ci sono molte strade da percorrere per ridurre gli acquisti di farmaci, che oggi non sono più considerati come medicinali epr curarsi, ma generi di consumo in senso largo. Ecco alcuni esempi di cose che si possono fare, anche sulla base delle indicazioni del professore Silvio Garattini che su questa materia è il numero 1 in Italia:
  1. Razionalizzare le prescrizioni e prevedere il farmaco quando è necessario
  2. Rivedere il prontuario dei medicinali rimborsabili, dove attualmente il 70 per cento dei farmaci erogati dal Servizio sanitario nazionale sono copie di altri medicinali o sono persino inutili.
  3. Aumentare la prevenzione
  4. Impedire l’uso di farmaci che interagiscono
  5. Unificare le cartelle cliniche

PER APPROFONDIRE: Come smaltire i farmaci scaduti e non sprecare quelli che non servono più

COME LEGGERE IL BUGIARDINO DEI MEDICINALI

Per non sprecare farmaci, il cui consumo in Italia non a caso è aumentato del 60 per cento da Duemila ad oggi, bisogna in primo luogo finirla con le prescrizioni fai-da-te. È incredibile come ancora oggi il 40 per cento delle persone tra i 25 e i 34 anni, gente matura, possano prendere medicine e antibiotici senza passare per un medico. In secondo luogo i “bugiardini” dei medicinali devono essere resi tutti, e non solo alcuni, più chiari e leggibili: non si può pensare che un consumatore debba avere un paio di lauree, Farmacia e Matematica, per capire qualcosa in questi testi indecifrabili. Terzo: per semplificare, come suggerisce l’Istituto Mario Negri di Milano, bisogna creare tabelle comprensibili che indichino con precisione la quantità di farmaco proporzionato al peso del paziente. E possibilmente siano coerenti e ancora una volta comprensibili: gli stessi farmacisti sottolineano la confusione per le unità di misura dei medicinali, talvolta espresse in mg (milligrammi) e altre volte in ml (millitri). Ci vuole davvero tanto per uniformare le somministrazioni ed evitare una pericolosa confusione?

COME SI PRENDONO LE MEDICINE

Per prendere le medicine nel modo corretto ed efficace, una volta che il medico abbia dato le sue indicazioni teraputiche, ci sono due cose da rispettare, come se fossimo dei soldatini più che dei pazienti. Il dosaggio stabilito, e gli orari della somministrazione. Se la dose del medicinale è troppo bassa, allora il farmaco non ha efficacia e diventa inutile. Se è troppo alta, probabilmente arrivano anche gli effetti indesiderati. Due errori, due rischi, due sprechi. Se consideriamo che il 54 per cento degli errori del dosaggio avvengono nel momento della somministrazione, allora diventa chiaro come la colpa di questo spreco sia nostra, non del medico o del farmacista. Come conferma un’altra statistica: il 6 per cento dei ricoveri in ospedale sono correlati agli errori commessi con l’uso dei farmaci e con il relativo dosaggio.

DOSAGGIO DEI MEDICINALI

Per rispettare il dosaggio dei medicinali, ricordatevi alcune cose importanti:
  • Chiarite bene con il medico tempi, quantità e modalità della somministrazione. Non siate vaghi e non fate troppo affidamento sulla ricetta, spesso illeggibile
  • Se c’è qualcosa che volete modificare, per esempio considerate le pillole troppo grandi, chiedete al medico l’autorizzazione a modificare la formulazione della sua terapia
  • La terapia dura il tempo indicato dal medico. Non si ferma né prima né dopo, a meno che non sia lui a deciderlo
  • Scrivete in un posto ben evidenziato, magari sulla scatola del medicinale, il dosaggio e l’orario della somministrazione
  • Conservate in modo corretto i medicinali
  • Non raddoppiate la dose successiva se ne saltate una per una banale dimenticanza
  • Informatevi, sempre con il medico, se ci sono controindicazioni tra la medicina prescritta, con il suo dosaggio, ed eventuali cibi o bevande

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