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Una chiazza di 320 chilometri

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La macchia di petrolio nel Golfo del Messico si estende per un raggio di 200 miglia, 320 chilometri. Una chiazza nera e tossica che aleggia intorno alla falla in fondo al mare da dove fuoriesce il greggio. A misurarla e’ stato il comandante della guardia costiera americana, l’ammiraglio Thad Allen.

La Bp intanto continua i suoi tentativi 1 di pulizia e Tony Hayward, il numero uno della British Petroleum ha dichiarato questa mattina che “l’imbuto” riesce a recuperare circa 10 mila barili di petrolio al giorno. L’ha definita “una gran parte” del greggio che fuoriesce dal pozzo nel Golfo. “Mentre parliamo, l’imbuto raccoglie circa 1.600.000 litri di petrolio”, ha dichiarato Hayward alla Bbc, precisando che si tratta “probabilmente della gran parte” del petrolio che esce dal pozzo.

Si tratterebbe di circa meta’ della perdita che il responsabile ha quantificato il 12-19 mila barili al giorno. Per la Bp dunque il recupero del petrolio va meglio del previsto. Se qualcuno avesse mai previsto un meglio. “Al momento – ha detto il dirigente – e’ difficile quantificare, ma ci attendiamo che si arrivi a recuperare la maggior parte del petrolio”.

Nell’intervista il leader del gruppo petrolifero ha detto che la Bp fermera’ la perdita e ripulira’ tutto ripristinando le condizioni ambientali precedenti 2. Il danno ammonta a trentuno miliardi di dollari, circa 25,8 miliardi di euro. Piu’ o meno quanto la manovra correttiva di Giulio Tremonti. Tanto costa il disastro ambientale nel Golfo del Messico. A dirlo sono gli analisti di Credit Suisse, i cui dati sono stati pubblicati oggi in prima pagina dal Washington Post.

Fino a oggi il prezzo delle operazioni di pulitura e di copertura del pozzo, si sono aggirate intorno ai 990 milioni di dollari, con una media giornaliera che varia tra i 14 e i 30 milioni di dollari. Ma questa cifra non e’ nulla in confronto alla montagna di soldi che si dovranno spendere in futuro: secondo questo studio, per terminare le operazioni di pulitura del Golfo, tra mare e coste, serviranno tra gli 11 e i 17 miliardi. A questi vanno aggiunti i circa 14 miliardi che saranno necessari per risarcire i danni enormi che la marea nera sta gia’ causando all’industria della pesca e del turismo.

Il presidente Barack Obama ha promesso ieri di mobilitare “tutte le risorse” della sua amministrazione per far fronte alla piu’ grave tragedia ambientale mai subita dagli Stati Uniti, e la Bp ha aggiunto che non sfuggira’ alle sue responsabilita’ e procedera’ nel pagare risarcimenti alle vittime della marea “per tutto il tempo che sara’ necessario”. “Penso che la reazione delle persone sia stata assolutamente comprensibile per l’enormita’ di quanto e’ accaduto. Io stesso – ha detto Hayward – sono arrabbiato e frustrato”.