Re-born Shoes Masolini | Non sprecare
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Re-born Shoes, le scarpe realizzate grazie al riciclo di vecchie vele, ombrelloni, jeans e lettini

Un progetto di economia circolare promosso dall’azienda Masolini che produce scarpe dal 1949. Obiettivo: contribuire alla svolta sostenibile portata avanti nel campo della moda

Il fondatore dell’azienda, Valentino Masolini, ci aveva pensato già negli anni Trenta. E nella piccola Gonars, in provincia di Udine, aveva messo in piedi al sua attività di calzolaio tutta ispirata al riciclo, al riuso e al riutilizzo. Le tre r alla base dell’economia circolare. Valentino recuperava le vecchie divise dei soldati, ormai dismesse, e i copertoni delle biciclette fuori uso. E con questa materia prima fece la sua linea di scarpe, già all’epoca molto vendute all’estero. Austria, Belgio, Germania, Olanda e Ungheria. Da calzolaio, con i suoi figli, Valentino divenne imprenditore, ma durante tutto questo percorso di crescita l’impronta della sostenibilità e dell’economia circolare non è mai andata sfumando. Anzi. È entrata a far parte del dna dell’azienda, come dimostra una delle principali fonti di approvvigionamento della ditta.

RE BORN SHOES

Vele usate, pneumatici, ombrelloni, jeans, lettini da spiaggia usati, asciugamani e rimanenze di fabbrica: tutto può essere riutilizzato per dare vita a nuovi capi e accessori tra cui le scarpe. Pezzi unici e originali come quelle prodotte dall’azienda Masolini, ditta italiana che produce scarpe dal 1949, attraverso il progetto Re-Born Shoes lanciato durante il mese di ottobre 2019. Obiettivo: contribuire alla svolta sostenibile portata avanti nel campo della moda.

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MODA SOSTENIBILE SCARPE

Il mondo della moda necessita di cambiare direzione. Sono da attribuire al settore della moda il 10 per cento delle emissioni di anidride carbonica e il 20 per cento dello spreco globale di acqua, a cui sono da aggiungere tutte le ulteriori emissioni dovute agli spostamenti aerei e navali. Ma non solo, a ciò si aggiunge il fatto che le coltivazioni di cotone sono spesso condotte mediante l’utilizzo di insetticidi e pesticidi.

La società fortemente consumista entro cui siamo inseriti ci porta continuamente a cambiare il nostro armadio. Secondo le Nazioni Unite l’85 per cento dei vestiti prodotti finisce in discarica e solo l’1 per cento viene riciclato. Inoltre, bisogna considerare che rispetto al 2000 il consumatore medio acquista il 60 per cento di abiti in più. Più in generale, gli effetti della società consumistica, entro cui ci troviamo, e dello sfruttamento eccessivo delle risorse sono sconvolgenti: cambiamenti climatici, disboscamento, surriscaldamento e inquinamento globale, solo per citarne alcuni. Dirigersi verso uno stile di vita più sostenibile significa cambiare a partire dalla nostra quotidianità. Partendo dalle cose che indossiamo, come le nostre scarpe, possiamo dare un grande contributo all’ambiente.

RE BORN SHOES MASOLINI

Riciclare diviene fondamentale. É necessario passare da un’idea di linearità dell’economia, all’idea di circolarità dell’economia o economia circolare, in cui gli scarti sono l’input per una nuova produzione. In questo modo le risorse che non hanno più un impiego possono essere utilizzate per la creazione e la realizzazione di nuovi oggetti, come delle scarpe per esempio.

Una nuova consapevolezza ambientale da parte di produttori e acquirenti, unita ad una conoscenza più approfondita delle caratteristiche dei beni che decidiamo di acquistare (come e dove sono prodotti, con quali materiali, in quali condizioni e con quali mezzi); queste informazioni saranno alla base di una scelta etica che avrà ricadute positive non solo sull’economia ma anche sulla nostra qualità della vita e sul nostro ambiente.

Il progetto Terra Di Tutti è candidato al Premio Non Sprecare 2020. Per candidare i vostri progetti, seguite le istruzioni fornite qui. 

PREMIO NON SPRECARE EDIZIONE 2020:

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