Pelle fatta con l'ananas - Non Sprecare
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Piñatex: la pelle fatta con l’ananas. Ecologica, etica, sostenibile e poco costosa

Ispirato a una camicia tradizionale delle filippine intessuta con le foglie dell'ananas, è un materiale resistente e flessibile che si candida a diventare il principale sostituto etico e green della pelle. Costa poco e recupera lo scarto. Tanto che persino Hugo Boss l'ha scelto per le sue sneaker vegan

Essere alla moda pensando all’ambiente si può. La ricerca della sostenibilità dei materiali e dei modi di produzione dell’industria tessile e del design è questione di stretta attualità, in polemica con gli sprechi e l’irresponsabilità della cosiddetta moda fast dei grandi marchi.

Se i tessuti e le fibre tessili con cui si producono i vestiti che indossiamo tutti i giorni sono già sotto i riflettori, pensiamo a Primark e al suo codice etico con cui garantisce l’utilizzo di cotone organico, o a H&M e la linea che predilige lino e tessuti che provengono da fonti sostenibili, non vi sono sostanziali cambi di passo per quanto riguarda il pellame o i materiali degli accessori.

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PELLE FATTA CON L’ANANAS

La pelle è uno dei materiali con i maggiori interrogativi sulla sostenibilità, che si intrecciano ad ulteriori domande circa l’etica del suo utilizzo. A tutte queste perplessità ha provato a rispondere la designer spagnola Carmen Hijosa, che ha dedicato gli ultimi 5 anni a pensare, sviluppare e brevettare il sostituto perfetto della pelle, che potesse essere usato per fabbricare scarpe, borse e cinture. Senza problematiche etiche e di sostenibilità.

La pelle ecologica della spagnola Hijosa deriva da un frutto, in particolare dalle sue foglie: le lunghe foglie dure dell’ananas, infatti, sono perfette per creare un materiale che, senza tessitura, si presta a diventare il perfetto sostituto della pelle. Senza alcuno spreco di frutto edibile, partendo dallo scarto per arrivare a una fibra ecologica e biodegradabile che può addirittura fungere da concime al momento del suo smaltimento.

pelle fatta con l'ananas

PELLE CHE VIENE DALL’ANANAS

Piñatex, questo è il nome del brevetto, nasce concretamente dopo un viaggio della stessa designer nelle filippine, e una visita alle concerie della zona: lì, infatti, la tessitura delle foglie di ananas, che non mancano di certo, è già una realtà utilizzata nell’artigianato locale, con cui si fanno cappelli e borse, ma la punta di diamante è il barong talong, una camicia tipica che è intessuta con le foglie dell’ananas. Tornata al quartier generale, la Hijosa ha deciso di collaborare con artigiani e produttori locali, brevettando questa fibra che è assolutamente a basso impatto ambientale. Per un metro quadro di Piñatex ci vogliono circa 460 foglie, che è materiale di scarto per le grandi imprese di produzione ed esportazione di ananas, proprio quelli che arrivano sulle nostre tavole. Ciò la rende economica e permette il recupero di una materia prima che non manca e che viene gettata. Secondo Hijosa, che ha studiato la situazione nel dettaglio, gli scarti dei 10 Paesi produttori top di ananas potrebbero sostituire il 50 per cento della pelle in produzione nel mondo.

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PELLE RICAVATA DALL’ANANAS

Difficilmente i brevetti dei nuovi materiali riescono ad essere anche economici, ma non è il caso di Piñatex. Ulteriore suo punto di forza è proprio il prezzo, che lo ha subito posto all’attenzione di marchi come Camper, Puma e Hugo Boss che proprio con questo materiale resistente e flessibile, proprio come la pelle, ha creato la sua linea di sneakers vegan friendly.

PIÑATEX

Proprio il suo basso costo (circa 23 euro al metro quadro contro i 25-38 euro del pellame), fa sì che la pelle ecologica, da non confondersi con l’ecopelle, troverà sempre più spazio all’interno delle aziende, non solo di moda. L’imprenditrice e designer spagnola, infatti, si sta cimentando, insieme ad aziende partner, nella realizzazione di accessori per smartphone, sedili per auto ed elementi d’arredo.

(Immagine in evidenza e a corredo del testo tratte dalla pagina Facebook di Piñatex)

MODA SOSTENIBILE:

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