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Referendum, adesso avanti tutta con le rinnovabili meno inquinanti

Nell’energia pulita abbiamo un bel premiato mondiale. Non sprechiamolo. Oggi il 43 per cento delle nostre forniture arriva dalle rinnovabili, nel 2007 l'84 per cento proveniva da combustibili fossili. Questa è la strada, con piccoli impianti e senza speculazioni.

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PRODUZIONE DI ENERGIE RINNOVABILI IN ITALIA –

Adesso che si è chiusa la pagina del referendum del 17 aprile, uno strumento purtroppo sempre più logorato, possiamo dirlo a voce alta: bisogna andare avanti tutta con le rinnovabili. Siamo già a un buon livello, con il 43 per cento dell’energia prodotta in Italia che arriva da idroelettrico, fotovoltaico, eolico e geotermico. È il doppio della Germania, quasi tre volta il livello della Francia. Un buon primato, ma anche un punto di partenza, se, come ha promesso il premier Matteo Renzi, l’obiettivo è di arrivare al 50 per cento entro il 2018, cioè alla fine dell’attuale legislatura.

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DATI ENERGIA RINNOVABILE IN ITALIA –

La strada è ancora lunga, e non sempre in discesa. Sappiamo che non ci libereremo dal petrolio, che per il 90 per cento importiamo, nel breve termine, e non possiamo contare eccessivamente sul gas che pure importiamo a caro prezzo per l’88 per cento del fabbisogno nazionale. E sappiamo anche che la scommessa sulle rinnovabili, per il momento vinta, è costata molto, visto che il conto lo paghiamo, e lo pagheremo a lungo, sulle nostre bollette. Ma quando si tratta di un investimento da sistema Paese, che modifica in modo strutturale la politica energetica, è anche giusto che ci sia un prezzo di avviamento.

L’importante è continuare a incentivare impianti di piccole dimensioni nelle rinnovabili, da consumi domestici e condominiali. E tagliare le gambe alle speculazioni finanziarie che in passato hanno dominato in questo settore. Se vogliamo ridurre al minimo le forniture di petrolio, e possiamo farlo, bisogna puntare a una diffusione di massa degli impianti di rinnovabili. Teniamo presente che ancora nel 2007, meno di dieci anni fa, l’energia in Italia era fornita per l’84 per cento dai combustibili fossili. Abbiamo dimezzato questa percentuale: dunque possiamo fare meglio.

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