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Energia, come cambia la rete di distribuzione. Intanto il 50 per cento dei consumi coperti dalle rinnovabili

Più attenzione alle comunità locali, più sicurezza e più qualità del servizio. I risultati del progetto «Puglia Active Network»

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Resilienza, flessibilità e integrazione. Sono queste le parole chiave di una fase decisiva per la transizione energetica, durante la quale, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, il cambiamento del sistema prosegue a ritmi incalzanti. L’emergenza coronavirus ha reso tutti più consapevoli del ruolo fondamentale della rete di distribuzione nell’assicurare un servizio essenziale, sul territorio e alle comunità locali e la pandemia non ha fermato la transizione energetica, ma anzi ha accelerato alcune tendenze connesse ad essa.

E-DISTRIBUZIONE

I numeri confermano questo indirizzo. A fronte di una riduzione della domanda energetica, dovuta anche all’effetto lockdown, il 50 per cento di consumo di energia elettrica è stato coperto da fonti rinnovabili. E l’Europa è in prima fila in questo percorso: una posizione strategica, considerando che, da oggi al 2050, si attende una crescita del 62 per cento della domanda globale di energia elettrica.

In questo contesto, il ruolo dei principali interlocutori del sistema energetico sta cambiando, passando dal tradizionale modello lineare a uno distribuito. Il flusso elettrico non è più esclusivamente dalle centrali di grande potenza ai clienti finali. I DSO (Distribution System Operator), gestori della rete di distribuzione, diventano catalizzatori che interagiscono con una molteplicità di attori. Dalle comunità energetiche locali, ai sistemi di stoccaggio, agli aggregatori.

PUGLIA ACTIVE NETWORK

Per lo sviluppo della rete, e per gestirla nel modo più efficace in termini di sicurezza e di qualità del servizio, E-Distribuzione ha fissato delle linee strategiche, con tre obiettivi, coerenti con le scelte di politica energetica dell’Unione Europea e con l’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 dell’Onu.

In particolare, gli obiettivi sono i seguenti:

  • Contribuire allo sviluppo delle comunità, sia urbane sia rurali, implementando tecnologie all’avanguardia
  • Favorire l’innovazione a beneficio dei clienti e degli utenti
  • Mitigare gli effetti del cambiamento climatico, rinforzando la rete e integrando le energie rinnovabili

Un esempio virtuoso di questo percorso, una vera best practice, è il progetto «Puglia Active Network», iniziato nel 2014 con il co-finanziamento della Commissione Europea. Il piano ha consentito di implementare reti intelligenti e flessibili che raccolgono l’energia prodotta da impianti di energia rinnovabile e ne garantiscono l’immissione in rete ottimizzando la distribuzione dei carichi. L’innovazione e la tecnologia, in pratica, hanno consentito di mettere il consumatore al centro dell’ecosistema realizzato in Puglia.

NETWORK DIGITAL TWIN

Ma il PAN è solo il primo passo. Il successivo è il «Network Digital Twin», già riconosciuto dal World Economic Forum come una delle principali innovazioni, in campo energetico, degli ultimi dieci anni.

Alla base di questo meccanismo ci sarà un’autentica rivoluzione digitale. Il «Network Digital Twin» sarà una sorta di “gemello virtuale”, una replica sempre aggiornata della rete fisica. E ciò consentirà di implementare la “manutenzione predittiva”, monitorando la rete e anticipando eventuali criticità. Tutto grazie alle più innovative tecnologie come Intelligenza Artificiale, Realtà Aumentata e Virtuale, con cui la popolazione di E-Distribuzione potrà interagire.

MASTER NEL CAMPO DELLE SMART GRIDS

Intanto, a proposito di rete digitale, il Politecnico di Milano, in collaborazione con il gruppo Enel, ha lanciato il primo Master di secondo livello internazionale dedicato alla formazione di esperti nel campo delle Smart Grids. Il Master si rivolge a neolaureati e ha l’obiettivo di formare professionisti altamente qualificati per la gestione delle reti digitali, laddove le Smart Grids costituiscono l’infrastruttura digitale del sistema energetico.

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