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Le mille vite di uno pneumatico

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Da ragazzo ero molto incuriosito dai falò dei pneumatici. Un’abitudine molto napoletana, che illuminava le strade di notte e le donne che lavoravano sui marciapiedi: le gomme bruciate riscaldano come il fuoco di un camino acceso e fanno compagnia. Ma all’epoca non sapevo che quel fuoco è tossico, mentre il riciclo di un semplice pneumatico si traduce in sempre maggiori opportunità, anche grazie ai progressi della ricerca.

Per avere un’idea delle potenzialità di una gomma usata, ben smaltita, basta dare uno sguardo al sito del consorzio Ecopneus che raccoglie le più importanti aziende produttrici del settore, dalla Pirelli alla Bridgestone. Il bacino potenziale di questo riciclo è enorme: in Italia, infatti, si contano ogni anno 380mila tonnellate di pneumatici da smaltire e 37 tipologie di prodotti da creare. In prima fila, nell’elenco, ci sono gli usi possibili nell’edilizia pubblica, in particolare per asfaltare le strade. Da uno pneumatico riciclato è possibile ricavare polverini di gomma che rendono il manto stradale più sicuro, più resistente agli sbalzi di temperatura in estate e in inverno e più elastico. La strada migliora, grazie al potere calorifico dei pneumatici e al fatto che contengono gomma naturale e cellulosa e dunque riducono le emissioni di C02 per le opere in asfalto.

In secondo luogo le gomme delle auto possono essere utilizzate per realizzare campi sportivi in erba sintetica, piste di atletica, parcheggi per biciclette. Anche in questo caso la resistenza e la flessibilità della gomma da strada ne fanno un ottimo materiale da riciclare per la costruzione di impianti, come anche è possibile ricavare pezzi di arredi urbani, dagli spartitraffico ai divisori di corsie. Infine, l’energia. I pneumatici riciclati sono ideali per la produzione di energia, sostituendo combustibili fossili, in tre tipologie di aziende: cementifici, impianti di produzione di calce e centrali termoelettriche. Anche qui l’effetto è doppio: un ottimo rendimento in termini di produzione di calore e una fortissima diminuzione delle emissioni inquinanti.

La ricerca, come dicevo, sta facendo passi da gigante. Le ultime notizie arrivano dal Fraunhofer Institute, dove i ricercatori tedeschi sono riusciti a sviluppare dalle gomme usate un materiale che può essere utilizzato in diversi prodotti, comprese le scarpe da ginnastica. Si tratta di plastica di altissima qualità, resistente e duttile. Al punto che c’è già la fila di aziende che richiedono i protocolli messi a punto dai tedeschi. La prima richiesta è arrivata dalla Nike, che sta pensando a una linea di scarpe ricavate dai pneumatici altrimenti destinate alle discariche. Ricerca, tecnologia, nuovi prodotti: non sprecare mette insieme cose utili per una nuova crescita economica.