Inquinamento rende infelici | Non sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

L’inquinamento rende tristi e infelici. In Cina lo sanno bene e provano a correre ai ripari. Ma dalle parti nostre qualcuno lo ha davvero capito? (foto)

Una ricerca congiunta di una delle migliori università americane (MIT) e dell’università di Pechino parla chiaro: più smog significa meno gioia di vivere. Meno produttività. E più rabbia. In Cina si sta reagendo, in America si arretra

Condivisioni

INQUINAMENTO RENDE INFELICI

L’inquinamento deprime. Rende tristi e infelici, e fa esplodere la rabbia che abbiamo dentro. Diventiamo così malati e insopportabili. Non è la prima volta che la ricerca scientifica, quella vera e non la lavatrice delle bufale su clima e ambiente, alias fake news a rischio altissimo di probabilità di sprecare così la nostra salute negando l’evidenza, certifica alcuni, pesanti effetti collaterali dell’inquinamento. Specie quello urbano, alimentato dalle micidiali Pm10, ovvero il particolato, particelle microscopiche che vanno giù, dritte come delle spade, verso i polmoni. Polvere, fumo, e quindi veleni per il nostro corpo, che arrivano nei corpi degli abitanti delle città, in primo luogo, da due fonti essenziali: le auto, e in generale i mezzi di locomozione privati e pubblici, che circolano a benzina; gli impianti di riscaldamento e raffreddamento delle nostre abitazioni, in particolare quelli obsoleti sul piano dell’efficienza energetica, e alimentati perfino con il carbone. Dunque: l’inquinamento atmosferico è diffuso a piene mani da due killer, auto sbagliate e impianti sbagliati, che insieme valgono un unico, gigantesco spreco per l’uomo. Anche della vita.

LEGGI ANCHE: Lo smog ci uccide, ma Basta Poco per fermarlo. Scoprilo in questo libro

INQUINAMENTO PEGGIORA L’UMORE

Dicevamo degli studi autorevoli che certificano come lo smog non sia solo l’apripista del tumore (in genere ai polmoni, e non solo), ma peggiora l’umore, la produttività, i nostri comportamenti quotidiani e i nostri stili di vita. Uno di questi studi, tra i più recenti, è a doppia firma: dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), tempio americano della ricerca e della formazione ai massimi livelli del globo, e degli esperti messi in campo dall’università di Pechino.

Una bella e anche singolare collaborazione accademica. Anche piuttosto originale e di buon auspicio, considerando il livello di scontro, non solo commerciale, che ogni giorno rischia di fare saltare in aria i rapporti tra la Cina e gli Stati Uniti. Con problemi che poi arrivano, come un uragano, nelle nostre case.

PER APPROFONDIRE: Inquinamento alle stelle a Pechino. E ora la Cina investe 360 miliardi sulle rinnovabili

INQUINAMENTO RENDE TRISTI

I cinesi hanno un motivo molto specifico e particolare per approfondire ai più alti livelli della scienza i danni dell’inquinamento: sanno che rischiano di autodistruggersi con questa bomba atomica che si portano dietro, alla stregua di un virus endemico, da quando hanno iniziato la lunga e irrefrenabile cavalcata del turbo-capitalismo made in China, un misto di liberismo spinto in economia e comunismo rigido in politica. Il loro noto, e ancora funzionante (a differenza di quello occidentale), modello di sviluppo. Inoltre i cinesi sono colti, a differenza di quanto pensano gli ignoranti, presenti in tutto il mondo, Est e Ovest, Oriente e Occidente, Nord e Sud; la loro cultura è solida e millenaria, risale a un impero antichissimo che in passato ha dato diverse lezioni e scoperte all’umanità. E grazie a questa atavica cultura sanno bene che oggi, non domani, devono cambiare registro in materia di inquinamento. Non possono andare avanti con i cieli di Pechino e di Shanghai che si oscurano per lo smog (anche se qualche volta le autorità locali ritoccano le foto-cartolina di queste città per ridurre la paura dei cittadini), non possono continuare a contare 1,1 milioni di morti premature l’anno per smog (qui la fonte scientifica è l’Università di Hong Kong), e tantomeno, loro, i cinesi sempre più ricchi, che sono così interessati al portafoglio e al denaro, non possono contabilizzare perdite economiche da inquinamento, ogni anno, per 38 miliardi di dollari. Devono reagire.

Lo stanno facendo, aiutati dal regime comunista che decide punto e a capo, senza troppi dibattiti in Parlamento, e nei partiti, che in Cina si riducono a una sola formazione, il partito-Stato comunista. Ecco perché le autorità cinesi studiano il fenomeno e i danni dell’inquinamento, non lo negano a priori, e lo combattono con la potenza di fuoco di investimenti pubblici e privati. Un esempio? La Cina sta spendendo cifre spaventose, insostenibili per noi nanetti europei con le casse statali spesso impoverite dagli sprechi della spesa pubblica, nelle nuove fonti energetiche, quelle “pulite”, ed è già oggi il paese al mondo dove si vendono più auto elettriche.

PER SAPERNE DI PIÙ: Le migliori auto elettriche sul mercato (foto). Avanzano i nuovi modelli, e scendono i prezzi

INQUINAMENTO E SALUTE

La ricerca MIT-Pechino altro non fa che dire ai cinesi-cittadini, ma anche a tutti noi abitanti nel mondo: attenzione, abbiamo capito che l’inquinamento, a partire dalla sua dimensione atmosferica e urbana, ci peggiora come uomini e donne. Avvelena la nostra vita. Ne riduce le prospettive di durata e la qualità. Ha un impatto devastante in tutti gli ambiti della vita individuale, sociale ed economica, per non parlare del rischio di una reazione di malcontento popolare non certo gradita a chi ha in mano il potere politico. Un messaggio chiaro e forte, come gli interventi anti-inquinamento decisi dalle varie autorità del paese che facendo il contrario dell’America, il suo rivale numero uno nella corsa alla potenza planetaria, dove con la presidenza di Donald Trump l’inquinamento è cancellato dall’agenda dei problemi nazionali e perfino favorito, per esempio con gli aiuti a imprese e attività altamente inquinanti. Il messaggio cinese dovrebbe indurre gli utili idioti, anche loro come gli ignoranti sono sparsi in tutto il globo, che ancora si trastullano con il negazionismo climatico e con il negazionismo ambientale, a riflettere sulle loro assurde e interessate prevenzioni contro la lotta all’inquinamento del pianeta. Negando la realtà, l’evidenza, e mettendo sotto i piedi fragili del mappamondo, una vera incognita per il futuro dell’umanità.

LEGGI ANCHE: Inquinamento atmosferico, quando lo smog è alto proteggetevi con i finestrini chiusi dell’auto. Idratate la pelle, e camminate negli spazi verdi

MALATTIE DA INQUINAMENTO

Infine, i cinesi-cittadini, scossi dai risultati dell’inquinamento da smog nelle loro città, potrebbero decidere di tornare nelle campagne da dove sono arrivati in questi anni di super crescita economica (cosa che, in piccola parte, sta avvenendo), o saranno costretti, restando a vivere nelle aree urbane e industriali, ad affollare gli ospedali pubblici per l’aumento di malattie respiratorie, vascolari, e per la crescita dei tumori (cosa che, in proporzioni piuttosto allarmanti, sta avvenendo). Per la Cina, se non si riesce a ridurre l’inquinamento ed a fare tornare il sole e l’azzurro sui cieli di Pechino e di Shangai, ci sarebbe anche il problema, enorme, di correre ai ripari su altri, troppi fronti rispetto all’unico rischio ambientale. Rischio che noi in Occidente stiamo correndo da parecchio tempo, anche con una buona dose di incoscienza-irresponsabilità individuale e collettiva.   

COME COMBATTERE L’INQUINAMENTO CON SEMPLICI RIMEDI NATURALI: