Farmaci: ecco come «capirli» meglio | Non Sprecare
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Farmaci: ecco come «capirli» meglio

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Quello che dovrebbe maggiormente interessare chi deve assumere o prescrivere un farmaco è conoscere i risultati delle ricerche effettuate su quel farmaco. Su quante persone è stato sperimentato? Con quale farmaco già in uso è stato confrontato? Ha dimostrato di avere un’efficacia superiore al farmaco in uso con il quale è stato confrontato, o almeno rispetto al placebo? E quali effetti collaterali può produrre, sempre confrontato con l’altro farmaco? Queste informazioni oggi esistono, perché vengono prodotte durante il processo di sviluppo e di autorizzazione dei farmaci a entrare nella pratica clinica, ma restano sepolte in documenti di centinaia di pagine che sono nelle mani delle agenzie che danno il "nulla osta" all’ingresso dei farmaci in commercio, come la Food and Drug Administration (l’Fda) americana, l’Ema (European Medicines Agency) europea, e, per l’Italia, l’Agenzia Italiana del Farmaco (l’Aifa).

SCHEDA – Quindi sono informazioni di fatto molto difficili da rintracciare, non solo per i cittadini che i farmaci li devono assumere, ma spesso anche per gli stessi medici che i farmaci li prescrivono. È da queste considerazioni che è partita l’iniziativa di due ricercatori statunitensi dell’Università di Dartmouth, Steven Woloshin e Lisa Schwartz, per la messa a punto di una cosiddetta "Drugs Facts Box", una scheda sintetica che a colpo d’occhio possa aiutare a capire, direttamente dai dati della ricerca, se e quanto quel certo farmaco è efficace e quali sono i suoi possibili effetti collaterali. La nuova scheda potrebbe andare, in pratica, a completare le informazioni sui medicinali che ora vengono fornite dai "foglietti illustrativi", che negli ultimi anni hanno fatto comunque progressi in chiarezza rispetto ai loro "progenitori" definiti, non a caso, "bugiardini". Dato che le Drug Facts Box farebbero emergere più chiaramente la reale efficacia e i reali effetti collaterali dei farmaci così come sono risultati dagli studi clinici, l’industria farmaceutica, soprattutto per i nuovi medicinali per i quali sono in ballo alle volte profitti per milioni di euro, potrebbe mostrarsi quantomeno restia.

IN ITALIA – «La risposta delle grandi multinazionali del farmaco sarà probabilmente a due facce – ipotizzano Woloshin e Schwartz -. Se, infatti, le Drug Facts Box rendono evidente quando un farmaco non offre particolari benefici rispetto ad altri farmaci per analoghe indicazioni e questo può portare le industrie a giudicare negativamente la nuova scheda, è altrettanto vero che le Drug Facts Box rendono evidente quando un farmaco è "vincente" e in questi casi le giudicheranno senz’altro positivamente». Affinché il loro contenuto possa essere considerato scevro da conflitti di interesse, le Drug Facts Box dovrebbero essere scritte non dalle industrie produttrici del farmaco, ma dalle agenzie governative, o da agenzie indipendenti. Secondo Nicola Magrini direttore del Centro per la valutazione dell’assistenza sanitaria (CeVeAs) di Modena: «Per quanto riguarda l’Europa, l’Ema mette a disposizione del pubblico solo sintesi dei documenti relativi alle registrazioni dei farmaci. L’Aifa invece si era impegnata molto in questi ultimi anni attraverso il Bollettino di informazione sui farmaci destinato ai medici, la cui pubblicazione è però al momento sospesa per rinnovo del progetto grafico». Uno strumento informativo sui farmaci snello e scientificamente affidabile come la Drug Facts Box, potrebbe essere utilmente importato anche in Italia? «Magari ci fosse interesse per un’iniziativa di questo tipo, potenzialmente molto utile anche se molto innovativa e di un certo impegno – dice Magrini – servono infatti competenze elevate di sintesi e valutazione critica degli studi».